Il Sindaco Cicero ritorna con una nota informativa sul dibattito sulla gestione dei rifiuti

Siamo soddisfatti che su molti temi che interessano la comunità di Castelbuono in cui l’Amministrazione Comunale prende posizione, si apra il relativo dibattito/confronto.

Tutto ciò da parte nostra viene apprezzato auspicando che il confronto e le prese di posizione legittime, non scadano in strumentali polemiche che servono solo a creare confusione nei cittadini e in coloro che seguono il dibattito politico, del nostro paese.
I rifiuti e la loro gestione rappresentano oggi più di ieri per la nostra Sicilia e per Castelbuono un argomento di estrema importanza, infatti senza una adeguata e corretta gestione del servizio può diventare soltanto una speculazione a favore di pochi soggetti. Basta seguire la cronaca regionale, le indagini della Magistratura e le relazioni della Commissione Antimafia, guidata dall’On. Fava, per
comprendere quali interessi si muovono in questo settore.

Con la nota pubblicata giorno 04 Settembre 2020 a firma dello scrivente, si è voluta ricostruire brevemente l’iter della gestione del servizio dei rifiuti a Castelbuono e dei risvolti sociali, ambientali ed economici che tutto ciò ha avuto ed ha sulla nostra comunità.
Speravamo che se vi fossero stati interventi si sarebbe tenuto conto dei dati storici consolidati che questo servizio ha dato al Comune di Castelbuono. Dopo queste premesse, ribadiamo che il dibattito scaturito è interessante e riteniamo opportuno sottolineare che, chi interviene deve avere l’onestà intellettuale di raccontare la storia di questo servizio con obiettività e senza cercare di scaricare ad altri le proprie responsabilità.

Nella nota pubblicata abbiamo messo in evidenza come alcuni ritardi, alcune dimenticanze hanno impedito di raggiungere i risultati sperati e, nel contempo, hanno inficiato l’attività della società in house “Castelbuono Ambiente” provocando pesanti sanzioni amministrative.
Non abbiamo fatto nomi e cognomi, ma sono stati indicati periodi e date per evitare, come qualcuno aveva palesato in qualche assemblea che se vi fossero state responsabilità si sarebbero dovuti addossare all’attuale Amministratore Unico.

Ad onor del vero, abbiamo avuto notizie che fossero stati fatti pure confronti tra le varie fasi amministrative della Castelbuono Ambiente. Su questo spero che vi sia correttezza nel riconoscere che i ritardi nella gestione della società vi sono stati da parte di tutti.
Noi come Amministrazione comunale siamo stati rispettosi del ruolo degli amministratori della società ma nel contempo siamo stati vigili nell’evidenziare alcuni disservizi in considerazione del fatto che il cittadino utente ritiene giusto e doveroso segnalare tali disservizi a chi amministra il Comune. Ribadiamo ancora una volta che se vi sono state interferenze che hanno arrecato danno all’operato della società, in modo chiaro e specifico chiediamo che ci vengano indicati per evitare nuove interferenze negative in tal senso.

In modo specifico ci sembra opportuno fare alcune precisazioni alla luce dell’intervento fatto dall’Avv. Gianfranco Raimondo, primo Amministratore Unico della Castelbuono Ambiente, quando nel Febbraio del 2017 la società in house iniziò ad operare.
Ci sorprende, infatti, il suo modo di argomentare, accusando chi, in questi mesi, si è confrontato sul piano politico, su questo argomento, di generare confusione, evidenziando, senza entrare nel merito e nel dettaglio, perchè Castelbuono nel 2018 si trovasse al 93° posto nella classifica regionale dei Comuni Ricicloni, cioè, portando al dibattito una sua lettura personale e non obbiettiva della gestione della Castelbuono Ambiente ma più in generale nella gestione dei rifiuti nella nostra comunità.
Non vogliamo cadere nella retorica delle 10 cose da fare, da conoscere o meglio ancora, nei 10 “Comandamenti” da rispettare per essere tra gli eletti nelle grazie del Creatore che ci ha donato un ecosistema perfetto e che ogni giorno stiamo alterando. Sicuramente l’entrata a gamba tesa nel dibattito politico, di uno che ha ricoperto un ruolo tecnico nella società partecipata del Comune vivendo due fasi politiche a cavallo di due consiliature che hanno visto due Sindaci diversi, ci impone di fare alcune precisazioni:

– sul costo della raccolta differenziata a Castelbuono abbiamo appreso che l’Avv. Raimondo oggi ritiene che 1.700.000€ sia una somma mostruosa, anzi uno sperpero, considerato che la raccolta differenziata sia rimasta al di sotto del 50%.

Queste affermazioni evidenziano come nell’anno in cui l’Avvocato è stato l’Amministratore Unico della Società non abbia compreso il servizio che si svolgeva ma la cosa più grave, non ha proposto nessuna organizzazione diversa per avere un risparmio economico ed ottimizzare le risorse umane, ma si è limitato soltanto oggi ad evidenziare che nei vent’anni precedenti si sono raggiunti mediocri risultati sulla raccolta differenziata senza ricordare che negli anni 80/90 siamo stati i primi ad iniziare la raccolta differenziata.

Ribadiamo invece che sicuramente si possono ottimizzare sia i costi che il servizio e in tal senso stiamo operando per riuscire in questo scopo senza dimenticare però le peculiarità strutturali che il nostro paese ha: in termini di presenza di attività imprenditoriali, della dislocazione delle zone di villeggiatura e del nostro centro storico e l’affluenza turistica. Tutto ciò è importante se vogliamo continuare a dare servizi alla nostra comunità tenendo un territorio pulito e rispettoso.

Sui lavoratori che operano in questo servizio in modo alquanto superficiale l’Avv. Raimondo sorvola, sulla tipologia dei soggetti impegnati a svolgere tale servizio, sul servizio che si è creato per permettere il coinvolgimento di diversi soggetti,infatti solo qualcuno ha il contratto a 36 ore. Non riesce a comprendere perché non l’ha mai vissuto o non è stato mai coinvolto, che con questa gestione abbiamo ridotto o forse annullato totalmente fasce di disagio sociale che creavano anche tensioni e disordine
pubblico nella nostra comunità .

Sul fatto che questi lavoratori rivendichino la stabilizzazione, sorprende l’affermazione perentoria che esista la normativa per farlo e qui chiediamo perché negli anni in cui ha amministrato la Società non abbia avviato le procedure amministrative per stabilizzare questi operai? A mia memoria non ricordo né una proposta verbale nè scritta che potesse portare a tale soluzione, inoltre non risulta che abbia dato riscontro a una nota che la CGIL ha inviato l’1 Febbraio 2017 in cui evidenziava la necessità di assumere il
personale delle cooperative da parte della Castelbuono Ambiente.

Come ancora sorprende che dopo i “10 Comandamenti” richiama anche la Bibbia, quando sottolinea che sul piano ARO la politica dovrebbe osservare le regole. Le ricordo che lo scrivente, oltre a rispettarle, è uno che si assume le proprie responsabilità, anche per conto di coloro che non ne sono capaci. Infatti il 20/07/2017, dopo numerose sollecitazioni da lei avanzate in cui evidenziava che il monte ore previste dal piano ARO nel 2016 non era bastevole per la gestione del servizio, lo scrivente, nella stessa data inviava una direttiva politica al Capo UTC e all’Amministratore Unico (che era l’Avv. Raimondo) in cui chiedevo di derogare al piano ARO e contestualmente invitavo a predisporre un nuovo piano industriale da sottoporre al Consiglio Comunale.

Ci tengo a precisare, vista la retorica di alcuni che periodicamente ci ricordate, che la “ politica o chi amministra deve in primis rispettare le regole e solo dopo può chiedere ai cittadini l’osservanza delle normative”, che tutto ciò ha senso solo se il politico o l’amministratore non li rispettano per fare affari personali o di comitati d’affare, se invece a mio parere si “forza” qualche prassi amministrativa per il bene comune bisogna soltanto dire grazie a chi ha il coraggio di farlo.

La sua posizione sugli asini è la dimostrazione di come lei abbia una visione del bene comune dell’ambiente, del rispetto del creato soltanto buono per riempire serate seduti al bar .
Non ha minimamente letto o compreso il messaggio ambientale di rispetto alla biodiversità ma la cosa più importante aver portato avanti nella 1° fase di questo progetto, interventi sociali che soltanto in natura si possono riscontrare. L’incontro fra l’uomo, le sue debolezze, la sua fragilità e l’asino, ricordi che hanno portato ottimi risultati fin quando il profilo sociale delle cooperative era al centro della loro missione.
Affermare che un asino per arrivare dal Cimitero a Santa Croce impiega tanto tempo è falso, se poi non è riuscito ad ottimizzare il servizio tra l’operatore che utilizza l’asino e il furgone di supporto lo abbiamo acclarato nei mesi della sua gestione, basta vedere agli atti del Comune le decine di lettere inviate dall’Amministrazione Comunale in cui sollecitavamo alcuni servizi, una organizzazione diversa per avere risparmi economici e un servizio più efficiente.

A tal proposito sulle note inviate e sulla dignità dei lavoratori e sui risultati raggiunti pensavo avesse avuto il pudore di non intervenire. Oggi la Castelbuono Ambiente mantiene una raccolta differenziata al 60%, non abbiamo più le discariche a cielo aperto che lei manteneva nelle zone dello Scifo, San Guglielmo, San Giovanni, Sirufo e che ha tolto soltanto dopo la nostra imposizione.
Abbiamo impedito di continuare quell’ignobile e umiliante lavoro che lei faceva svolgere ad alcuni operai delle Cooperative per raggiungere il 61,8% di raccolta differenziata che vedeva questi operai con le mani rovistare su cataste di rifiuti scaricati dai furgoni della raccolta differenziata delle campagne nel piazzale dell’isola ecologica sopra gli scarrabili con il compito di differenziare l’immondizia . Quelle scene li abbiamo visti soltanto nelle megalopoli dell’Africa o nelle denunce fatte da Padre Alex Zanotelli sullo
sfruttamento dei minori e degli “ultimi” nei paesi sottosviluppati. Sorprende anche il fatto che non ricordi le diverse note inviate in cui sollecitavamo una migliore organizzazione del servizio.

Ne ricordo soltanto una inviata il 25 luglio 2017 a Lei e ai tre Presidenti delle Cooperative e p.c a tutti i dipendenti, in cui sostituendomi alla sua inefficienza inviavo delle direttive sull’organizzazione del servizio raccolta rifiuti.
Le ricordo che la comunità di Castelbuono ha capacità di comprendere le cose che raccontiamo e i provvedimenti che prendiamo, dovrebbe soltanto chiedere scusa per aver sperperato un contributo del COMIECO di quasi € 20.000,00 per un isola mobile solo per la raccolta del cartone, che non ha mai funzionato e che necessita di continue manutenzioni, provocando disservizi ai cittadini.

Per quanto riguarda la sistemazione di questa isola mobile dimostra di avere ancora una volta una posizione pretestuosa perchè affermare che al Bivio per San Guglielmo /Geraci il macchinario è messo in un posto nascosto ci vuole tanto coraggio. E’ bello notare la sua contraddizione quando afferma che bisognava metterlo vicino all’isola ecologica e successivamente si complimenta con il Comune di Pollina (posizionata al Bivio Santa Anastasia dove non c’è nessuna isola ecologica) che prevede la raccolta di tutte le frazioni dei rifiuti, cosa diversa mi auguro che comprenda, da quella che si è fatta regalare lei, che può raccogliere solo cartone.
Con questa mia riflessione auspico che coloro che vorranno dare il proprio contributo lo diano scevri da qualsiasi polemica. Vi sono temi ed argomenti che sono di interesse generale che prescindono dalle diatribe politiche.

Auspico che tutto questo sia compreso, anche per evitare di dare un’ immagine distorta della reale condizione di gestione dei rifiuti a Castelbuono all’opinione pubblica e a tutti i cittadini che ci seguono sui giornali, sui blog, o sulle pagine facebook.
Ribadisco, in questo paese si sono portate avanti buone pratiche nella gestione dei rifiuti, sia sul piano sociale che ambientale ed economico.
Abbiamo un centro urbano e un territorio pulito, abbiamo dato dignità ai lavoratori e non abbiamo permesso a nessuno di speculare sulla gestione dei rifiuti. Mi sembra doveroso rispondere anche sulla morale che mi viene fatta allorquando, l’Avvocato ricorda che, si dovrebbero cogliere le istanze dei lavoratori delle cooperative indipendentemente se si è di sinistra o addirittura Comunista.

Voglio precisare che sono orgoglioso del mio essere Comunista e della mia storia politica, non ho mai utilizzato questo mio impegno politico per creare zavorre sociali e privilegi, non ho mai inteso la gestione della cosa pubblica da “Socialismo reale” come l’Unione Sovietica mutuata in Sicilia dalla peggiore Democrazia Cristiana. Ho inteso la gestione della cosa pubblica attuando le politiche
comuniste come avviene in Toscana e nella Grande Emilia e in quelle realtà dove la politica è vista come impegno sociale. Noi che veniamo da quella cultura politica, abbiamo messo in campo politiche ed iniziative amministrative principalmente per salvaguardare i bilanci e l’attività economica del Comune.

Comprendo, caro Avvocato, che lei ha frequentato Comunisti e Democristiani che Giorgio Gaber in modo chiaro rappresenta nella canzone “Qualcuno era Comunista”. Per mia fortuna ho sempre tratto dall’impegno politico gli aspetti positivi e nobili della politica.
Devo ringraziare perciò coloro che dal 1985, mi hanno fatto apprendere la storia politica /amministrativa del nostro paese e nella mia modesta esperienza ho saputo sempre “leggere”, le vicende politiche nazionali ed internazionali e vivere la politica come impegno sociale, rispetto dell’antagonista e delle istituzioni.

Come vede non sono quel comunista raccontato da Giorgio Gaber, ma sono uno che di quel sogno, di quell’orizzonte, ha sempre visto una prospettiva positiva per i popoli e la società.

Io continuo ad avere quel sogno e quella prospettiva.

Il Sindaco.

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