Il mio comune

Un?idea francese che proporrei al nostro futuro sindaco.
Una casa per tutti!
Sembra anacronistico vero? ma pensate a quanta gente a Castelbuono non può permettersi una casa e neanche pagare un affitto che ormai ha raggiunto prezzi da metropoli.
Il governo francese ha annunciato l’altroieri l’introduzione di una legge sui senza fissa dimora. La decisione giunge dopo giorni di proteste dei senzatetto, accampati in tenda lungo la Senna assieme a numerosi residenti parigini, scesi in strada in segno di solidarietà. Procedura d’urgenza. Nel suo discorso di fine anno, il capo dello Stato francese, Jacques Chirac, aveva esortato il governo ad attivarsi in tempi rapidi per cercare una soluzione al problema degli Sdf (senza fissa dimora in francese), 3 milioni in tutto il Paese. Il progetto di legge, annunciato il 3 gennaio dal Primo ministro Dominique de Villepin, prevede che, sin dalla fine dell’anno prossimo, le autorità dovranno fornire un tetto alle persone che si trovano nelle situazioni più difficili. Nel caso una soluzione non venisse trovata, i cittadini potranno far ricorso contro lo Stato di fronte alla giustizia amministrativa. Quest’ultima potrà allora ordinare allo Stato di trovare una soluzione, ovvero un alloggio, per le persone senza dimora o, come si dice in francese ‘mal-logèes’, mal-alloggiate. In un primo momento, potranno avvalersi del diritto alla casa le persone più vulnerabili, ovvero i lavoratori poveri, le donne sole e con bambini, ma, a partire dal 2012, il diritto verrà esteso a tutte la persone alloggiate in case insalubri e inadeguate. Deputati e senatori francesi dovranno approvare il nuovo progetto di legge entro il 22 febbraio 2007, con procedura d’urgenza, in quanto il 22 aprile si terranno le elezioni legislative. Sia il candidato della maggioranza, il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, che quello del partito socialista Segolene Royal, si sono detti favorevoli alla nuova legge.

Una vittoria per gli attivisti del diritto alla casa. Per le associazioni che hanno portato avanti la lotta sul diritto alla casa, e in special modo per Les Enfants de Don Quichotte (I bambini di Don Chisciotte, un’organizzazione che ha regalato le tende della protesta ai senza casa), si tratta di una prima, importante vittoria. Nel problema dell’emergenza abitativa, il governo francese ha da sempre offerto più promesse che fatti. Un’ordinanza del 1945, rimasta quasi sempre lettera morta, prevedeva per i senzatetto il ricorso all’utilizzo di alloggi sfitti, per la durata massima di un anno rinnovabile. Chirac ne aveva chiesta l’applicazione al debutto del suo settennato, nel ’94. Una legge del ’98 contro l’esclusione sociale, che contemplava l’istituzione di una commissione per esaminare le domande dell’Alto comitato per i diritti dei senzatetto, non è stata quasi mi applicata.

Un decimo della popolazione vive in povertà. La protesta del ‘popolo delle tende’, da giorni accampati sulle rive della Senna e in numerose città francesi, ha visto il sostegno dei parigini, mobilitati da un’associazione (Les Enfants de Don Quichotte) fondata da un attore, Augustin Legrand, che ha fatto appello ai francesi a dormire una o più notti in strada, sotto una canadese. In Francia, 3,2 milioni di persone, tra cui mezzo milione di bambini, vivono in abitazioni considerate insalubri. L’istituto per le case popolari ha ricevuto 1,4 milioni di domande di alloggio a cui non riesce a rispondere. Più di un milione di francesi vive con l’assegno minimo, e l’11,7% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.

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