La cicogna non si ferma a Cefalù e Petralia. Il ?j?accuse? di Gaetano Lapunzina

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[LAVOCEWEB] “La scelta di sopprimere i punti nascita di Cefalù e Petralia, resa nota con la pubblicazione del decreto adottato il 2 dicembre dall?assessore regionale alla Sanità, è inaccettabile perché penalizza pesantemente e ingiustamente l?intero comprensorio delle Madonie”. Lo afferma il consigliere provinciale del Pd all’indomani delle rassicurazioni che il sindaco Giuseppe Guercio aveva dato nel corso della conferenza stampa d’inizio anno. Guercio aveva garantito che nonostante un articolo del quotidiano Repubblica desse per chiusi i due punti nascite delle madonie, le ragioni per preoccuparsi non c’erano. Le cose però sembrano stare diversamente, e lo sottolinea a gran voce proprio Lapunzina, che aggiunge: ” Senza volersi lanciare in inutili e dannose dispute territoriali, appare insostenibile la motivazione con la quale, tra le strutture di Termini, Cefalù e Petralia, tutte catalogate al di sotto del limite dei cinquecento parti l?anno, si è deciso di tenere aperta quella di Termini Imerese, perché dovrà accogliere anche i parti provenienti dai punti nascita dismessi di Petralia e Cefalù?. Queste sedi finiscono così per diventare il bacino d?utenza di un ospedale, quello di Termini, il cui comprensorio sarebbe stato viceversa assai meno penalizzato, per la maggiore vicinanza con le tante strutture del capoluogo. Assurdo dichiarare – precisa Lapunzina – che si è inteso privilegiare la struttura pubblica, anche considerata la mission principalmente oncologica prevista per la sperimentazione gestionale della fondazione San Raffaele Giglio di Cefalù, nonché in considerazione dei minori tempi di percorrenza dal punto nascita di Petralia, fingendo di ignorare che la sperimentazione gestionale, da tempo dichiarata conclusa, portava con sé come garanzia il mantenimento dei principali reparti a tutela della salute nel territorio”. Per il consigliere provinciale del Pd asserire la maggiore vicinanza con Termini Imerese rispetto Cefalù o Petralia di comuni quali Pollina o San Mauro Castelverde “significa ignorare del tutto la geografia e la viabilità di quelle zone”. E conclude: “Una decisione sbagliata, assunta alla chetichella, dopo aver sopito le proteste autunnali con l?ipotesi del rinvio, ed adottata con la complicità della commissione Ars, in cui nessuna voce contraria si è alzata”. Contro questo “scippo” il consigliere auspica nuove forme di protesta, come quelle che già in passato hanno animato Cefalù e dintorni.

09.01.2012
Paola Castiglia

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