In fin dei conti.

“Il Villaggio è un’isola felice, in fin dei conti”, parola di forestiero mordi e fuggi, quello che taglia l’aria col coltello e mangia volentieri.
Ma ci sarà puzza di bruciato?
La città ha i suoi problemi che il Villaggio non conosce. Verissimo.
Ma è in dubbio che la pace regni sovrana.
C’è chi dice che anche al Villaggio ci sia un che di serpeggiante, di invisibile eppur tangibile, di ineffabile eppur materiale.
Se ne parla, ma non se ne parla. Si dice, ma non si direbbe.
Viene fuori, ma si ricaccia dentro.
C’è chi minimizza. Chi amplifica.
E c’è magari chi ci cade. Chi si fa avanti con fare sorridente e mano protesa.
C’è chi si consuma. Un logorio che finisce per strozzare.
L’usura usura, via via, piano piano.
Sarà vero, in fin dei conti?