Il Partito Democratico sulla gestione dell’acqua

Riceviamo e pubblichiamo
Ci sembra opportuno e doveroso, come PD, informare i Cittadini su un tema molto sentito come è quello della gestione dell?acqua in considerazione delle notizie spesso distorte e non veritiere esposte in dibattiti pubblici o tramite tazebao.
La Legge 5 gennaio 1994 n. 36, detta legge Galli, contiene disposizioni in materia di risorse idriche e in particolar modo che l?acqua è un bene pubblico, che l?uso dell?acqua è prioritariamente per il consumo umano, che l?organizzazione del servizio idrico integrato avviene mediante gli Ambiti Territoriali Ottimali (comunemente definiti ATO).

La Regione Siciliana ha recepito la legge Galli in ritardo con la legge 10 del 1999 che obbligava il Presidente della Regione a costituire gli ATO. Il 16 maggio del 2000 Cuffaro definiva gli ATO, facendoli coincidere con le Province; il 7 agosto del 2001 fissava le modalità di costituzione degli ATO con la proposta di scelta, da parte dei Sindaci, fra la Convenzione di Cooperazione o la costituzione di Consorzio
Il Comune di Castelbuono delibera la scelta del Consorzio, ma la conferenza dei Sindaci, a maggioranza, individua nella Convenzione la forma di cooperazione fra gli Enti locali. I Consigli Comunali dovevano esprimersi sulla Convenzione entro il 30/10/01, considerando tale atto adempimento obbligatorio. Il 18/02/02 la Conferenza dei Sindaci affidava alla SOGESID la redazione del Piano d?Ambito e l?Assemblea veniva informata che la Regione Siciliana, con l?emanazione del decreto del 07/08/01 intendeva stringere i tempi per l?attuazione delle finalità delle legge Galli, tenendo conto che la Comunità Europea avrebbe erogato i fondi destinati al comparto idrico solo se gli ATO fossero stati operativi.
L?1 luglio 2002 veniva definitivamente sottoscritta da tutti i comuni dell?ATO 1 la Convenzione di Cooperazione, già approvata dalla Conferenza dei Sindaci il 10/10/01. Il 2 agosto la Conferenza dei Sindaci sceglie la forma pubblica come modalità di scelta del gestore, a cui, secondo la legge Galli, vengono affidate le risorse idriche e viene fatto obbligo di anticipare le somme per raggiungere gli obiettivi del servizio fornito, con il recupero di tali somme mediante la tariffa. Dopo profondi dissidi fra la Provincia e il Comune di Palermo, che voleva l?affidamento diretto del servizio all?AMAP, il 16 settembre 2002 si approva il bando di gara. Il 17 ottobre 2002 viene consegnato ai Comuni la proposta del Piano d?Ambito che la Conferenza dei Sindaci del 19/11/02 chiede venga modificato, differenziando le tariffe per territori omogenei, richiedendo l?adeguamento della tariffa unica in un periodo più lungo e salvaguardando i progettisti incaricati dai comuni. Il 13/03/03 la Conferenza dei Sindaci approva la Convenzione di gestione ed il Disciplinare tecnico. Da quel momento i Consigli Comunali sono invitati a prenderne atto.
Il Consiglio Comunale di Castelbuono ne prende atto con la Delibera n. 51 del 22/04/03. Successivamente a tale data la Regione Siciliana in sostituzione della Conferenza dei Sindaci nomina un commissario ad acta il quale stravolge la Convenzione precedentemente approvata, bandisce la gara a cui partecipa, stranamente, un solo consorzio di imprese. Viene fuori in quel momento una forte protesta da parte di alcuni Comuni (fra cui Castelbuono), di Associazioni e Cittadini verso un modo di procedere del Commissario ritenuto anomalo e illegittimo. Alcuni Comuni, e Castelbuono fra essi, avviano iniziative per bloccare tali procedure ritenute illegittime ricorrendo al TAR, all? Antitrust e facendo un esposto alla Procura della Repubblica. Vengono fatte, inoltre, alcune iniziative di lotta davanti la Provincia a cui partecipano anche Assessori del Comune ed ad uno sciopero indetto dalla CGIL partecipa, con la fascia tricolore, un rappresentante della Giunta Comunale. Il Presidente della Provincia, Musotto, che si era impegnato a soprassedere alla stipula del Contratto con l?impresa vincitrice della gara in attesa della sentenza del TAR, forse spaventato dal fatto che nel Parlamento Nazionale era in discussione una legge approvata già dalla Camera e in discussione al Senato che prevedeva la moratoria della costituzione degli ATO, in data 14/06/07 essendosi fatto autorizzare precipitosamente dalla Conferenza dei Sindaci, con voto a maggioranza, stipula il contratto. Il TAR, investito come si è detto da un ricorso di alcuni Comuni, non si è pronunciato nel merito ritenendosi non legittimato a farlo e rinviando il tutto al TAR del Lazio.
In maniera schematica abbiamo pensato di dare un quadro dell?iter tortuoso ed anomalo con cui si è proceduto da parte del Presidente della Provincia e della maggioranza della Conferenza dei Sindaci nell?affrontare un problema, come quella dell?acqua, di vitale importanza per i cittadini e lo sviluppo economico del nostro territorio. Più che gli interessi dei cittadini, sono importanti gli interessi di lorsignori. Ci è sembrata stucchevole, pertanto, la polemica che è stata imbastita , negli ultimi mesi, da parte di alcuni esponenti politici locali che hanno avuto come obiettivo della loro legittima protesta non i veri colpevoli di questo misfatto, cioè Cuffaro Musotto e Cammarata, ma l?Amministrazione Comunale perché ritiene illegittima e contro gli interessi del Comune la richiesta fatta di non consegnare la rete idrica, i serbatoi e il personale.
Oggi gli organi istituzionali che possono, con propri provvedimenti, revocare il contratto già firmato fra Provincia ed impresa sono il TAR, l?Antitrust e/o la Procura. Qualsiasi altra protesta, pur legittima, non può aver nessun risultato, perché una eventuale revoca unilaterale avrebbe come conseguenza una richiesta di danni di centinaia di milioni di euro che ricadrebbero sui bilanci comunali e conseguentemente sui Cittadini.
Declamare, poi, che con la gestione privata dell?ATO triplica la tariffa, senza dire che anche con la gestione pubblica sarebbe di poco inferiore, significa gettare fumo negli occhi dei Cittadini.
Una conseguenza di un qualsiasi blocco dell?iter avviato (che, ripetiamo, abbiamo contrastato) porterebbe inevitabilmente al blocco dei finanziamenti già previsti nel prossimo quinquiennio di circa 10 milioni di euro (venti miliardi delle vecchie lire) come si evince dall?allegato al contratto firmato,e che ci priverebbe di opere importanti quali il rifacimento della rete idrica (con l?eliminazioni di grosse perdite), di ristrutturazione dei serbatoi, di fognature e del completamento del sistema di depurazione.
Di tali informazioni abbiamo ritenuto rendervi partecipi, per poter esprimere un giudizio su quanto fatto da 3 Amministrazioni (Mazzola, Cicero e Cicero Bis), e dalle maggioranze che nel tempo le hanno sostenute con lealtà e coerenza, essendo sicuri di aver lavorato con serietà ed abnegazione nell?interesse dei Cittadini e per lo sviluppo socio economico di Castelbuono.

Il Segretario
Lia Romè