“La bellezza non si trivella”. Comunicato del movimento “Cittadinanza Attiva”

[Riceviamo e pubblichiamo] Dire, segnare, il Sì al referendum del 17 aprile è un dovere. Un SI per dire NO che vale molto, vale il lavoro che facciamo ogni giorno! Vale quanto ci insegnano giorno dopo giorno, anno dopo anno. Vale perché siamo siciliani, e il valore di un territorio, il valore delle sue risorse, il valore della ricerca scientifica, sono valori che non ci dovrebbero mai essere negati in ragione della speculazione di qualcuno. Può essere mai che questi valori vengano sostenuti attraverso le piattaforme petrolifere? Ci chiediamo a che serve fare ricerca scientifica e imprenditoriale, sulle fonti alternative quali eolico, solare, geotermico e molte altre. La nostra azione nasce con la finalità di contribuire alla mobilitazione dei giovani e della società civile in questa battaglia referendaria in difesa del mare siciliano, della pesca, dell’ambiente e della sostenibilità. Le riserve di petrolio dei nostri fondali coprirebbero il fabbisogno nazionale per meno di due mesi, ed è anche una strategia politica miope perché non permetterebbe autosostenibilità e indipendenza energetica dagli altri paese. In compenso, Le trivellazioni mettono a rischio il turismo e avrebbero un certo impatto ambientale, insomma, tutti i prezzi e i rischi sulle spalle della comunità, tutti i profitti alle compagnie petrolifere. A che servono i risultati, eccezionali in molti casi, ottenuti se poi il nostro paese concede lo sfruttamento petrolifero a aziende con il solo scopo di trarne profitto economico? A che serve insegnare che la riduzione dei consumi, attraverso scelte progettuali e urbanistiche nelle case e nelle città, è necessaria a conservare il futuro? Mentre le politiche energetiche di altri paesi, di molte città del mondo, ormai vanno verso il cosiddetto sviluppo di energia sostenibile, perché l’Italia piuttosto che sfruttare risorse e competenze per contenere il consumo energetico indichi come politica quella dello sfruttamento petrolifero?. No! Non può essere, non deve essere!!! Questo paese é ancora tenuto imbrigliato da un certo tipo di classe imprenditoriale e bancaria che da decenni detta le agende dei governi in questi temi, e non solo, oggi però siamo noi cittadini chiamati a dare un indirizzo per questo, per gli interrogativi che ci siamo posti prima, non dobbiamo permetterci di perdere questa occasione. Lo dobbiamo al nostro paese ,al nostro presente,prima che doverosamente al nostro futuro!

CITTADINANZA ATTIVA