Impianti quasi pronti, ma manca la neve. Il parere del meteorologo Insinga: “sul finire della settimana arriva il vero inverno”

[pianobattaglia.it] La stazione sciistica di Piano Battaglia è l’unica della Sicilia occidentale, si trova ad una quota compresa tra 1500 e 1840 m sul livello del mare, ed esiste dagli anni ’60. Già ben prima dell’installazione delle sciovie, le Madonie erano un sito frequentatissimo da sciatori e scialpinisti che, pur in assenza di tracciati artificiali ed impianti, attraversavano le montagne con sci e pelli di foca o sci da fondo. Seconde per altitudine dopo l’Etna, le Madonie godono di un’esposizione estremamente favorevole all’innevamento ed in special modo la Mufara, il cui versante settentrionale è sede di piste ed impianti da sci. A riprova di ciò possiamo proporre una veloce statistica dell’innevamento annuo relativa agli ultimi 5 anni a Piano Battaglia (1572m s.l.m.)*: ~280 cm nel 2011, ~390 cm nel 2012, ~340 cm nel 2013, ~360 cm nel 2014, ~320 cm nel 2015. La media nivometrica storica della nostra località è infatti compresa tra 300 e 350 cm di neve per anno, con circa 3-4 mesi di permanenza del manto nevoso al suolo. Ovviamente alcune stagioni possono essere piuttosto avare di precipitazioni nevose (es. nel 2011), così come altre invece possono essere caratterizzate da accumuli importanti (es. nel 2012 e nel 2014).

In questo inizio di stagione 2015-2016 stiamo assistendo ad una prolungata assenza di precipitazioni nevose, complice un quadro meteorologico sfavorevole per le nostre montagne. Questa condizione sta alimentando una certa platea di scettici, alcuni dei quali sarebbe meglio definire “nemici” dei nuovi impianti, per cui: ”con il cambiamento climatico in atto credo siano stati buttati una valanga di soldi per realizzare un’opera che al massimo potrà essere utilizzata per 10-15 giorni l’anno. Capisco l’esigenza delle comunità madonite di incrementare il turismo, ma a me onestamente sembra una follia”; e ancora:” il clima è cambiato, la neve è sempre meno abbondante e gli impianti superano di poco i 1600m di altitudine”. Per rispondere a queste discutibili osservazioni abbiamo chiesto il parere di Vincenzo Insinga, meteorologo siciliano, ideatore del sito web di previsioni meteorologiche “Tempo Sicilia” e previsore SIAS per TGR Buongiorno Regione di Raitre.

Il clima degli ultimi anni: perché nevica di più al sud Italia

I dati della nivometria di Piano Battaglia, relativi agli ultimi anni, sono in piena sintonia con il trend che vede un aumento della nevosità negli ultimi inverni, soprattutto lungo l’Adriatico e sui rilievi del Sud Italia ed una diminuzione sulle Alpi. Questo è dovuto quasi sempre ad un generale cambiamento della circolazione atmosferica media negli inverni europei: l’innalzamento di latitudine dell’anticiclone noto come “alta pressione delle Azzorre” e le sue frequenti sortite meridiane verso Groenlandia, Islanda e Gran Bretagna, vanno ad incidere fortemente sulle condizioni meteorologiche del Mediterraneo. Se da un lato infatti la migrazione verso nord di questo anticiclone riduce il numero delle perturbazioni atlantiche (si crea una sorta di muro invalicabile per i venti oceanici), dall’altro lato si attiva, lungo il bordo orientale dello stesso anticiclone, lo scorrimento di masse d’aria fredda d’origine polare marittima. Ebbene, l’aumento della frequenza di questo tipo di configurazione barica a scala continentale è la causa delle numerose ondate di freddo e neve che negli ultimi anni hanno interessato anche a quote molte basse i rilievi della nostra Regione.

L’inverno in corso: cosa succede e cosa ci aspetta

Le prime settimane dell’inverno in corso hanno invece dovuto fare i conti con un vortice polare (una bassa pressione estremamente profonda che si sviluppa stagionalmente nell’Artico) più attiva della norma; ciò ha di fatto intrappolato le masse d’aria gelida alle latitudini più elevate. Come previsto, dunque, la prima metà di gennaio ha fatto registrare temperature superiori alle medie climatiche stagionali e irruzioni d’aria fredda di irrisoria consistenza. Ma cosa ci riserverà la seconda parte dell’inverno? Dal punto di vista statistico, in effetti, negli ultimi anni le maggiori irruzioni di aria fredda nel Mediterraneo si sono registrate nel mese di febbraio e nella prima decade di marzo. E’ quest’anno? Ebbene, secondo gli ultimissimi dati in nostro possesso, una svolta rispetto all’attuale circolazione atmosferica che in settimana apporterà temperature da piena primavera, si verificherà a metà mese, a causa di un lobo del vortice polare che si staccherà dalla sede naturale, riversandosi sull’Europa. Entrando nei dettagli, in base alle nostre ultime previsioni a lungo termine, lo spartiacque della stagione sarà il prossimo weekend. L’ingresso di un intenso flusso settentrionale sul Mediterraneo, in scorrimento lungo il bordo orientale dell’anticiclone di blocco oceanico, andrà a scavare una circolazione di bassa pressione in spostamento dalla Sicilia e la Grecia, in grado di richiamare aria artica sempre più fredda, prima di natura marittima, poi continentale. Tra domenica 17 e la settimana successiva giungeranno dunque le prime, vere nevicate sui rilievi della nostra regione, a quote sempre più basse. Peraltro, con questo tipo di configurazioni è proprio il nord Sicilia, per l’effetto combinato del mar Tirreno e della barriera orografica prospiciente, a ricevere le maggiori precipitazioni. Ecco perché Nebrodi e Madonie verranno imbiancati a dovere, mentre Alpi e buona parte dell’Appennino rimarranno a secco. Sarà l’’inizio dell’inverno, quello vero, dopo una prima parte del tutto anonima.

*i dati sono frutto di osservazioni, appunti e dei calcoli relativi agli accumuli pubblicati su bollettini meteomont. Si consideri un errore di ±30cm.

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