Presentato il libro “Perle di Luce”, debutto editoriale di Anna Studiale

In una Castelbuono apparentemente monopolizzata dal ricco week end dedicato ai Cuticchio e al prezioso progetto del Museo Civico, si è svolto parallelamente un altro appuntamento culturale di cui vogliamo dare notizia. Una “prima” anche questa: la presentazione del primo libro di poesie della giornalista castelbuonese Anna Studiale, collaboratrice sin dagli albori del giornale Suprauponti. “Perle di Luce”, questo il titolo del libro, è edito da Mohicani edizioni di Pietro Scaglione ed è stato presentato dall’autrice nel  pomeriggio di domenica 17, in una Casa Speciale colma di pubblico interessato.
Il testo è disponibile presso Edicolè Barreca.
Pubblichiamo di seguito due introduzioni al libro, a firma rispettivamente di Georgette Quagliano e Nuccio Pepe, e alcune foto dell’autrice e della serata di presentazione (di Michele Di Donato e Nicolò Messina) .

Il viaggio di “Perle di Luce”

Una cattedrale di sensazioni. Che mi pare poter costruire fino all’estrema isola dell’emisfero boreale.
Prendere per mano e condurre, attraverso le parole, colui il quale si presta ad abbandonarsi nella dolcezza di occhi che VE-DO-NO.
È il dono del poeta.
Qui, si vede tanto.
Passa attraverso gli occhi l’anima di questa Poesia.
Invita con seducente amicizia a guardare fuori dalla medesima finestra. E da quest’edificio, concepito con regole d’arte dettate dal cuore, ti ritrovi a guardare la stessa luna. A mirare le stesse stelle.
E se potessero profumare, queste poesie, allora l’odore sarebbe quello buono del vento. Perché la libertà è il sapore che ti fanno sbocciare tra mente e cuore questi pensieri. È Aria il mondo in cui si viene introdotti parola dopo parola. Per volare alti, come le aquile. Non vicino al sole, ma vicinissimi alla luna. Scontata e banale per alcuni, rigenerazione e danza per queste poesie.
È l’esplorazione il contesto in cui ci s’è mossi.
Esplorazione nella pazienza di registrare tutto quel che s’è visto, che s’è messo in pratica, dal momento dello strappo dal buio.
Esplorazione della pazienza dell’attesa. Qui s’invoca, senza ricevere risposta. Ma come un fabbro operoso il lavoro non cessa. Non cessa il limare la parola, il battere i giorni a ferro e fuoco fin lungo i bordi per renderli rilucenti.
Un’attesa spavalda. La poetessa conosce a fondo il silenzio dal quale s’è sottratta, con il cuore a picco fino al midollo delle notti. E poi risorge, poi riemerge, poi un continuo eterno battesimo in dono alla speranza.
Dimentichiamo così spesso il valore del mondo. Così spesso il suo nome.
Fra queste pagine siamo nel tempo e nello spazio di cui la poetessa diviene freccia. Che trapassa il cuore del lettore con gratitudine. Che lo perfora in nome dell’armonia per redimerlo dal torpore esistenziale della mediocrità.
Bisogna rinnovarsi con fiducia e privi di risentimento.
È l’urlo forte di chi riesce a reiventarsi passando dal panismo al parossismo delle interrelazioni col proprio Io e della cura anzitutto di se stessi.
Di chi, con coscienza gravida di resistenza e sogno, non baratta il proprio cuore.

Georgeta Quagliano

 


 

Scrivere di poesia non è facile.
Si entra in un mondo particolare allo stesso tempo intimo e universale, ricco di sfaccettature ed emozioni, che il poeta vive e ci trasmette.
Ognuno di noi ha bisogno della poesia e il fatto che tra i banchi di scuola si siano scritte, in tutto il mondo, milioni e milioni di poesie ( tralasciando il valore artistico e/o prettamente culturale delle stesse) dedicate ad amori giovanili o alla bellezza della natura piuttosto che alla goliardia ironica, testimonia di questa voglia insita nell’animo umano. Poi il trascorrere del tempo, l’evoluzione verso la maturità ( quanto falsa suona questa affermazione!) ci porta a tralasciare l’aspetto poetico, quasi a vergognarci.
Ho vissuto questa evoluzione involutiva, ma per fortuna i versi letti in gioventù sono rimasti dentro di me e ritornano a galla nei momenti più imprevedibili, e mi è rimasto il piacere di leggere poesia.
Neruda e Kavafis vengono a bussare inaspettati. Ungaretti gioca a nascondino con i miei ricordi.
E’ la necessità di esprimere e assaporare sensazioni ed emozioni. E in questo sta la grandezza del poeta che con i suoi versi riesce a coniugare due aspetti che si possono esplicitare citando due grandi della Letteratura.
Scriveva Cecov “ se vuoi capire la vita, non credere a quello che la gente dice e scrive, ma osserva da te e rifletti”, e appunto il poeta osserva con occhi particolari la vita intorno a sé, elabora e ci ritrasmette la sua visione perché, e qui la seconda citazione, come dice Majakovskij “ … e sento che l’io mi è piccolo. Qualcuno dal mio didentro si vuole sprigionare ostinatamente”, il poeta ha necessità impellente di riversare all’esterno il frutto interiore della sua osservazione in un rigurgito di bellezza, rabbia, dolore, gioia da condividere.
Anna Studiale è una poetessa.
Lo è perché riesce a fare suo un mondo di colori, sensazioni, emozioni, amore, desiderio, sensualità e allo stesso tempo riesce a dare al lettore la possibilità di godere delle sue riflessioni fatte parole, di essere parte, usando una parola cara alla poetessa, di una straordinaria alchimia.


Meraviglia e alchimia
di gioia e passione.
Danziamo alla vita, ai corpi che volano.
Siamo parte del mondo,
siam parte dell’universo.

Ma alchimia non è solamente la capacità di essere/farsi coinvolgere nella giostra delle sensazioni e delle emozioni, di farlo personalmete e di far salire il lettore su un cavallo di cartapesta che galoppa verso il sogno, alchimia è anche la capacità di usare le parole per trafiggere il cuore e la mente di chi ha la felice possibilità di farlo leggendo le sue poesie.

Ho l’Infinito che si apre,
qui, davanti a me.
Lo ascolto.

 

Alchimia è essere capace di comunicare agli altri che esiste un mondo fatto anche di sensualità e passionalità, e farlo con delicatezza altrettanto sensuale, cito da una delle mie liriche preferite di Anna Studiale “ Forbidden Colours”:

 

Aspetto la piuma del desiderio

Trovo questo verso semplicemente straordinario, capace di concentrare l’attesa della tempesta della passione nell’immagine della piuma lieve, delicata che solletica, stimola il desiderio.
Poetessa Anna Studiale perché ha la capacità di comunicarci un senso di appartenza al cosmo, noi piccoli esseri, talvolta indegni, grazie all’ Amore che ci circonda e ci permea e lo fa con versi potenti nella loro semplicità
Sei melodia di speranza,
riempi di pace
i cuori che ti accolgono,
respira di eterno
il tuo canto
d’amore.

Poetessa perché riesce a dare forma ai desideri che ognuno di noi porta dentro, ai sogni che facciamo nella solitudine della mente, alle parole che non siamo capaci di formulare …

Volo in alto.
Sono aquila.
Arrivo da te.

Nuccio Pepe
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