Il Prof. Boitani sulla possibilità di fare tornare il lupo in Sicilia e sulle Madonie

[Pianobattaglia.it]. Qualche settimana fa ci eravamo occupati della scomparsa del Lupo dalla fauna siciliana e di una sua possibile reintroduzione nella nostra isola (LEGGI QUI L’ARTICOLO). Il Lupo, infatti, ha fatto sempre parte della fauna della Sicilia, da cui si è estinto a metà del ’900 con l’abbattimento dell’ultimo esemplare alle porte di Palermo. La curiosità, circa le abitudini di questo animale in Sicilia, è nata certamente dall’assenza di studi approfonditi in merito e anche dalla triste situazione attuale, che vede le nostre aree protette invase da suidi e daini. In rete si è scatenato un interessante dibattito che ha schierato immediatamente due fazioni: chi è favorevole e chi è contrario alla reintroduzione di questo animale. Per chiarire un po’ la questione, e anche per cercare di approfondire l’argomento, abbiamo deciso di interpellare alcuni esperti in materia. Il primo ad accogliere con immediato interesse la nostra proposta è il Prof. Luigi Boitani, Professore Ordinario di Ecologia Animale e Biologia della Conservazione e di Biologia e Conservazione della Fauna all’Università “La Sapienza” di Roma. Il Prof. Boitani dal 1973 ad oggi ha lavorato, senza interruzioni, in una serie di progetti di ricerca e di conservazione sul Lupo in Italia ed è oggi impegnato anche nel grande progetto di ricerca e conservazione per l’Orso in Abruzzo.

“E’ vero che il Lupo ha sempre fatto parte della fauna siciliana, ma se alla base non esiste un progetto concreto e su cui le amministrazioni e gli enti preposti garantiscano controllo e continuità, la reintroduzione del Lupo è un fallimento”, questo il pensiero in breve del Prof. Boitani che ci tiene a ricordare come “il Lupo sia un animale estremamente adattabile. Indipendentemente dall’ambiente in cui si trova, la popolazione crescerebbe rapidamente e senza un progetto di base, si correrebbe il rischio di trovare gli animali nei paesi, con gravi ripercussioni sociali. In questo senso bisognerebbe prevedere una controllo numerico anche sulla popolazione dei lupi. Per questo serve prima una seria progettazione”. E come non essere d’accordo, peraltro in questo caso si dovrebbe partire proprio da zero, iniziando una seria ricerca scientifica sulle abitudini di questo straordinario animale nella Sicilia del passato. Successivamente si potrebbe iniziare a pensare ad una progettazione, coinvolgendo gli enti preposti e le associazioni, per garantire continuità e controllo sullo stato di avanzamento del progetto. Continua il Prof. Boitani: “Il piano tecnico va concordato con fermezza dai vari gruppi di interesse in cui tutti devono essere coinvolti, dall’amministratore all’allevatore. Senza un progetto fondato non si va da nessuna parte; in tal senso un esempio è la Scozia, dove si discute della reintroduzione del Lupo dal 1975, e dove probabilmente non verrà reintrodotto mai”.

Il Professore ha anche risposto sulla questione dei suidi: “Certamente l’unico sistema per controllare il numero di suidi è l’abbattimento selettivo, non c’è altra scelta”. Ed a proposito di progettazione, a giudicare da come le nostre amministrazioni stanno gestendo il problema dei suidi, non sembrano proprio “tempi da lupi”.

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