Invito a teatro: “Lei dunque capir

Associazione teatrale C?rai, presenta

LEI DUNQUE CAPIR?? di Claudio Magris

con Patrizia D’Antona
regia Giannella D’Izzia

scene costumi e luci Giannella D’izzia,
assistenza luci e fonica Alessandro Sipione
musiche di Ludovico Einaudi, Armstrong Craig, Brian Eno, Keith Jarret

Produzione Museo Civico di Castelbuono, Comune di Castelbuono, Associazione Teatrale C?rai

29 luglio 2010, h.21,00
Chiostro di San Francesco, Castelbuono

capirawebNel racconto ?Lei dunque capir?? di Claudio Magris una donna parla con il
Presidente di una “Casa”, pi? volte nominata dall’autore “Casa di riposo” o Fondazione in cui lei ? ospite.
La figura del Presidente, seppur costantemente evocata dalla protagonista,
non sar? mai visibile e ?questa assenza tradurr? la conversazione in un delicato e intimo monologo, un passaggio di memoria del ?felice e quotidiano rapporto della donna con l’uomo della sua vita, poeta, di cui lei ? stata ed ? la musa ispiratrice; l’uomo sfidando ?i severi regolamenti della Casa?, ottiene ‘eccezionale permesso di andarla a ?prendere?, novello Orfeo, che sfida regole e angosce per riportarla nel mondo dei vivi.

Il gioco teatrale ?ci fa delicatamente penetrare nella ?Casa? dove vive la donna, luogo surreale e onirico, che la regia ha popolato di oggetti simbolo che segnano la vita di tutti i giorni ma che qui perdono per? la loro funzione originaria.
Piatti, caffettiera, libri, innaffiatoio si traducono in docili strumenti di
un rito extra-quotidiano, rammentandoci cosi che ?la vita ? misteriosa, che dove c’? la luce c’? sempre il lato ?oscuro della realt?.
La Casa, infatti, gode di una luce fioca dove anche ?gli oggetti trascolorano come meduse? ma presenta un contraltare di pace, di tranquillit? che ?alfine non fa rimpiangere il mondo ?fuori?,il mondo al di l? della porta che ne costituisce limite invalicabile.
E’ proprio nella ?Casa?, ?in questo spazio fuori dal tempo, che ?a poco a poco
prende corpo un lucido pensiero, una rivisitazione serena e consapevole della relazione della donna con il suo uomo e l’aprirsi ?di una ?nuova possibile felicit?, ?altra? da quella quotidiana e dell’amore di coppia.
Il mito d Orfeo si inverte e la donna, novella Euridice. decide consapevolmente di volare altrove e passare ad un altro capitolo dell’esistenza, una nuova condizione dell’anima che, sciolti i legami con la
vita terrena, si rivolge senza indugio alla luce.

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