Il rischio di chiudere gli ospedali psichiatrici giudiziari.

La legge 81 del 2014, appena approvata dal nostro Parlamento, determina la chiusure degli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari, in favore dei REMS, Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza. Oltre al cambio del nome, la legge introduce delle novità sostanziali, quella che fa più discutere stabilisce che i ricoveri nelle REMS non possono protrarsi per una durata superiore al tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, fatta eccezione per i reati per i quali la legge stabilisce la pena dell’ergastolo. Quindi si reimmettono in società soggetti socialmente pericolosi, senza possibilità di inserirli in strutture di cura e controllo che ne allievino l’impatto con la società. Proprio questo fattore ha portato il giudice del Tribunale di Roma, Paola di Nicola, a scrivere una lettera all’Associazione Nazionale Magistrati dicendo che “sarebbe stato necessario che il legislatore si fosse fatto carico, per tempo, di un opportuno, efficiente ed adeguato sistema di approdo della riforma, specialmente sotto il profilo sanitario, che temo non sia stato sufficientemente realizzato in concreto sui territori su cui la riforma inevitabilmente ricadrà, con ciò che ne consegue in termini di impatto sociale e di sicurezza”. Gli ospedali psichiatrici giudiziari dagli anni settanta hanno sostituito i vecchi manicomi civili. Vi si detengono i criminali affetti da disturbi mentali. In Italia esistono sette strutture di questo tipo, sono ad Aversa (Caserta), Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Castiglione delle Stiviere (Mantova), Montelupo Fiorentino (Firenze), Napoli, Salerno e Reggio Emilia. In tutto contengono più di 1500 detenuti. La loro chiusura e parziale sostituzione con strutture più rigide potrà comportare, come già detto, la rimessa in libertà di soggetti pericolosi. Questo allarme si aggiunge all’altro tema caldo in discussione in questi giorni e cioè la scarcerazione di 36 boss mafiosi dai carceri palermitani, che escono per estinzione della pena, soggetti che fanno paura, tra padrini vecchio stampo e malavitosi dal “colletto bianco” come il noto medico e capo mandamento di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, finito in galera per mafia e protagonista nell’inchiesta sullo scambio di voti che ha poi coinvolto anche l’ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro. Le pressioni da parte dell’Unione Europea hanno fatto sì che, con provvedimenti ad hoc, si aprissero le porte delle carceri italiane per settemila detenuti dell’ultimo semestre. Tutti numeri e notizie che destano preoccupazione tra la gente e l’attenzione delle forze dell’ordine.

Per oggi è tutto, appuntamento a giovedì prossimo.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”