Il luogo comune più abusato ed errato dell’anno

A me piace sfatare miti e luoghi comuni. Un tema dove si riesce sempre a farlo è quello delle migrazioni. Suppongo che nessuno potesse mai immaginare che nel 2013 gli emigrati, chi lascia l’Italia per un Paese straniero, siano stati più degli immigrati, coloro i quali approdano nel nostro Paese. Non solo sono di più, ma sono più del doppio, 94’126 contro circa 43’000. Questo è quanto emerge dal rapporto Italiani nel Mondo 2014 della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei.

Questo dato sorprende perché una cattiva informazione, un acceso dibattito sulla presunta “invasione” che subiamo da chi ci raggiunge da situazioni di disagio economico e sociale, dipingono un Paese saturo di immigrati, che occupano ogni posto, lavoro e spazio. Si tace, invece, sul numero enorme di connazionali che scelgono di andare via.

Negli ultimi anni questo trend è aumentato e a farne le spese, manco a dirlo, sono i giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni (il 36,2%), seguiti dalla fascia che va dai 35 e i 49 anni (26,8%). Il nostro diventa sempre più un Paese per vecchi, con il trend di fughe in giovane età in crescita nell’ultimo anno, con un aumento delle uscite del 16,1%. Le condizioni di vita, una crisi incessante, la mancanza di prospettive e una classe dirigenziale vecchia e insoddisfacente sono la causa di chi perde la speranza e sceglie di puntare tutto su uno stato diverso, che riesce più ad apprezzare e valorizzare le competenze e la professionalità di un giovane.

La meta preferita degli italiani è il Regno Unito (siamo in 12’933), che lo scorso anno ha registrato un aumento altissimo degli ingressi di italiani (sono stati il 71% in più). A seguire la Germania con 11’731 presenze e la Svizzera con 10’300. Per voler sfatare un altro mito, non sono i giovani delle zone più svantaggiate del Paese a partire ma, a sorpresa, la regione con più uscite è la Lombardia (16’418 partenze), seguita da Veneto (8’743) e Lazio (8’211).

Parlando invece di numeri generali, gli italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) son più di 4 milioni. Risiedono soprattutto in Argentina e la zona di provenienza è distribuita alla pari tra nord e sud del Paese. Anche questo secondo me non ve l’aspettavate.

Certamente chi emigra lo fa per ragioni diverse da chi arriva. Non siamo in guerra, non abbiamo epidemie mortali o una condizione sociale paragonabile ai Paesi più poveri del mondo. O forse cambia solo lo stadio di una situazione non ancora al collasso, ma che si cronicizza sempre più. Ad ogni modo, questi numeri devono fare riflettere per capire che il nostro sistema non dà possibilità e speranze ai giovani, nonostante proclami e alternanze di chi ci governa, e che chi arriva da noi per sperare in una vita migliore non va a soprassaturare un sistema troppo pieno e forse, inoltre, ci somiglia sempre di più.

Con questo è tutto, alla settimana prossima.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”