In Sicilia binario unico e cantieri aperti per il raddoppio ferroviario

[livesiciliaIn Sicilia il binario unico è la regola. Solo un treno alla volta può circolare sull’87% circa della rete gestita da Rfi. Su 1379 chilometri complessivi, il doppio binario è presente solo su 180 chilometri di linea ferrata. Tutto il resto, poco meno di 1200 chilometri, procedono sul binario semplice. Con tutte le ricadute del caso. Non in termini di sicurezza, però. Il binario unico è finito ieri sotto i riflettori della cronaca per la tragedia avvenuta in Puglia, che ha sconvolto l’Italia. Ma le cause dello scontro tra i due convogli sulla linea Corato e Andria, secondo gli addetti ai lavori, sono da ricercare altrove. Il dramma, insomma, non è figlio del binario unico, ma della mancanza sulla tratta (non gestita da Rfi) del sistema di protezione della marcia dei treni. Sistema che copre in maniera capillare l’intera rete ferroviaria siciliana. “Anche la circumetnea, l’unica linea in Sicilia non gestita da Rfi, è dotata di un sistema di controllo a distanza della circolazione che garantisce la linea libera”, spiega Paolo Di Maio della Uil Trasporti.

I disagi, semmai, sono nella efficienza del sistema di trasporti. Problemi, in particolare “relativi al dissesto della rete ferroviaria”, spiega Di Maio. “Sono passati cinque anni dal crollo sulla Caltagirone-Gela, e la tratta è ancora interrotta. E per ricostruire il ponte si prevedono tempi biblici. Essendoci un binario unico, l’unica alternativa è il servizio sostitutivo con gli autobus”, spiega il sindacalista della Uil. Disagi anche sulla Trapani-Via Milo, in direzione Palermo, “linea da un paio d’anni non in funzione per colpa di un dissesto alla sede ferroviaria. Per raggiungere il capoluogo sono necessarie tre ore e mezzo. Anche in questo caso sono necessari i bus sostitutivi”. Problemi legati “alla scarsa manutenzione”, sostiene Di Maio, soprattutto a causa “dei recenti tagli al personale nelle ferrovie. Negli ultimi quindici anni i ferrovieri in Sicilia si sono ridotti da 18 mila a 3100”.

“La rete ferroviaria sull’Isola è un calvario continuo tra interruzioni e cantieri a cielo aperto”, è il commento di Francesco Spanò della Filt Cgil. Secondo cui “da anni vengono fatte promesse e annunci di rimodernamento dei mezzi e di riconversione dei macchinari vetusti ma ad oggi nulla è stato fatto”. I tempi di percorrenza e la qualità del servizio al centro delle maggiori perplessità da parte del sindacalista: “Quasi tutte le tratte non solo sono ad un unico binario, ma sono anche spesso interrotte”, osserva Spanò. Che fa l’esempio della “tratta che da Castelbuono dovrebbe condurre al comune di Patti, oltre 80 km mai realizzati e per i quali non è nemmeno stato previsto per il futuro alcun intervento”.

Spanò non risparmia critiche anche sullo stato dei cantieri per la realizzazione del raddoppio ferroviario sulla Palermo-Catania-Messina. Un investimento di quasi nove miliardi di euro, inserito nello Sblocca Italia. I maggiori problemi, spiega il sindacalista della Cgil, riguardano i ritardi nel cronoprogramma dei lavori, l’assenza di lottizzazioni integrali e la mancanza di programmazione strategica: “La tratta ferroviaria che da Palermo giunge a Messina si interrompe già a Castelbuono, dopo appena 70 km – sostiene Spanò -, e non sono previsti per il futuro interventi di miglioramento”. Stessa situazione, secondo il sindacalista, anche sulla Catania-Palermo: “Oltre 200 km a binario unico con notevoli disagi per i pendolari. Ma il vero dramma – aggiunge – è che i finanziamenti sono disponibili e si sarebbe già potuto e dovuto cantierare ogni tratto con binario unico. Ma la Regione sembra, invece, intenzionata a rimettere in discussione persino l’idea stessa del doppio binario”.

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