“Il paese che voleva produrre Marijuana e lo sfratto del McDonald’s”

Il comune spagnolo di Rasquera (140 chilometri da Barcellona) ha da poco votato il referendum per destinare 7 ettari del proprio territorio alla coltivazione di Marijuana. L’idea nasce dal sindaco del comune per risanare il deficit del comune che ammonta a 1,3 milioni di Euro, secondo le stime si potrebbe raggiungere la cifra già in due anni. In più, l’operazione porterebbe alla creazione di 50 nuovi posti di lavoro. Alle urne, i cittadini hanno votato in maggioranza per il “Sì”, con un’affluenza del 56%. Però ancora il progetto non parte perché si aspetta il parere favorevole della Pocura, dato che in Spagna la commercializzazione di droghe è vietata. In questo caso, la produzione sarebbe tutta destinata alla Barcelona personal use cannabis association, associazione composta da 5 mila amatori e consumatori abituali. L’idea sembra stramba ma in verità potrebbe essere un esempio da seguire, ad esempio, anche dalle nostre parti, dove di certo i bilanci comunali ne avrebbero altrettanto bisogno.

Nel consiglio comunale di Milano è in corso un accesissimo dibattito per decidere se mettere in atto lo sfratto previsto per il McDonald’s della galleria Vittorio Emanuele, in favore del negozio Prada che si è aggiudicata il bando. Il dibattito, che ha diviso la maggioranza di sinistra, riguarda il ruolo riconosciuto da alcuni alla famosa catena di fast food di dare la possibilità a tutti, grazie ai suoi prezzi accessibili, di avere un posto a sedere nel cosiddetto “salotto di Milano”. Se si cedesse l’utilizzo dei locali a Prada, non ci sarebbero più le sedie e i tavolini e questa possibilità verrebbe persa. D’altro canto, c’è chi  pensa che sia l’occasione buona per ridare nuovo smacco allo spazio in galleria, dato che McDonald’s non può mai essere elevato al rango di presidio dei poveri, date le numerose polemiche che riguardano le condizioni lavorative dei suoi dipendenti e la distruzione del territorio in certe parti del mondo. A mio parere lo sfratto si dovrebbe operare, sopratutto per il fatto che McDonald’s, con la presenza nei centri storici delle più importanti città del mondo, inibisce la promozione delle culture culinarie locali e omologa le caratteristiche e le abitudini dei consumatori, in più utilizza ovunque il suo brand con i colori caratterizzanti rosso e giallo, noncurante delle peculiarità artistiche e dei colori della piazza, via o galleria in questione, rappresentando spesso un pungo nell’occhio. Aldilà di quale possa essere il mio pensiero, ad inizio del prossimo anno Prada dovrebbe subentrare alla multinazionale in galleria, ma per adesso le posizioni rimangono lontane e non si sa chi la spunterà.

Per oggi è tutto, vi aspetto la settimana prossima.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?

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