Imprenditore denuncia anomalie dopo l’aggiudicazione di un appalto. Indagati in 4, tra cui sindaco e vice

In un articolo di oggi sul Giornale di Sicilia, il giornalista Giuseppe Spallino riferisce del caso, al vaglio degli inquirenti, in cui figurano coinvolti il sindaco Mario Cicero, del vice Annamaria Mazzola, dell’ex segretario comunale Rosario Bonomo e del dirigente dell’Ufficio tecnico Santi Sottile.

Alla base dell’inchiesta, le presunte anomalie avvenute per gli appalti pubblici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione della rete idrica e fognaria e delle strade urbane ed extraurbane, che si sarebbero dovuti svolgere nel 2017 e 2018. A vincerli la ditta dell’imprenditore A. , in che aveva presentato per entrambe le gare la migliore offerta. Un mese dopo, dopo cioè il contratto definitivo, stando alle denunce dell’imprenditore, l’imprenditore sarebbe stato indotto a rinunciare perché non in possesso del mezzo adeguato per l’espletazione del lavoro.

« Dopo avere sottoscritto il contratto definitivo, venivo convinto a rinunciare alla gara di appalto – riporta l’articolo del GdS – tanto che lo stesso segretario comunale, mi suggeriva le modalità attraverso le quali far pervenire all’ente appaltante la lettera di rinuncia e, su un foglietto di proprio pugno, ne abbozzava il contenuto…»

Rinuncia che, peraltro, faceva scaturire una sanzione di 10.398,89 euro a titolo di risarcimento.

« Nei primi mesi del 2019, il Comune di Castelbuono provvedeva a rinnovare il bando relativo alla manutenzione delle strade e venivano invitate a partecipare diverse ditte, esclusa quella del sottoscritto. Alla ditta che era subentrata, i carabinieri avevano eseguito un controllo, riscontrando che stava utilizzando, per asfaltare le strade, una finitrice priva di targa e copertura assicurativa e anche altri mezzi presentavano le stesse problematiche, ciononostante l’incarico non veniva revocato dall’ente appaltante.»

L’articolo si conclude con la replica del sindaco che respinge con fermezza ogni accusa: «Abbiamo operato con la massima correttezza, non c’è stata nessuna ritorsione e lo dimostreremo. Il signor Allegra si assumerà la responsabilità delle sue falsità ».

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