L’insostenibile metafora di S.U.

Esse come Sinistra. U come Unitaria: Sinistra Unitaria. 
Non sono uno dei tanti delusi del popolo del Centro-sinistra, forse perché da tempo sono consapevole che la Politica ha divorata le illusioni, o forse perché la concretezza nella ?vita amministrativa? lascia poche speranze alle aspettative degli elettori, e quindi, oltre al normale iter amministrativo, dove ?normale? in Sicilia è diventato sinonimo di ?miracolo?, le promesse elettorali sono dei buoni ingredienti di un prodotto-programma da vendere. 

Non sono deluso perché non mi ero illuso quando partecipavo agli incontri con i promotori della nascente aggregazione politica Sinistra Unitaria. Anche se ho cercato di mitigare la sensazione di assistere ad una operazione elettorale, mi era troppo chiaro che si era in cerca di una non tanto latente legittimità politica, che doveva fungere infine, come ?un?appendice? del Partito Democratico castelbuonese. 
Non posso essere deluso se ho sempre considerato che in una competizione elettorale, l?avversario da battere non è chi sta dalla stessa parte, anche se ha dei prodotti-programmi migliori da vendere, ma chi sta dall?altra parte, e con una visione politica opposta. E quindi incondizionatamente era importante per me che Castelbuono avesse una continuità con il centro-sinistra. 
Non sono deluso se l?Amministrazione di Castelbuono ha puntato sui grandi progetti, lunghi e logoranti atti burocratici, tralasciando le piccole cose concrete, realizzabili senza i tanti temuti rischi di ?decorrenza dei termini e dei finanziamenti?: Ogni Amministrazione deve lasciare l?imprimatur della propria azione governativa e quando il progetto è una grande opportunità per il paese, capisco la pochezza scambiata per ?le piccole cose?. 
Non sono deluso perché non mi ero illuso, che questa Amministrazione avesse provveduto subito ad una tenacia opposizione alla privatizzazione dell?acqua: d?altronde si sapeva da tempo che il Primo Cittadino è da sempre un grande estimatore delle ?esternalizzazioni?. Inaccettabile è il principio della ?gestione? di un bene pubblico e da rimandare al mittente il contratto-capestre trentennale, quando a pagare saranno sempre i cittadini su un ipotetico miglioramento del servizio.Invito gli amministratori che ancora fingono di credere nella privatizzazione di un bene pubblico come l?acqua, di documentarsi sui tanti processi di ri-nazionalizzazione dell?acqua che avvengono in ogni parte del mondo. 
Non sono deluso, arrabbiato si, infuriato pure, per come Sinistra Unitaria abbia ?usato? le speranze dei suoi estimatori.Assente, come tutta la Politica castelbuonese, ormai il Dissenso Critico appiattito viaggia solo sul Web, fuori dalla piazza, lontano dalle mure del Palazzo; quel Dissenso Critico che doveva essere portato dentro il Palazzo da S. U.; doveva servire per dare un pizzico di creatività al grigiore amministrativo, una nota musicale diversa dai monotoni e stantii spartiti degli Yes-men e invece? invece penso allo scarabeo stercorario, che fa rotolare la pallina di sterco e si contenta di ruzzolare assieme ad essa. ?Il rispetto degli impegni elettorali è un valore fondante della democrazia?. È l’ultima frase fatta della politica nostrana, un False friend della retorica ruspante, orecchiabile quanto insignificante che contribuisce all?allontanamento dai cittadini dalla politica. I rappresentanti di S.U. se ne rendono conto oppure è il prezzo che si deve pagare per entrare nella Casta della politica e avere in cambio un buon mastice per la poltrona?
Non sono deluso ma indignato, questo si.