“La cattura e poi l’abbattimento”. Allarme suidi, l’assessore Dario Cartabellotta ha incontrato i sindaci

[LA SICILIA – Antonio Fiasconaro] Un’emergenza senza fine quella dei suidi nel Parco delle Madonie e che da tempo ormai «spadroneggiano» in lungo ed in largo nelle campagne di alcuni centri, in particolare Castelbuono, Isnello e le due Petralie.
La presenza di questi cinghiali, oltre a terrorizzare le popolazioni per la loro aggressività, sta elevando sempre più il grado di allarme a causa dei danni provocati soprattutto nelle campagne.
Il Consiglio del Parco delle Madonie si è riunito ieri mattina a Petralia Sottana, per affrontare l’emergenza legata al sovrappopolamento dei suidi, in particolare cinghiali e ibridi.
Presente al vertice, convocato dal commissario straordinario Erasmo Quirino, anche l’assessore regionale alle Risorse Agricole, Dario Cartabellotta, che ha condiviso con l’Ente parco, si legge in una nota, «l’ipotesi di formulare un nuovo piano che preveda la cattura degli animali e l’abbattimento contemplato dalla normativa regionale 12 del 2008 e si è impegnato ad investire la Giunta regionale del problema con l’Assessorato Territorio e Ambiente per le valutazioni di carattere ambientale e l’Assessorato alla Salute per i problemi di sicurezza alimentare».
L’assessore ha reso noto che intende conformarsi agli indirizzi condivisi ieri nel corso della conferenza Stato-Regioni svoltasi a Roma nel corso della quale è stato istituito un gruppo di lavoro finalizzato ad apportare le necessarie modifiche alla legislazione nazionale in materia di controllo della fauna selvatica in area di Parco. Insomma, si va verso l’abbattimento di questi animali che, com’è noto, stanno distruggendo, nel corso del loro peregrinare per le campagne del Parco diverse colture e anche qualche allevamento di galline e conigli, soprattutto nella zona di Castelbuono, dove questi animali da anni sono stati messi al bando.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.