L’89º Giro internazionale in… austerity

[LA SICILIA – Antonio Fiasconaro] La “sforbiciata” operata dalla spending review non poteva mettere a rischio anche la tradizione. Nel nome della crisi non si possono vanificare anni di tradizioni e, soprattutto, permettersi con tanto di rischio, di cancellare di colpo, una competizione come il Giro podistico internazionale che il 26 luglio prossimo taglia il traguardo dell’edizione numero 89, ed i 102 anni di vita.
Il Gruppo Atletico Polisportivo Castelbuonese che da oltre vent’anni organizza la gara su strada più antica d’Europa e seconda al mondo dopo la maratona di Boston, ha dovuto fare i conti con il mancato contributo da parte della Regione Siciliana che, in nome della crisi economica, ha cancellato i fondi per quelle manifestazioni sportive che tengono sempre alto il vessillo della Sicilia in Europa e nel mondo.
E’ vero quando l’antico adagio recita “senza soldi non si canta messa” e, anche quest’anno, si è rischiato di cancellare l’edizione perché i fondi, anno dopo anno, vengono erogati sempre meno. Anzi, per niente.
«Ogni anno che passa è sempre più un’avventura organizzare la nostra manifestazione “regina” – sottolinea con amarezza il presidente del Gruppo Atletico, Mario Fesi – la Regione Siciliana non comprende che non erogando i contributo getta alle ortiche antiche tradizioni come la nostra. Dobbiamo ancora ricevere 5mila euro del contributo della passata stagione. E’ una vergogna. L’assessore Stancheris evidentemente non conosce la nostra gara, quindi quando si tagliano i fondi non si fanno i conti con la tradizione e la valenza internazionale e mondiale della nostra corsa».
Il Gruppo Atletico non ha voluto rischiare. C’era l’intenzione di non organizzare l’edizione 89, poi però ha prevalso l’orgoglio castelbuonese e «abbiamo deciso ugualmente malgrado tutti i problemi economici organizzare la nostra corsa – aggiunge Fesi – se non l’avessimo fatto, sicuramente il Giro di Castelbuono sarebbe scomparso per sempre».
La gara si farà ma in “austerity”, sotto tono. Niente nomi di atleti altisonanti e forse quest’anno, dopo un quarto di secolo, potrebbe salire sul podio più alto un atleta italiano. E’, infatti, dal lontano 1989 che non vince un italiano. L’ultimo, prima di una scia di trionfi di keniani, etiopi, marocchini, eritrei, fu Salvatore Bettiol col tempo di 32,45.
Come da tradizione il 25 luglio, nella centralissima piazza Margherita, nel corso di una serata, saranno presentati gli atleti che parteciperanno. Quest’anno testimonial, Totò Antibo, un tempo la “gazzella” di Altofonte. Niente diretta tv su Rai Sport, ma una differita che andrà in onda qualche giorno dopo la gara. Insomma, tutto al risparmio. E la Regione? Pensa a risparmiare nel nome della tradizione…