“Il migrante arricchisce l’Italia.”

Si fa un gran parlare di stranieri e migranti adesso, per le note vicende di cronaca. Le forze politiche si sono esposte in maniera diversa, chi dichiarando posizioni ambigue, chi con una chiarezza spiazzante. I soliti leghisti, supportati da giornalisti terroristi de “Il Foglio” e altri opinionisti opinabili (il gioco di parole è voluto), alimentano il clima di odio e parlano di veri e propri elementi razziali a giustificare scelte di respingimenti e leggi xenofobe che calpestano i diritti umani. Grillo e Casaleggio inveiscono contro i parlamentari del M5S che vorrebbero eliminare il reato di clandestinità pensando di andar contro le idee e i punti programmatici del movimento. Lasciando un attimo perdere la questione sbarchi, idee di razzismo sono diffuse un po’ in tutti i campi, persino dalla ginnastica artistica arrivano delle dichiarazioni impensabili, ai recenti mondiali di Anversa un dirigente della nazionale italiana ha parlato di “razze” che avrebbero abilità diverse nelle esecuzioni dei gesti atletici, con riferimento alle performance di una ginnasta afroamericana. Tornando a Lampedusa, in tanti pensano che la scelta giusta sia chiudere le frontiere e lasciare a casa propria chi cerca di entrare clandestinamente nel nostro Paese. Eppure le notizie più interessanti rimangono ancora una volta nel dimenticatoio. Quando si parla di migrazione si attribuisce a questo termine un’accezione negativa. Ma non è sempre così. Ad esempio in pochi sanno che senza il contributo degli stranieri che lavorano in Italia avremmo una perdita di entrate netta, superiore ai costi sostenuti. Un indicatore degli introiti dello Stato facilmente quantificabile in tal senso è l’Irpef, conti alla mano con l’esodo dei 32 mila lavoratori stranieri che hanno abbandonato l’Italia nel 2011 sono mancati alle nostre casse 87 milioni di euro di Irpef. Per non parlare dell’Inps, i cui bilanci positivi sono dovuti alla massa di lavoratori stranieri che dopo anni di lavoro all’estero, tornano a casa e non riscattano i contributi versati. E’ bene sottolinearlo, sono cifre che tengono conto delle spese pubbliche d’accoglienza, al netto delle quali continua a valere il dato di fatto che gli stranieri fanno bene all’economia italiana. Il motivo per cui negli ultimi anni c’è una tendenza al calo del numero di stranieri è la mancanza di lavoro, che li costringe a trovare fortuna altrove o a tornarsene a casa e a disincentivare le velleità di espatrio dei propri connazionali. Questi sono numeri e i numeri parlano.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?