Il Parco non brucia più. Salvi gli alberi pregiati

[LAVOCEWEB] Un po’ di pioggia ha dato una mano. Ma decisivo è stato l’intervento dei Canadair per spegnere l’incendio sviluppatosi nel cuore del Parco delle Madonie. E oltre a domare i roghi, accesi da mani criminali, le squadre dei vigili del fuoco e della Forestale sono riuscite a salvare gli ultimi trenta esemplari di Abies nebroidensis.
Le fiamme hanno infatti sfiorato ma non hanno raggiunto la zona di Madonna degli Angeli e di Piano Noci, dove si trovano gli alberi più particolari e il vivaio del Parco.
Per salvare questi pezzi pregiati del patrimonio naturalistico delle Madonie, devastate dal fuoco, il presidente del Parco Angelo Pizzuto aveva lanciato un allarme disperato.
La situazione ora è sotto controllo. Le fiamme, purtroppo, hanno quasi distrutto la faggeta del Parco e gravemente danneggiato i noccioleti delle contrade tra Polizzi e Scillato.
Sono invece attivi gli ultimi focolai tra Tusa, San Mauro Castelverde e Pettineo. Il fuoco ha stranamente superato anche il greto della fiumara per passare da un punto all’altro: è la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che la distruzione è il frutto di interventi criminali. Dopo cinque giorni di emergenza, la situazione a Tusa è sotto controllo. Ma solo perché non c’è più nulla da bruciare.
30.09.2012

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