Incendi, per la Protezione civile serve intelligence ma la tecnologia contro i roghi c’è già e la politica la ignora

Oggi a Palazzo Orleans seduta straordinaria del governo della Regione, annunciata ieri in un modo che ha fatto discutere dal Presidente Musumeci: all'ordine del giorno l'emergenza delle fiamme che hanno devastato l'isola, con un uno strano collegamento alla vicenda degli hot spot.

Non basta più spegnere gli incendi, ma occorre una azione di prevenzione, bloccando sul nascere l’azione dei piromani. Anche con ronde di pattugliamento e un’attività di intelligence messa in campo dale forze investigative”.

Lo dice il direttore del dipartimento di Protezione civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina, in merito agli incendi che hanno devastato l’Isola da Palermo a Messina e che vedranno oggi pomeriggio, a Palazzo Orleans a Palermo, la seduta straordinaria del governo della Regione. All’ordine del giorno della riunione della Giunta Musumeci l’emergenza umanitaria e gli incendi dolosi che in queste ore hanno colpito l’Isola.

Il dipartimento di Protezione civile è sceso in campo con 35 organizzazioni regionali di volontariato delle provincie di Agrigento, Trapani, Palermo, Caltanissetta, Enna e Messina, con duecento uomini e 30 automezzi, tra i quali molti pick-up dotati di modulo antincendio, diversi pulmini e alcune ambulanze. Gli incendi piu’ devastanti sono stati quelli che hanno distrutto monte Moarda, ad Altofonte, nel Palermitano, oltre a quelli che hanno interessato la zona di Macari, a San Vito Lo Capo e la riserva dello Zingaro, tra San Vito e Castellammare del Golfo.

Uno scenario “altrettanto grave” si è registrato a Imera-Buofornello, Cerda, Aliminus, Montemaggiore Belsito e Terrasini, nel Palermitano, e ad Alcamo (Trapani) su monte Bonifato. Focolai di minore entità sono stati registrati anche lungo la strada statale che collega Ragusa a Catania. La Regione Siciliana ha richiesto e ottenuto dal centro operativo di Roma l’invio di ulteriori Canadair, gli aerei antincendio che hanno operato in aggiunta ai due già impiegati nei vari teatri delle operazioni di spegnimento. “Come sempre – si legge in un post della protezione civile regionale – si tratta di incendi appiccati di proposito da sconosciuti, che hanno fatto leva sulle condizioni meteo di questi due giorni, caratterizzate da forte vento di scirocco e temperature elevate”.

Il sensore per prevenire gli incendi ignorato dalla politica

Ma le polemiche sul fronte della prevenzione registrano anche qualche paradosso. La soluzione tecnologica per stroncare gli incendi appiccati dai piromani prima che facciano danni ingenti, ci sarebbe ma viene ignorata. Come documenta PalermoToday, un’azienda palermitana, la Ciodue di Carini, lo scorso anno ha acquisito il brevetto di una società tedesca (la Iq Wireless di Berlino) che ha creato un sensore in grado di prevenire i roghi sfruttando la tecnologia usata nelle sonde spaziali che studiano le comete. Non solo: grazie al Gps, il sensore riesce ad individuare anche la posizione di chi appicca il fuoco. Il sistema si chiama FireWatch. L’appello lanciato dall’azienda – forte anche dei discreti risultati raggiunti da altre nazioni come Spagna, Portogallo, Canada e la stessa Germania – per sensibilizzare gli enti pubblici responsabili della salvaguardia dei territori è però caduto nel vuoto. Adesso la Ciodue è prossima al fallimento e i lavoratori sono attualmente disoccupati: una quindicina tra ingegneri, tecnici e operai. “Questo progetto, che era la speranza di rilancio per una storica azienda che produceva estintori e si occupava di installazione e manutenzione di impianti antincendio, – mastica amaro Francesco Foti, segretario Fiom Cgil Palermo – doveva essere preso in considerazione e reso operativo par evitare i disastri compiuti da veri e propri criminali. Solo con l’ausilio di nuove tecnologie si possono debellare seriamente gli incendi. Tecnologie che darebbero lavoro ai metalmeccanici e soprattutto diminuirebbero i pericoli per forestali, vigili del fuoco, protezione civile e volontari. Il tutto incrementando la tutela del nostro immenso patrimonio boschivo. Come sempre però la politica siciliana non ha fatto nulla, continuando a preferire i canadair”.

La petizione 

Ed alla politica è indirizzata la petizione on line lanciata su Change.org in cui si chiedono anche le dimissioni immediate del Presidente e dell’attuale Giunta Regionale “che si ostinano a prendere provvedimenti contro i migranti, che non costituiscono alcuna minaccia per la nostra vita e che comunque esorbitano dalla sua competenza, e nulla fa per contrastare la distruzione della copertura vegetale e del patrimonio faunistico, che costituisce una seria minaccia alla vita in Sicilia”.

L’appello “La nostra terra brucia” si chiede di trattare i fenomeno sul piano repressivo con azioni giudiziarie simili per incisività e gravità delle pene a quelle utilizzate per contrastare il terrorismo e la mafia, di mettere in atto azioni di consapevolizzazione individuale e collettiva attraverso le scuole, le istituzioni preposte e ogni altra agenzia educativa, di attuate immediate operazioni di rimboschimento, utilizzando competenze scientifiche adeguate, diffuse sul territorio siciliano; di dare uno stop immediato alla caccia su tutto il territorio regionale e rimuovere tutte le figure a capo delle strutture di prevenzione per manifesta inadeguatezza.“

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