In arrivo la stangata Tasi: a Castelbuono, insieme a Gangi e Cerda il record per la tassazione più alta

Bollette salate, ma non per tutti: 5 comuni hanno scelto di non far pagare la tassa

L’ultima Legge di Stabilità ha istituito la IUC (Imposta Unica Comunale). Nonostante sia passato qualche tempo c’è ancora un po’ di confusione da parte dell’utenza nel capire questa invasione di nuove sigle che fanno tremare le tasche degli italiani.

Per fare chiarezza va ricordato intanto che la IUC è un tributo unificato. In sostanza esso va suddiviso in tre tasse di scadenze e importi differenti: l’Imu (Imposta Comunale sugli Immobili) la Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) e la Tari (Tassa sui Rifiuti). A ciascun Comuni l’onere di deliberare un apposito Regolamento che disciplina le modalità d’applicazione delle tre imposte.

L’Imu e la Tari (con il vecchio nome di Tarsu) sono già ben note ai cittadini, la nuova tassa che turba il sonno degli italiani è la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili che i Comuni un tempo garantivano attraverso i trasferimenti regionali e statali ed attraverso le altre entrate proprie. A titolo di esempio possiamo portare la pulizia delle strade, l’illuminazione pubblica, il verde pubblico ecc.

La Tasi va pagata da tutti i cittadini proprietari e utilizzatori di immobili, tra cui anche la prima casa, negozi, capannoni. Nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso dal proprietario, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma imposta. L’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal Comune, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della TASI.

La prima rata della Tasi scadeva il 16 giugno, ma in realtà sono stati ben pochi i municipi che, entro il 23 maggio 2014, hanno definito aliquote e detrazioni deliberando il proprio Regolamento. Per tutti gli altri Comuni la prima rata è stata prorogata al 16 ottobre, mentre per entrambi i casi, il saldo resta al 16 dicembre.

Il ministero delle finanze nei giorni scorsi ha pubblicato nel suo sito l’aliquota stabilita da ciascun comune e, estrapolando i dati dei comuni madoniti è venuta fuori la classifica dei tartassati: Al primo posto i cittadini di Gangi, Castelbuono e Cerda, che applicano l’aliquota massima, ossia il 2,5 per mille. A seguire Aliminusa e Campofelice di Roccella. In fondo alla classifica, per loro fortuna, i cittadini di 5 comuni madoniti Blufi, Caltavuturo, Pollina, Scillato e Sclafani, che non pagheranno nulla. Le amministrazioni cittadine hanno infatti deciso di rinunciare ai proventi che sarebbero potuti arrivare alle casse comunali dall’applicazione della nuova tassa sui servizi indivisibili.

LA TASI (Tassa servizi indivisibili) NEI COMUNI DELLA CITTA’ A RETE TERMINI – MADONIE

(FONTE MINISTERO FINANZE) (Aliquota in Per mille)

Gangi 2,5

Cerda 2,5

Castelbuono 2,5

Aliminusa 2,0

Campofelice R. 2,0 con detrazioni in percentuale sulle abitazioni principali

Bompietro 1,7

Sciara 1,6

Alimena 1,5

Petralia Soprana 1,5

Petralia Sottana 1,5

Polizzi G. 1,5

Termini Imerese 1,0 abitazione principale, 2,5 tutto gli altri immobili

Valledolmo 1,0 per abitazione principale, 2,5 per gli altri immobili

Caccamo 1,0

Castellana S. 1,0

Collesano 1,0

Gratteri 1,0

Isnello 1,0

San Mauro C.verde 1,0

Montemaggiore B. 1,0

Blufi ZERO

Caltavuturo ZERO

Pollina ZERO

Scillato ZERO

Sclafani B. ZERO

Cefalù, Geraci Siculo e Lascari: Non rilevata

2 Commenti

  1. Leggendo la classifica…i cittadini di Blufi, Caltavuturo, Pollina, Scillato, Sclafani…pagando meno tasse e quindi con Amministrazioni “povere”, dovrebbero avere pochi e pessimi servizi sociali….mentre invece…quelli di Castelbuono, Cerda e Ganci, pagando un sacco….. chissà di quali servizi di prim’ordine godranno!…..Sarà vero? O, sotto sotto, c’entra pure l’efficienza della singola Amministrazione?

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