Il futuro che ci aspetta

Pubblichiamo una disillusa riflessione politica – inviataci dal Sig. Solaro – che, nonostante non abbia un diretto riferimento alla nostra Castelbuono, è assolutamente contestualizzabile anche ai nostri “emigranti”. A loro – che ci risulta seguano con costanza il nostro blog – va un grande saluto.

Tra non molto saremo scaraventati in un?orgia elettorale mega-galattica. Nazionali, Regionali, Provinciali con schede per votare a bizzeffe. Le truppe corazzate stanno muovendo i primi passi, per invadere e conquistare il campo. Ci stanno accerchiando per venderci sogni, illusioni, un fiume in piena di promesse in cambio del nostro voto, ?DEPURATO? ormai dalla preferenza che non potrà mai essere espressa, perché loro decidono chi sale e chi scende, alla faccia della democrazia.

Le strade saranno stracolme di enormi faccioni penzolanti, con sotto la solita frase ad effetto – più o meno stupida – che dovrebbe servire a calamitare il voto. Ho letto quella del Sig.Casini: ?Ci occuperemo della famiglia?; ma di quale ??.?famiglia?, quella di San Lorenzo, Corso dei Mille o Pallavicino?
Ci saranno i comizi, la distribuzione dei pani e dei pesci, faranno finta di mordersi al collo come cani rabbiosi, mentre dopo la farsa, con il cappio al collo resteremo solo noi.
A loro interessa soltanto il ?di-dietro? da sistemare sopra una buona poltrona, che possa assicurare una buona rendita infarcita di tanti privilegi. Fare politica è diventato un mestiere, non certo una missione. Una maniera per trovare lavoro senza fare concorsi, d’altronde non se ne fanno da più di dieci anni nella pubblica amministrazione. Viviamo in una società che non premia il merito, ma la parentela, si trova il posto solo se sei Figlio di?. Cugino di ?. Fratello di??Amico di??
Molti ragazzi dopo gli studi universitari scappano via, perché non sono disposti a strisciare, leccare, elemosinare il posto al potente di turno, con il metodo della chiamata diretta. Saranno esportati all?estero con l?etichetta del ?MADE IN ITALY? incollata sulla capoccia, in tempi come questi dove, invece, il Made in Italy, arriva dalla Cina, dall? India, dalla Corea del Sud, dalle Filippine ed altri paesi ancora. Le nostre Imprese ? quelle che hanno preso pubblici finanziamenti – hanno delocalizzato la produzione, così a loro costa 1 a noi lo vendono 100, come prima più di prima. Il loro portafoglio si ingrossa, il nostro si assottiglia.
Esportiamo cervelli, in cambio importiamo quella moltitudine di uomini, donne e bambini costretti a scappare via dai loro paesi, perché costretti a vivere la loro condizione di vita nella miseria, nella violenza, nella schiavitù non più solo nera, chiamandoli per comodità ?Extracomunitari?, dimenticando quando i nostri nonni, i nostri padri emigrarono per le stesse identiche ragioni, vittime di una classe politica incapace di creare una Nazione, abitata da cittadini con gli stessi diritti e gli stessi doveri.
?Liberté, Egalité, Fraternité? , oh scusate, ho pensato per un attimo di essere in Francia.S. Solaro