“L’11 settembre della democrazia. A continua memoria.”

Stasera alla Festa dell’Unità di Bologna suoneranno gli Inti Illimani, questo gruppo di cileni in età avanzata è sconosciuto ai più giovani. Appassionati esclusi. Dietro una musicalità favolosa e una ritmica latina inconfondibile si nasconde una vita dedicata alla musica e una musica dedicata a diffondere un messaggio di libertà. Gli Inti Illimani stasera suoneranno, dicevamo, a Bologna e hanno suonato anche ieri a Milano, in un concerto/spettacolo emozionante. Ieri era l’11 settembre che è una data che da 12 anni a questa parte ricorda l’attacco kamikaze alle torri gemelle e al pentagono. Memoria corta. Male. L’11 settembre era già una data tristemente nota perché quel giorno del 1973, in Cile, il dittatore Augusto Pinochet prese il potere con un colpo di stato imposto dagli Stati Uniti d’America ai danni di Salvador Allende, presidente amatissimo dal popolo ed eletto democraticamente, che in quell’occasione perse la vita. L’11 settembre del 1973, quarant’anni fa, gli Inti Illimani erano in tour in Italia. Nel loro paese scoppiò il finimondo e capirono che tornare in patria sarebbe stato impossibile, di fatto non lo fecero mai e rimasero in Italia, dove trovarono calorosa ospitalità e per loro rappresenta tutt’ora una seconda patria. Il loro tour in un certo senso non è mai finito. Continuano a suonare ancora oggi perché è giusto che si ricordi per sempre ciò che è successo in Cile e le conseguenze che il paese latinoamericano continua a pagare, nonostante la dittatura cessò nel 1988, dopo 16 anni. Quel “golpe” portè al potere uno dei dittatori più sanguinosi della storia moderna, si contano almeno 38 mila persone detenute o torturate illegalemente e più di 3’200 uccise o fatte scomparire. Quello che viene considerato ormai “l’altro 11 settembre” non dovrà mai essere dimenticato, anche per giovare alla memoria di chi elogia il senso della democrazia fino a imporla con la violenza, di chi si vanta di essere il paese più libero e democratico del mondo. Quarant’anni fa si bombardava sulla Moneda, il palazzo presidenziale cileno, per una volontà espressamente politica della CIA, distruggendo uno dei più autentici esperimenti di democrazia socialista allora esistenti, e favorire una dittatura di matrice militare, con a capo Pinochet che per la cronaca è morto nel 2006 di morte naturale, e, incredibilmente, in stato di libertà, a causa di una legge che protegge i militari da eventuali conseguenze giudiziarie dei crimini di guerra commessi.

Per oggi è tutto appuntamento a Giovedì prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?