L’importanza dello sguardo talvolta ci sfugge.

Spesso siamo così abituati ad assorbire le immagini che ci arrivano dal nostro ambiente di vita che dimentichiamo quasi di guardare, di fare attenzione ai mille piccoli particolari che rendono vitale il mondo che ci circonda.
Mi è capitato più volte nel bel mezzo di una giornata qualsiasi, di sperimentare questo fatto: la sensazione di aprire gli occhi all?improvviso, occhi che sembrano accorgersi d?un tratto quanto fosse bello questo o quel paesaggio, apparentemente già visto e invece scoperto sotto una veste nuova solo in quel momento.
Una sensazione piacevole, arricchente.

Il paesaggio naturale non si lascia mai scoprire del tutto; riserva sempre qualche segreto per svelartelo la volta successiva, quasi volesse farsi scoprire poco a poco, ricordarti che non sai mai tutto né abbastanza ma che il bello sta proprio nel cercare, nel guardare con occhi nuovi, nell?aprirsi all?esperienza del nuovo e al fascino dell?ignoto.

Pizzo Carbonara Anche quando pensiamo di conoscere un paesaggio, basta talora una luce diversa, una nuvola di passaggio, una pioggia improvvisa a far cambiare sostanza e prospettiva dello sguardo o della percezione. E la cosa interessante è che proprio in questo loro lasciarsi guardare in tanti modi diversi che i siti naturali ci lasciano un posto per muoverci, integrandoci in un contesto comune di appartenenza. Certo, è nostra opera e virtù il saper realizzare questa integrazione: possiamo apprezzare le infinite qualità e darci regole reciproche di protezione e rispetto, oppure, viceversa, farci prendere la mano da sentimenti d?onnipotenza umana e interrompere selvaggiamente l?equilibrio naturale con le nostre pretese di dominio.
Anche la nostra valutazione di un gesto minimo, come buttare distrattamente un rifiuto inquinante sulle rocce che ci hanno accolto durante una bella giornata in montagna, può essere indizio della prima o seconda alternativa.
Lo sguardo che si poserà sulle rocce un momento dopo o un momento prima, sarà toccato da sensazioni diverse; la bellezza, il piacere o, viceversa, il distacco e il disgusto possono dipendere anche da questo.
Che la natura della Madonie sia dotata di un fascino particolare non è novità per nessuno; ciò che potrebbe essere nuovo è, ogni volta, il desiderio di una sguardo sempre curioso e diverso, sempre più ricco di rinnovata emozione e consapevole partecipazione.
L?associazione ?Francesco Minà Palumbo?, costituita nel 2004 dall?esigenza di un gruppo di amici castelbuonesi, si propone di essere strumento che funzioni da stimolo per una nuova, più diffusa e intensa sensibilità dei giovani per la natura, per la loro terra, per i loro fiumi e le loro montagne, affinché ciascuno, domani possa ancora poter vivere su una terra dove a farla da padroni non siano lo smog, i nitrati e i veleni che lentamente logorano la nostra vita.