Il racconto della I edizione di Musaic-On a cura dell’associazione “ApertaMente”

[Riceviamo e pubblichiamo] È un sorriso soddisfatto a chiudere la prima edizione di Musaic-on, rassegna musicale indie-pop-folk che il 17 agosto, ha animato il cinquecentesco Chiostro di San Francesco, nel centro storico di Castelbuono. Promotrice di questa novità culturale è stata la giovane associazione ApertaMente, che dopo un primo anno di rodaggio ha deciso di lanciarsi in un esperimento poliedrico e caleidoscopico: un festival che potesse accogliere ed unire, sotto l’insegna comune della musica cantautoriale, generi e sfumature del panorama indipendente italiano.
A calcare le scene sono stati i Veivecura da Modica, i Babil on Suite da Catania, Darman, torinese di origini calabre, ed i Giochi Di Garbo, direttamente da Castelbuono. Un vero e proprio mosaico, dunque, che ha riunito, in un avvicendarsi di luci e colori, odori e sapori gente dalle circostanti Madonie (ma non solo) ed artisti versatili e spesso polistrumentali. Così i ritmi coinvolgenti, caldi, a tratti tribali, dell’elettro swing dei Babil On Suit si sono intrecciati perfettamente con le sonorità ipnotiche ed ammalianti dei nostalgici Veivecura; e le melodie introspettive ed indie dei Giochi di Garbo hanno trovato il loro complementare nel carattere alternative rock di Darman.
A rendere possibile la concretizzazione di questo ambizioso progetto è stata la presenza attiva e partecipata che caratterizza i ragazzi di ApertaMente e che ha permesso di affrontare anche fastidiosi imprevisti, non ultimo l’infortunio del cantante della band di punta a soli due giorni dal festival. Un’esperienza, insomma, che sottolinea ancora una volta quanto siano preziose collegialità ed intraprendenza per l’evoluzione culturale e sociale del territorio. Così Federico Città, presidente di ApertaMente, dà l’arrivederci alla fine dell’evento: “Dopo mesi di lavoro e sacrificio è stato emozionante vivere la prima edizione di Musaic-on e leggere armonia e felicità nei volti delle persone: è questo che conta! Adesso ci prepariamo, più carichi di prima, alla seconda edizione. Ad maiora”. A noi, pertanto, non resta che dire: semper.
Annamaria Abbate