“Il museo della caciotta e l’inarrestabile ascesa di Apple.”

Da questa settimana, un’azione Apple vale più di 500 Dollari. Conti alla mano, la sua capitalizzazione vale 468 miliardi di dollari. Quasi quanto il PIL del Belgio. Sufficiente a mettere a posto i conti della Grecia. Il successo dell’azienda di Cupertino sta nel mettere a disposizione la tecnologia più innovativa al servizio di tutti e soprattutto nel creare un’aura di magia, di spiritualità attorno al mondo delle mela morsicata. L’ideatore della strategia Apple fu Steve Jobs, dopo la sua morte erano tanti gli analisti che temevano ripercussioni negative sul rendimento del titolo, e invece i fatti hanno dimostrato l’esatto contrario: +32%. La Apple continua a crescere a dispetto delle molteplici accuse che gli sono state mosse negli ultimi anni, ultimamente anche il New York Times ha pubblicato un’inchiesta dove si ripercorrono le tragiche vicende che hanno coinvolto alcuni stabilimenti produttivi del far east, computando 13 vittime, 137 feriti da contatti con sostanze chimiche a rischio, utilizzo di lavoro minorile e orari di lavoro eccessivi. Tutte le preoccupazioni sollevate dai lavoratori non sembrano però avere lo stesso effetto sugli investitori, il titolo cresce e va a gonfie vele e la produzione aumenta. L’anno scorso addirittura gli i-phone prodotti sono stati 37 milioni. Più delle nascite di infanti a livello mondiale.

In Sicilia, da sempre si parla della necessità di valorizzare le specificità del territorio e di sfruttare ad esempio le numerose peculiarità gastronomiche locali, per creare opportunità d’impresa e di lavoro. A Ragusa hanno colto a pieno l’invito, e tra i tanti aspetti curiosi e tutti da scoprire della bellissima provincia siciliana, si sono inventati la “Cacioteca Regionale Siciliana”. In pratica è un vero e proprio museo della caciotta, una sede museale fissa dove far conoscere al mondo i segreti e le delizie dell’orgoglio caseario regionale. La curatrice sostiene si tratti del risultato di ricerche ventennali in partnership con Università e Centri di ricerca. Il fatto è certamente curioso, adesso bisognerà vedere se avrà appeal tra i tanti turisti che soprattutto d’estate raggiungono Ragusa. Dal canto della mia esperienza, memore di “visite guidate” ai caseifici locali, spesso in notturna in serate invernali, credo che l’iniziativa possa attrarre anche i giovani che vivono il territorio, che magari anzichè andare in rosticceria, saziano gli appetiti improvvisi andando a degustare un ottimo formaggio da cacioteca.

Rimanendo in tema formaggi, la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze ha fatto una gaffe  indimenticabile e assolutamente degna di nota. Infatti ha pubblicato un bando per un assegno di ricerca, dal titolo “Dalla pecora al pecorino – tracciabilità e rintracciabilità  di filiera nel settore lattiero caseario toscano” e, come da procedura, il bando viene pubblicato sul sito del Ministero dell’Università e su quello della Commissione Europea, tradotto in lingua inglese. Il fatto è che per la traduzione si è ricorso ad un traduttore automatico che ha tradotto il bando ufficiale come “From sheep to doggy style – traceability of milky chain in Tuscany”. Quindi, ha tradotto “pecorino” in “doggy style”, che letteralmente significa “pecorina”, riferendosi ad una posizione sessuale e non ad un formaggio. Una magra figura per la facoltà di Agraria che è riuscita sicuramente a strappare anche qualche risata.

Con questo è tutto, appuntamento al prossimo Giovedì.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?