Il Premio Rotondi ai nuovi salvatori dell’arte. Ad Antonio Presti il riconoscimento speciale per il mecenatismo

[corriereadriatico] SASSOCORVARO – Sono stati resi noti i nomi dei nuovi salvatori dell’arte, vincitori del prestigioso Premio Rotondi ai salvatori dell’arte. I riconoscimenti, com’è noto, prendono il nome dall’ex Soprintendente di Urbino Pasquale Rotondi (Arpino 1909-Roma 1991), che coordinò l’Operazione Salvataggio dei principali capolavori dell’arte italiana nel Montefeltro marchigiano (Sassocorvaro, Carpegna e Urbino). Questi, con le sintetiche motivazioni, i vincitori scelti dai giurati, presieduti da Giovanna Rotondi Terminiello e coordinati da Salvatore Giannella (che hanno operato in base alla legge dello Stato n. 111/2009).
SEZIONE MONDO: Daniele Petrella, archeologo di Napoli, presidente dell’I.R.I.A.E. (International Research Institute for Archaeology and Ethnology) e direttore della missione italiana in Giappone: per aver contribuito a far riemergere dagli abissi del mare del Giappone la flotta di Kubilai Khan, risolvendo così uno dei più appassionanti misteri nella storia che durava dal 1281.
SEZIONE EUROPA: Ulderico Santamaria, direttore del laboratorio Diagnostico dei Musei Vaticani, fondamentale per l’attività di eccellenza scientifica dei 98 restauratori attivi nei cantieri della Santa Sede.
SEZIONE ITALIA: Cineteca di Bologna, diretta da Gianluca Farinelli, per il suo lavoro altamente specializzato nel campo del restauro cinematografico, in particolare con la sezione nata dalla volontà di Martin Scorsese che provvede a restaurare pellicole provenienti da aree del mondo in cui la mancanza di formazione, mezzi finanziari o tecnologici impedisce un’adeguata opera di salvaguardia del patrimonio cinematografico.

PREMI SPECIALI
Per il mecenatismo: Antonio Presti, che crede nella politica del dono, della condivisione e della valorizzazione e la esercita in una terra difficile come la Sicilia, con l’obiettivo di trasformare luoghi, territori e coscienze attraverso l’educazione alla bellezza.
Per la comunicazione: Maria Francesca Alfonsi, giornalista, ideatrice e realizzatrice per anni della rubrica settimanale, su Rai Regione Marche, di SalvaMarche ove segnala le emergenze del patrimonio storico artistico e monumentale delle Marche, riuscendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sul recupero (spesso riuscito) del patrimonio regionale.
Per la protezione civile: ai volontari del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, per aver liberato dalla neve il tetto di Palazzo Ducale di Urbino, dell’Università e di altri edifici del Montefeltro sommersi dalla grande nevicata del 2012.
Per la sezione Marche: Giorgio Mangani, editore e geografo, dirige da trenta anni la casa editrice Il Lavoro Editoriale di Ancona specializzata nella storia e letteratura delle Marche (di cui la giuria ha particolarmente apprezzato uno degli ultimi libri da lui editi, Gherardo Cibo, dilettante di botanica e pittore di ‘paesi’, curato con la scopritrice di Cibo, la professoressa Lucia Tongiorgi Tomasi, dell’Università di Pisa). Mangani si occupa con studiosa competenza di storia della geografia, della cartografia e di geografia culturale.
La cerimonia di consegna del premio, una scultura appositamente ideata dallo scultore iracheno Selim Abdullah (artista che vive e lavora tra Lugano, Milano e Parigi) è stata fissata per sabato 11 aprile a Sassocorvaro.