Inchiesta: I precari nei comuni madoniti

precariato[inchiesta pubblicata dal Giornale di Sicilia del 13 Marzo 2010]
Per la maggior parte stanno tutti seduti dietro a una scrivania. Alle loro spalle ci sono ormai numerosi anni di servizio e tanta esperienza acquisita, tale da vantare una riconosciuta professionalit?. E? il popolo dei lavoratori precari che affollano le stanze e gli uffici dei Comuni madoniti. In molti casi, per?, le loro prestazioni non sono compatibili con le esigenze dell?Ente. E per questo i sindaci ritengono legittima e necessaria la possibilit? di chiedere al Presidente della Regione pi? poteri nella gestione della forza-lavoro presente nei palazzi municipali per dare maggiori risposte alle specifiche esigenze della comunit?, seppur ?nel rispetto ? affermano unanimemente ? dei diritti ormai consolidati e della dignit? degli stessi lavoratori?.

E? il dato pi? rilevante che emerge da una nostra inchiesta condotta in quattordici Comuni madoniti dove ogni giorno lavorano complessivamente 629 unit? fra contrattisti, lsu, co.co.co. e puc. In tutto cinque domande rivolte ai sindaci di Cefal?, Caltavuturo, Scillato, Sclafani Bagni, Pollina, San Mauro Castelverde, Polizzi Generosa, Castelbuono, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Alimena, Caccamo e Valledolmo. ?La richiesta ? sostiene il primo cittadino di Castelbuono, Mario Cicero ? pu? ritenersi legittima nella misura in cui si voglia utilizzare in modo aderente alla necessit? dell?Ente il personale in possesso di titolo di studio ed esperienza per l?espletamento delle corrispondenti mansioni, prescindendo dall?originario inquadramento giuridico?.

Per il sindaco di Valledolmo, Domenica Di Baudo, la richiesta ?? assolutamente necessaria anche per giustificare di fronte all?opinione pubblica e ai tanti disoccupati la scelta politica di immettere tanti lavoratori nel settore pubblico senza aver mai sostenuto un concorso o un colloquio?. Sulla stessa scia anche l?assessore comunale al Personale di Geraci Siculo, Luigi Iuppa, e il sindaco di Scillato: ?Credo ? afferma Antonino Battaglia ? che sia opportuno soprattutto per quei Comuni che vantano un numero elevato di lavoratori precari?. E pensare che nella maggior parte dei Comuni madoniti sono forti le resistenze da parte dei precari ad essere impiegati in mansioni non corrispondenti a quelle della categoria di appartenenza. Cos? ?, secondo i sindaci interpellati, a Valledolmo, Cefal?, Castelbuono e Caccamo, mentre a Gangi e ad Alimena le difficolt? sono legate rispettivamente all?articolazione dell?orario di servizio e al ridotto orario di lavoro retribuito.

Sono 116, tutti contrattisti, i lavoratori precari che affollano il palazzo comunale di Castelbuono. Un numero considerevole che supera quello di Cefal? (92), Caccamo (86), Valledolmo (66), Caltavuturo (61) e Gangi (53).

?La presenza dei lavoratori a tempo determinato presso il mio Comune ? afferma il sindaco Mario Cicero ? ha prodotto una riduzione delle assunzioni dei lavoratori a tempo indeterminato e ha conseguentemente preteso un adattamento dell?Ente alle esigenze di una politica occupazionale che non corrisponde nella sua interezza al reale fabbisogno di professionalit? del Comune?. L?Ente Locale con meno presenze di lavoratori precari ? San Mauro Castelverde (6), seguito da Scillato (11), Sclafani Bagni (12), Pollina (15), Alimena (16), Geraci Siculo e Gratteri (30), Polizzi Generosa (35). L?unico lavoratore con contratto di collaborazione coordinata e continuativa ? a Gangi.

Sono tanti i servizi che si potrebbero attivare se solo si riscontrasse pi? flessibilit? e disponibilit? fra i precari impiegati nei Comuni.

?Nessuno intendere compiere soprusi ? precisano i sindaci -, nessun atto di forza. Ma le nostre comunit? in cui tutti viviamo potrebbero beneficiare di tanti altri benefici?.

A Sclafani Bagni, per esempio potrebbero essere attivati i servizi di assistenza agli anziani e la manutenzione ordinaria del verde pubblico e dell?arredo urbano, mentre a Gangi, dove non esiste personale con la qualifica di operaio, i precari potrebbero essere impiegati in lavori di piccola manutenzione, verde pubblico, supporto al servizio di custodia cimiteriale e vigilanza del traffico e del territorio. A Valledolmo potrebbe essere migliorata la pulizia del centro abitato, la manutenzione stradale, la gestione del verde pubblico e i servizi alla cittadinanza personalizzati come per esempio la raccolta differenziata porta a porta. A Caccamo, uno dei servizi inesistenti che nei lavoratori precari non trova riscontro ? la nascita di un punto di accoglienza e di informazione turistica attivo anche nel fine settimana. La mancata disponibilit? dei lavoratori determina, infatti, la non fruibilit? dei monumenti gestiti dall?Ente. A Castelbuono ? impossibile istituire l?ufficio stampa e quello sulle politiche comunitarie per la mancanza di adeguamento professionale, mentre a Gratteri ? necessario affiancare all?unico lavoratore esistente nuove forze da impiegare alla manutenzione del verde cittadino.

Antonello Zimbardo