“Il costruttore della Coppa e l’orgoglio gay.”

Cominciano i mondiali di calcio e non si parler? d’altro per un mese. La nazionale italiana arrivata alla sede del ritiro a Centurion non ? stata accolta con l’entusiasmo solito con cui si accoglie la squadra campione del mondo. Soltanto uno sparuto gruppo di sudafricani muniti di vuvuzelas, le famose e fastidiosissime trombette usate dai tifosi locali, e da 4 signore attempate di origine italiana, trasferitesi parecchi anni in sudafrica (chiss? per quale motivo poi), immagine ben diversa da quella a cui siamo abituati di ragazze che gridano forsennate il nome del proprio idolo nella speranza di ricevere un autografo o un sorriso, nel mondo in cui il calciatore ? il massimo dello status symbol. Insomma non ci crede nessuno a questa squadra, e sar? colpa delle esibizioni deludenti delle ultime amichevoli o delle convocazioni impopolari di mister Lippi, ma i nostri campioni, all’arrivo all’albergo, sembravano quasi dei perfetti sconosciuti. coppaPoca fiducia quindi nella possibilit? di arrivare in fondo alla competizione pi? pregiata. Ma l’Italia il suo mondiale l’ha gi? vinto. Anzi lo vince gi? dal 1972. Infatti il signor Giorgio Losa, 60 anni, proprietario della Gde Bertoni, di Paderno, alle porte di Milano, da quasi 40 anni ha in appalto la costruzione del trofeo. Lo ha ideato e lo crea ogni 4 anni e ne ha l’esclusiva per la riproduzione. Soprendente il segreto che svela sul materiale di cui ? fatta la famosa coppa, infatti non ? completamente in oro ma ? in bronzo rivestita d’oro e la base verde ? di malachite, soggetta a facili scheggiature nelle migliaia di chilometri che percorre in giro per il mondo costretta dagli sponsor. Per la cronaca la ditta in questione produce anche la Champions League, la Coppa Uefa, la Supercoppa, pi? altri trofei e medaglie (comprese quelle olimpiche). Se dovesse andare tutto da pronostico e la nazionale dovesse uscire dai mondiali con una brutta figura potremo sempre vantarci di aver vinto qualcosa: l’appalto per la produzione della coppa. E’ comunque una bella soddisfazione.

La Sicilia riscopre l’orgoglio gay. Palermo ospita per la prima volta il Sicilia Pride 2010: manifestazione promossa da diverse associazioni inserite nel coordinamento Stop Omofobia, festa della visibilit? e dell’oroglio LGBT (lesbiche, gay, bisex e trans) che propone una tre giorni di incontri, musica, spettacoli teatrali e un corteo finale. Inoltre due mesi fa a Marsala, un pastore della chiesa valdese ha sposato 2 donne tedesche, ed ? stato il primo caso in Italia. All’insegna dello slogan “Dio vuole l’amore, non lo giudica”, il pastore pone una chiave di lettura diversa della questione gay nella societ? italiana e nella religione, rivendicando la veridicit? del sentimento nonostante l’appartenenza allo stesso sesso anche se l’unione non ha validit? civile. Queste due notizie sono il sentore di una ventata di novit? necessaria in un contesto da troppo tempo fermo a pregiudizi sessisti e ipocrito bigottismo. Un passo verso la modernit? culturale, con la Sicilia a fare da capofila.

Per oggi ? tutto. Appuntamento al prossimo Gioved?.

?Oltre Fiumara?- Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?