Il Movimento “Andiamo Oltre” risponde al sindaco sul mancato uso dell’aula consiliare

L’elefante e il topolino, ovvero: quando la politica trasforma l’opinione in legge

Giudicate un po’ voi: se il topolino dice all’elefante “stai facendo una cosa ingiusta”, il topolino è arrogante. Ma se l’elefante dice al topolino “si fa come dico io”, cosa è l’elefante?

Le donne e gli uomini che si sono iscritte al Movimento Andiamo Oltre hanno sempre pensato che le Istituzioni, anche quando odiose o inefficaci, andassero rispettate, se non altro perché simboli di un vivere comune improntati alla democrazia e custodi di quelle regole che ci consentono di chiamarci Comunità.

In nome di questo rispetto abbiamo rappresentato il nostro disappunto al diniego dell’aula consiliare per un evento di presentazione del nuovo regolamento dell’Area Artigianale prima direttamente alla Giunta, durante un Consiglio Comunale, e subito dopo con un articolo che spiegava la successione dei fatti.

Durante il Consiglio Comunale non siamo stati pochi quelli che hanno sperato che il Sindaco modificasse le sue idee, invano. E l’articolo è stato necessario per scusarci pubblicamente – è l’educazione che lo impone – sullo spiacevole incidente delle “porte chiuse” al Municipio.

Inspiegabilmente, il nostro Sindaco, il 10 ottobre alle 17.47, decide di pubblicare un post dove ribadisce le sue ragioni per negare a qualunque movimento e/o partito politico l’uso dell’aula consiliare per gli incontri.

E’ inspiegabile perché il Sindaco utilizzi la sua pagina personale di Facebook per sostenere le sue decisioni “istituzionali”, ed è inspiegabile che si utilizzi Facebook per sostenere le scelte di una istituzione: per fortuna in questi anni il nostro Sindaco ci ha insegnato a non stupirci di nulla.

Ma proviamo a ripercorrere le ragioni del Sindaco, “copiando” le sue affermazioni e analizzandole.

immaginate per un attimo se a Roma tutti i partiti utilizzassero per la campagna elettorale la sala del Campidoglio”: a Roma il cosiddetto “Campidoglio” è in realtà il solo Palazzo Senatorio, poiché gli altri due palazzi che si affacciano sulla Piazza del Campidoglio sono adibiti esclusivamente alla esposizione museale. Il Palazzo Senatorio è la sede di rappresentanza del Comune di Roma, ed è aperto al pubblico per le visite ogni prima domenica del mese. Pensate che nell’aula consiliare è conservata una statua di Giulio Cesare  del I secolo a.C., e nel pavimento è collocato un mosaico proveniente da Ostia antica. Al “Campidoglio” può farsi richiesta presso l’Ufficio del Cerimoniale per l’uso della Sala della Protomoteca, riccamente arredata e decorata, può ospitare fino a 300 persone. In alternativa si può fare richiesta della Sala del Carroccio, utilizzabile per convegni, presentazioni e conferenze stampa, può ospitare fino a 70 persone.

Sindaco, di cosa scrive? Ma che razza di paragoni fa?

Ho rappresentato che la stessa potrà essere concessa per soli fini istituzionali e per come previsto dai Regolamenti”. Nel Regolamento approvato dal Consiglio Comunale nel 2013 si recita testualmente:

Titolo IV

Concessione temporanea

Articolo 11 — Finalità

  1. I beni immobili di proprietà e in uso all’Amministrazione Comunale possono essere concessi in uso temporaneo ad Associazioni, Fondazioni, Comitati, ed altre persone ?siche o giuridiche che ne facciano richiesta per attività culturali, formative, ricreative, sportive ed amatoriali e per convegni, congressi, riunioni e mostre.

Sindaco, di quale Regolamento parla? Di quale articolo?


Ma proprio per andare incontro alla partecipazione ho messo a disposizione altre sale altrettanto centrali , quali la Sala delle Capriate e la Sala Conferenze di San Francesco.” A tutti capita a volte di non essere d’accordo con se stessi: sabato 8 ottobre alle 18.00 la sede museale di San Francesco era chiusa, benché formalmente concessa al Movimento Andiamo Oltre. Ma torniamo all’analisi: durante il Consiglio Comunale il Movimento Andiamo Oltre e i Consiglieri di opposizione hanno fatto notare al Sindaco che la Sala Conferenze di San Francesco può ospitare 250 persone, quindi il suo utilizzo si giustifica per eventi ed incontri che prevedono una partecipazione molto numerosa, non certo per un evento rivolto ad una specifica categoria di cittadini, gli artigiani: non ci sentiamo arroganti se ci dispiace che il costo energetico di una sala sproporzionata ricada sui cittadini. Né ci sentiamo arroganti se facciamo notare che la sala convegni di una sede museale andrebbe utilizzata per eventi culturali, e non politici, nel rispetto dei ruoli anche simbolici dei luoghi.

Sindaco, riesce a trovare un ragione inoppugnabile al suo diniego?

Perché il punto è proprio questo, e lo diciamo da topolini: ritenere “non opportuna” una cosa, fa immediatamente rientrare “la cosa” nel campo della discrezionalità, non nell’orizzonte della liceità.

Chi è l’elefante?

Infine una nota per i tanti topolini di Castelbuono: svolgere attività politica, essere in “campagna elettorale”, cercare consenso con argomenti che riguardano la vita di tutti, e non di alcuni, non è peccato, non è disdicevole, non è emendabile, non è esecrabile. E’ Democrazia, e forse a qualcuno dà fastidio.

 

Silvia Scerrino

Presidente del Movimento Andiamo Oltre

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