Il dramma del posto di lavoro e la crisi che avanza

[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] La grave crisi che sta attraversando il Paese tocca pesantemente anche la Sicilia e com?era prevedibile, si scarica decisamente sulle fasce pi? deboli della popolazione. Anche i dati sull?economia palermitana e la perdita di posti di lavoro nel nostro territorio devono farci riflettere.
La Regione Sicilia, del resto, ha deciso di essere un soggetto attivo in campo nazionale per capire sia l?evoluzione della crisi che le alternative per un modello di ripresa che questa volta porti ad un vero sviluppo, duraturo e territorialmente diffuso.

Ecco che bisogna ripensare una politica economica Siciliana puntando ad una ripresa che ci faccia stare sui mercati internazionali, che valorizzi la crescita del mercato interno, attraverso l?alternativa turistica, ambientale ed ecologica all?uso del territorio, aprendo ai mercati Mediterranei e sfruttando il vantaggio competitivo geografico. Le previsioni per i prossimi mesi sono sempre pi? fosche. C’? l’Ocse, che dice che nel 2009 in Italia si perderanno 400mila posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione che vola a circa l’8%. Il Centro studi di Confindustria, che porta la stima dei posti persi nel 2009 a 600mila con il tasso di disoccupazione che dovrebbe volare all’8,4%, con conseguenze pesanti anche per il 2010.
Per questo servirebbero urgentemente incentivi alle piccole imprese, anche di tipo familiare, che investono in innovazione e producono buona occupazione e rilanciare le politiche di protezione sociale come nella gran parte dei Paesi europei. Le amministrazioni comunali cambino le loro politiche, rivolgendo maggiore attenzione ai giovani che desiderano fare impresa e alle fasce sociali pi? deboli , cercando di non dissipare le poche risorse finanziarie per cose futili . Oggi un Siciliano su dieci, ha un reddito inferiore alla soglia di povert?. Questo, oltre ad essere un problema di giustizia ? anche un forte freno allo sviluppo, specialmente nei territori interni e montani, contribuendo ad allargare sempre di pi? le disuguaglianze e la distanza fra chi ? molto ricco e chi ? sempre pi? povero.

Castelbuono, l? 24/09/07
Dott. Vincenzo Allegra