Il vicepresidente della Castelbuonese interviene in merito alle dichiarazioni rilasciate da Castorina

[Riceviamo e pubblichiamo] La Polisportiva Castelbuonese, per voce del suo vice presidente Emilio Minutella, in merito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Castorina dello Sporting Taormina, comunica quanto segue:

«Non riesco francamente a comprendere le dichiarazioni rilasciate da questo Signore. Mi sanno molto di pretattica. Noi possiamo perdere nuovamente contro di loro, ma questa volta non cadremo in nessun tranello. Contrariamente a quanto pensa il mio Presidente, il quale è molto reticente per sua scelta a parlare di quello che è accaduto nel corso della partita di Taormina, io penso che certe dichiarazioni siano frutto della consapevolezza di ciò che ci è stato fatto in quella giornata. Al nostro Presidente è stato negato l’accesso al campo e pur avendo pagato il biglietto gli veniva gridato all’ingresso: “Tu e i tuoi dirigenti non siete niente”. Il biglietto è stato imposto anche ai ragazzini sotto i 14 anni ed è stato chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per consentire l’ingresso di un invalido a cui era stato chiesto di pagare in maniera non certo educata. Questo è stato solo l’inizio. Abbiamo subito ogni sorta di intimidazione, fino ad un’aggressione da parte di alcuni calciatori del Taormina. Fatti filmati, per i quali sono state intraprese anche diverse attività giudiziarie, che sono attualmente in corso ed al vaglio dell’A.G. Tutto si poteva sedare solo grazie all’intervento delle forze di polizia in campo. Inoltre, addetti ai lavori di quella Società cercavano, usurpando titoli non propri, di intimidire nostri dirigenti. Quanto affermato si può provare con filmati e testimonianze, come quando noi, attoniti ed in silenzio sotto gli occhi dei giornalisti di Nebrodi Sport, andavamo via in fila indiana senza poter aprire bocca. Al termine di tutto questo dovevamo subire anche lo scempio e la beffa delle dichiarazioni del signor Castorina, che dichiarava di essere stato “minacciato fino a casa nostra”. Vorremmo sapere come e da chi. Lui invece, con largo anticipo, dà una dichiarazione in cui si manifesta già sconfitto e sulla partita con la Santangiolese afferma: “È stata partita vera, per questo ringrazio i nostri avversari, ma spero che vincano con il Città di Milazzo e poi vengano a giocare a Taormina”. Chiunque si faccia da sé una ragione in merito a queste dichiarazioni. Se non appaiano velate minacce, cosa sono? I giocatori della Santangiolese sono forse rei di aver giocato una partita vera? Cosa dovevano fare? Perdere? Perché tanta voglia di attenderli a Taormina? A Taormina sappiamo come funziona. Loro sappiano che se allora fummo impreparati, questa volta non saremo presi di sorpresa. E se allora eravamo in mille, questa volta saremo in tremila».

 

Castelbuono lì, 08.04.2014.

 

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