?Il futuro che vogliamo?

Con questo titolo il Sindaco di Castelbuono ha inviato una lettera aperta ai colleghi Sindaci, ai Presidenti dei Consigli Comunali e ai Capi Gruppi Consiliari dei Comuni aderenti al Nuovo Gal, nella quale rappresenta una riflessione sulla situazione politica amministrativa del territorio in cui ricadono i Comuni aderenti.
Tale riflessione, ribadisce il Sindaco, si augura possa servire per aprire un dibattito e un confronto per costruire insieme prospettive di sviluppo e crescita per questo vasto comprensorio che coinvolge pi? di 135.000 abitanti che hanno scelto di vivere ed operare in questo territorio.
Il Sindaco sottolinea, inoltre e si augura che questo confronto, avvenga libero da qualsiasi condizionamento culturale e di appartenenza partitica.
Scevro da qualsiasi retro pensiero, ma con l?unico obiettivo di mettere in campo le idee e le energie migliori per dare delle opportunit? a chi vuole vivere e investire in questa eccezionale e bellissima Terra di Sicilia.
Si allega la lettera, con preghiera agli organi di informazione di pubblicarla, che ? stata inviata anche al Commissario del Parco delle Madonie, ai Presidenti della SOSVIMA, del GAL, del Distretto Turistico, del Consorzio Universitario, al Coordinatore del PIST Madonie, strutture e Istituzioni che congiuntamente operano nel territorio di Castelbuono.


Lettera aperta.

Il Futuro che Vogliamo…

Nel corso di questi ultimi anni lo scenario politico istituzionale del nostro comprensorio ? cambiato.
Dai quindici comuni ricadenti nel Parco delle Madonie e del P.I.T./ P.r.u.s.t. gestito da So.Svi.Ma. che aggrega ventuno comuni, siamo passati ai nuovi strumenti come il P.I.S.T. al nuovo Gal e il Distretto Turistico che coinvolgono trentatr? comuni.
Le dichiarazioni dei colleghi Sindaci, che hanno aderito a questo nuovo percorso, ci fanno comprendere la grande responsabilit? del nostro territorio, geograficamente punto di incontro tra Province e esperienze amministrative diverse.
Il nuovo quadro ci conduce verso nuove sfide e ci d? anche lo slancio per continuare a costruire vere opportunit? di sviluppo culturale, sociale ed economico per il nostro vasto comprensorio dando a tutti la possibilit? di cimentarsi secondo le proprie inclinazioni per costruire il proprio futuro, e investire capitale umano ed economico liberi da condizionamenti, sicuri di essere accompagnati da una classe politica capace di stare al fianco della societ? che governa, dando opportunit? e fissando regole chiare e trasparenti per permettere a tutti di operare alle stesse condizioni, per uno sviluppo locale sostenibile.
Questa premessa ? obbligatoria per ricordarci da dove partiamo, cosa abbiamo fatto, quali scenari abbiamo avviato, quante opportunit? si sono create e si stanno concretizzando. Senza il protagonismo di questi anni, immaginiamo in quale stato di recessione o di arretratezza cronica si troverebbero le Madonie.
A dire il vero, questo impegno non ? stato vissuto all?unisono dalla classe politica e dirigente di questo comprensorio; molti sono rimasti alla finestra, altri sono stati assenti, alcuni scettici, altri volutamente hanno boicottato i processi di cambiamento per continuare a esercitare un ruolo clientelare e mediocre.
Malgrado ci?, oggi i territori della Valle del Torto- Himera, del Parco delle Madonie, di Nicosia, di Resuttana, hanno davanti sfide importanti e decisive che non si possono racchiudere solo dentro gli strumenti che l?Europa, lo Stato, la Regione mettono a disposizione.
A mio modo di pensare dobbiamo essere protagonisti, a prescindere dalle misure di finanziamento che le istituzioni menzionate mettono a disposizione, diventando ancora una volta attori protagonisti, confrontandoci sul ?Futuro che Vogliamo?.
Desidero proporre delle riflessioni nell?auspicio che si possa aprire un confronto sulle idee e sui progetti utili per dare occasioni di crescita sostenibile nei vari comparti del nostro comprensorio nel quale vivono pi? di centotrentacinquemila abitanti.
Il comparto agricolo, se riusciamo a ridare un ruolo fondamentale a tale settore, pu? diventare uno degli elementi di rilancio creando lavoro e presentarci nei mercati internazionali con prodotti unici e di alta qualit? che permetteranno al nostro comprensorio di essere percepito sempre di pi? come territorio da gustare, vivere e imitare.
Le filiere da valorizzare sono sicuramente quella del grano, del pane e della pasta con tutti i suoi derivati.
Incrementando la produzione di grano ?controllato?, rimettendo a coltura i nostri terreni, favoriremmo l?occupazione e bloccheremmo la speculazione delle multinazionali. Tutto ci? ? possibile organizzando un consorzio che garantisca una filiera che vede i produttori di grano, i molitori, i panificatori, insieme, per offrire prodotti di qualit?.
Valorizzare il comparto delle carni, l?allevamento di animali offrendo prodotti genuini e controllati, trasformerebbe il macello di Ganci in una struttura comprensoriale, con annessa stalla di ingrasso per bovini. La normativa prevede un contributo per l?ingrasso destinati alla macellazione creando inoltre spazi di sosta per i suini, caprini, ovini.
Diamo spazio a un consorzio che si occupi della filiera delle carni, stabilisca i prezzi, i percorsi per garantire la qualit?, assicuri un sicuro reddito per gli allevatori. Trasformiamo il macello di Castelbuono in laboratorio per la lavorazione delle carni dove gli operatori (macellai, ristoratori ecc?) possono approvvigionarsi delle carni di cui necessitano. Il macello di Castellana Sicula si dovr? convertire in salumificio per la trasformazione e produzione di carni insaccate tipiche. Inoltre costruire un macello o acquistare un macello mobile per lavorare le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio, ecc) oggi ? impossibile allevare questi animali in quanto non vi sono strutture dove poterli macellare, siamo costretti a mangiare carni che ci impongono i grandi allevatori del nord. E? semplice comprendere quanto lavoro e capitali possiamo attivare direttamente e indirettamente favorendo la qualit? delle carni, e dei consumi, dando slancio all?economia locale.
Il patrimonio monumentale e culturale che coinvolge gli enti locali, la Chiesa e i privati cittadini occorre gestirlo con un?unica reggia. Questo percorso di valorizzazione, oltre a essere attrattore turistico del territorio, pu? creare tante occasioni di lavoro che permettano ai giovani, organizzati in associazioni, cooperative ecc? di esprimere le proprie professionalit?.
Aprire i musei, le chiese, i monasteri, i santuari, le dimore e i palazzi storici, i castelli; creare itinerari per conoscere le nostre tradizioni agricole, artigianali; fare conoscere le nostre tradizioni religiose e folcloristiche, sono occasioni che possano creare posti di lavoro, per servizi che i turisti richiedono.
Lo stesso dicasi sul ricco patrimonio ambientale naturalistico del nostro territorio riattivando gli orti montani, fruendo i monumenti della natura, proponendo percorsi ambientali a piedi, a dorso d?asino, a cavallo, con la bicicletta, realizzando una rete di piste di montabaik e pareti attrezzate per gli appassionati della bio diversit? di cui le Madonie e la Sicilia sono ricche.
Parlando di turismo e di cultura ? possibile ipotizzare scelte condivise tra i (trentatr?) comuni per offrire servizi di qualit?, mettendo in atto alcune buone pratiche che ci permettano di uniformare alcune scelte di gestione territoriale.
Mi viene da pensare alla raccolta, recupero, lavorazione, smaltimento, dei rifiuti solidi urbani. Fondere in un?unica societ? l?Ato 5 e l?Ato 6 che comprendono i comuni di che trattasi, potenziare la raccolta differenziata al 70% con il porta a porta, potenziare l?impianto di compostaggio di Castelbuono, rendere produttiva la discarica di Castellana Sicula, attivare la discarica di Collesano, realizzare un termovalorizzatore che trasformi in energia i residui dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.
Lavorare per una societ? di gestione delle risorse e degli impianti per la distribuzione idrica che operi dalla captazione, distribuzione, manutenzione fino alla riscossione della tariffa.
Realizzare un sistema di mobilit? pubblica che colleghi meglio i trentatre comuni, che intercetti la rete ferroviaria e che preveda postazioni di collegamento presso la stazione ferroviaria di Castelbuono, Campofelice e Termini. Prevedere delle stazioni per pullman che transitano tra Catania, Palermo e Messina effettuando fermate a Resuttano, tre Monzelli , Scillato, Buonfornello, e Castelbuono, attivando un numero adeguato di mini pulmini a metano che servano tutto il comprensorio adottando prezzi politici per i residenti e tariffe di servizio per i turisti o i fruitori esterni al territorio dando copertura al servizio con una tassa di scopo; in questo modo permetteremo a chi vuole vivere i nostri territori di avere servizi pubblici efficienti.
Realizzare delle aree a parcheggio nei vari comuni, con una progettazione unica e una gestione comune rendendola economicamente sostenibile, che permetta di liberare i nostri centri storici dalla presenza delle macchine adottando una politica condivisa nella gestione del traffico urbano, attuando identici provvedimenti per realizzare zone a traffico limitato e aree pedonali.
Parlando di turismo, dobbiamo avere il coraggio di riqualificare l?offerta collegata alla fruizione dell?area costiera che va da Termini fino a Pollina. Non sottovalutando il grande patrimonio ambientale che rappresenta le Madonie.
La mia proposta ? la seguente:
spostare le poche industrie che insistono sull?area industriale di Termini Imerese e localizzarli nella zona industriale di Mulinello o del Tittanio. Non coccoliamo pi? la Fiat anzi, invitiamola a spostarsi in altri siti. Chiediamo all?Enel parametri di alta qualit? ambientale e riconvertiamo tutto il territorio da Termini a Pollina riqualificandolo con adeguate infrastrutture (spiagge attrezzate, parchi, parcheggi, metropolitana in superficie leggera, area servizi e commerciale, siti dove allocare strutture alberghiere di alta classe ed ostelli con una concezione moderna, centri benessere e qualsiasi altra attrezzatura o struttura che possa offrire servizi di qualit?).
Sottoscrivere un protocollo di intesa tra tutti i comuni coinvolti impegnando gli operatori agricoli a produrre prodotti biologici facendo rete tra le varie filiere attivate nei vari settori.
Le mie riflessioni coinvolgono il mare, le spiagge, il patrimonio monumentale, culturale e ambientale dei nostri comuni, i prodotti agricoli (grano, carciofi, manna, arance, limoni, legumi, uva, olive, pomodori) che bisogna qualificare nella produzione e nella commercializzazione, allevamenti con i prodotti caseari, la sapienza e la scienza dei nostri artigiani e della nostra gastronomia, la cordialit? di donne e uomini che hanno saputo elevare a cultura il senso dell?ospitalit?.
Riqualificare il nostro territorio riconvertendo il patrimonio edilizio esistente senza occupare altro territorio, offrendo al Mondo progetti seri e sostenibili.
Ai centotrentamila cittadini di questo grande comprensorio, che ormai identifichiamo in ?una citt??, voglio ricordare gli strumenti che attualmente operano nel territorio: Ente Parco (tutela e salvaguardia), Gal (filiera agro alimentare), So.Svi.Ma. (agenzia di sviluppo- energie rinnovabili), Consorzio Universitario (studio ricerca innovazione), Distretto Turistico (politiche condivise sul turismo), Pist, due Ato rifiuti, tre Distretti Socio Sanitari, questi strumenti non devono essere strumenti di potere ma occasioni per creare servizi ed opportunit? di gestione sostenibile dei nostri territori.
? naturale che tutto ci? passi in una concertazione con la politica Nazionale e Regionale coinvolgendo le Province, le Organizzazioni di Categoria, Professionali e i Sindacati.

Con sentita stima auspicando un ricco confronto cordiali saluti.

Il Sindaco di Castelbuono
Mario Cicero