Il silenzio degli Architetti

[MADONIELIVE.COM – Angelo Sciortino] Mentre gli architetti e gli ingegneri di Cefalù, tranne tre benemeriti, continuano a ignorare l’appello lanciato su queste pagine, il Consiglio nazionale degli Architetti ha diramato il seguente comunicato:

Roma, 10 nov. (Labitalia) – “Gli architetti italiani sono pronti a mettere al servizio della collettività tutte le risorse e tutte le capacità di cui dispongono in un momento così difficile per il Paese. Condividono la logica delle misure sulle professioni previste dal maxiemendamento presentato dal governo alla legge di stabilità che verrà approvata dal Parlamento nelle prossime ore”. Così il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
“Il Consiglio nazionale e i 105 Ordini provinciali – continua – sono altresì pronti ad avviare immediatamente un confronto con il governo per concorrere a definire una effettiva, condivisa e organica riforma delle professioni, senza alcun irrigidimento corporativo, ma avendo come fine l’interesse generale e lo sviluppo del Paese”.
“I cittadini italiani – conclude – devono sapere che i progettisti italiani, con le loro azioni immediate e future, sono disponibili a contribuire al rilancio del nostro grande Paese, collaborando con la loro cultura e la loro capacità tecnica alla crescita dell’Italia, difendendo, ora e sempre, la qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente con progetti sostenibili e innovativi”.

Questo è tutto! A Cefalù si continuerà a tacere? Si continuerà partecipare a “tavoli tecnici” nel silenzio più assordante? E dove va a finire “i cittadini devono sapere che i progettisti italiani…”? O quelli cefalutani non sono cittadini?

2 Commenti

  1. “Silentium est aurum”, e di questo saggio latino architetti, ingegneri, geometri, giuristi, loro raprresentanze nazionali e provinciali (Consigli e Ordini), Amm. ne della Giustizia, etc., hanno fatto tesoro come avremo occasione di constatare in occasione del sedicente dibattito politico sulle liberalizzazioni delle professioni. Insomma quello che in una sana democrazia dovrebbe essere un forte “pressure group” (cosa di versa da una lobby) non ha ancora capito, in quanto imprigionato nella rete che la malapolitica ha steso sulla società, di poter difendere in maniera altra gli interessi di categorie, in particolare in occasione delle scadenze elettorali. E invece no. Meglio fare i piagnoni o accontentarsi di panotti di crusca (come si fa con i cani sperduti senza collare) a base di insignificanti collaudi tecnico-amministrativi e collaudi statici e il silentium, per l’ appunto, diventa “aurum”. E dire che a Cefalù il parco di liberi professionisti è alquanto denso, ma, non si sa mai . . . e meglio fare i bravi, non alzare la voce, sperando in qualche incarico visto che l’ istituto del concorso pubblico (di progettazione) in Sicilia, come in tutta Italia – almeno nelle modalità e serietà con le quali viene attivato in Paesi come Svizzera e Germania – ha le sembianze della mosca bianca. Ed è allora così che l’ attività edilizia viene vista con strabismo, ne viene percepita la crisi “con gravi ripercussioni sull’ occupazione”, giammai sulla qualità del progetto, del piano e del costruito dalla quale la cultura da tempo ha preso le dovute distanze (povero Gregotti !). L’ aspetto ancor più grave si annida nella risposta che professionisti (e imprenditori-palazzinari), cioè i detentori o i custodi o i pasradan dei valori della cultura del progetto e del costruire, hanno dato al fenomeno: un eccesso di severità del responsabile dell’ urbanistica del Comune di Cefalù. Ecco, dunque, il capro espiatorio. Al muro …o…o…o ! Almeno fosse vero, mi chiedo dalla Germania. Ma non è così, ahinoi ! I professionisti e gli imprenditori (i primi, soprattutto), non si chiedono che l’ urbanistica nulla che a vedere e dividere ha con la materia del contendere. Al più si potrebbe parlare di pianificazione urbana e territoriale. Anche se a mio debol parere la questio dovrebbe essere posta in altri termini: dispone il Comune di Cefalù e, per esso, la sua Pubblica Amm. ne – accanto ad un Ufficio Tecnico Com. le (UTC) al quele è devoluto il controllo dell’ attività edilizia sul territorio – un Ufficio per lo Sviluppo, la Pianificazione urbana e per il Traffico, nelle sue articolazioni interne che non sto qui ad elencare ? NO. Non ha e non ha mai avuto un sensibile Assessore all’ Urbanistica (così si dice in Italy), custode e interprete della cultura urbana della quale il Padreterno è stato molto generoso nei riguardi di Cefalù. E non ha mai avuto Sindaci sensibili all’ arte e all’ architettura, anche quando a ricoprire la carica istituzionale è stata la Signora Vicari la quale, si dice, è un architetto. Così sensibile, al punto di non aver protestato allorché il suo ex capo, premier Berlusconi (ex palazzinaro), non solo non ha dotato il suo Esecutivo di un Ministero per l’ Edilizia e i LL.PP. e di un Ministero per lo Sviluppo, la Pianificazione urbana e per il Traffico, ma ha affidato l’ insignifiante Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ad un ignorante “dirisgente” e politicante come il Signor Altero Matteoli. Pertanto non è da sorprendere se la Signora Simona Vicari, da Sindaco di Cefalù, sia rimasta sorda ai richiami della cultura della cittadina normanna. Anche Lei è stata un brava “politicante” e, ritengo, della più cattiva specie. Ma il problema è di ben altra natura, ma anche più che cornuto, sino a raggiungere gli anfratti del Diritto nella sue articolazioni di Diritto urbanistico e Diritto edilizio (pubblico e privato), Diritto contrattuale, Diritto professionale, Diritto ambientale, Diritto del Traffico, etc. Attenzione ! Non lasciamoci trarre in inganno quando si parla e si scrive di Diritto nelle sue articolazioni testé richiamate. Non siamo in Italy. Siamo in Germania, Signora Simona Vicari. E allora: 1. Diritto urbanistico, il quale, sempre in Germania, viene nutrito dalla Legge urbanistica “naz. le” o Codice Urbanistico e dall’ Ordinamento, anch’ esso naz. le, sull’ uso dei suoli e dei lotti edificabili che esclude qualsivoglia indice di cubatura, padrino della più volgare speculazione fondiaria ed edilizia nel Bel Paese “democratico”, alias Italy, ricco della sua cultura urbana e architettonica e forte di quella sua esperienza riconducibile agli anni Trenta ricordata recentemente in una conferenza (una tra le tante, in Germania) tenuta dal Prof. Harald Bodenschatz a Berlino sul tema: L’ Urbanistica per Mussolini. 2. Diritto edilizio, il quale nella stessa Germania di cui al Punto 1., viene nutrito dai Regolamenti edilizi “reg. li” e dagli Statuti urbani. Del Punto 1. fanno parte il PRG e il PP, nelle loro precipue funzioni di pianificazione “preliminare” (PRG) e “vincolante” (PP, generale o di settore), e caratteristiche: il primo (PRG) con le sue “indicazioni” e localizzazione delle destinazioni d’ uso (zoning) sull’ intero territorio com. le, e il secondo (PP) con le sue “prescrizioni” (tipologie stradali e loro caratteristiche, tipologie urbanistiche, tipologie edilizie, numero dei piani fuori terra, forma dei tetti, distanze tra gli edifici, indici di superici e di piano per il numero dei piani fuori terra, etc.). Buon divertimento: dunque, mi vien da augurare. E, mi si consenta, dopo aver posto una semplice domanda più ai professionisti e ai rappresentanti della malapolitica o della politica politicante, che agli imprenditori: quale la ragione dello strozzamento della L.U 10 agosto 1942, n.1150, a favore delle cretine leggine urbanistiche regionali ? Il dibattito è aperto.

  2. Vedete, cari lettori del sito-web, come sono solerti e sinsibili i cosiddetti liberi (?) professionisti del paese di don Lappanio ? Ci sarebbe da organizzare per loro una ‘ntinna ‘a mari da trasmettere in eurovisione e nei Paesi del Nordafrica. Allora si che ci fotteremmo di ridere dalle risate.

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