La Costituente risponde al periodico supraUponti: «Non costruiamo un progetto politico cucito su misura attorno a un leader»

Abbiamo letto con interesse e, perché no, con un certo divertimento l’analisi, pubblicata sul giornale “Supra u ponti” relativa all’ing. Domenico Prisinzano, presunto trait d’union di una nuova coalizione per le amministrative del 2022, nella quale viene definito come l’anti-Cicero. Non abbiamo ritenuto utile rispondere allora in quanto era giusto che lo facesse l’ing. Prisinzano, tirato in ballo in prima persona. Non riteniamo di doverlo fare neanche oggi, in occasione di uno speculativo ritorno sull’argomento del neo direttore, con termini più o meno velati, con toni e insinuazioni che ci fanno ricordare il linguaggio e i modi di qualcuno di nostra conoscenza. Non rispondiamo entrando sull’argomento perché riteniamo sia un gioco sottile e subdolo per farci scivolare su un terreno a noi non consono. La Costituente non ha “prese di posizione né smentite, né tanto meno proteste” da esplicitare per ciò che è stato scritto, così come non le ha avute l’ing. Prisinzano perché la nostra intelligenza, la nostra dirittura morale e il nostro acume politico sono di un altro livello.

Vogliamo invece rispondere sul metodo adottato che ci ricorda, come la terminologia usata, l’agire di qualcuno di nostra conoscenza, un metodo portato avanti per tappe preordinate.

Primo. Guardare nel gruppo, scegliere uno e attaccare: strategia che serve a dividere perché intanto si attribuisce legittimità ad una persona isolandola dagli altri, evitando di sparare sul mucchio perché si avrebbe una risposta collettiva. Così invece si espone la persona ai sospetti: “ma perché Mimmo ha ambizioni?”, “ma quindi è la guida del nostro movimento politico?”. Metodo che oggi si direziona su uno, domani su un altro, bruciando nomi di volta in volta scelti oculatamente da un direttore di orchestra consumato.

Secondo. Le questioni sollevate non sono mai casuali, riguardano aspetti del passato più o meno prossimo, del quale si custodiscono opportuni dossier, e che possono riguardare aspetti pubblici o privati. Su questo non c’è morale che tenga. L’interessato si chiede, gli altri si chiedono “ma cosa vuole dire, cosa è successo?” e si fa serpeggiare il dubbio che quella persona non sia trasparente ma abbia qualcosa da nascondere.

Terzo. E questo è nello specifico l’oggetto del recente trafiletto del direttore. Non sono caduti nella trappola, proviamo in un altro modo. Lodi sperticate, intervento garbato, circolazione democratica del sapere e poi qualche affondo qua e là. E infine la sorpresa… anche questa tipica, “ma lei mi stupisce, non immaginavo che…”, insomma tentativi pretestuosi per far scivolare l’interlocutore sul piano difensivo.

Inutile dire che, per la seconda volta, questo tentativo ha fatto cilecca. Nella Costituente per la Castelbuono di domani, di persone del livello dell’ing. Prisinzano ce ne sono parecchie e ci aspettiamo che questo sottile gioco al massacro, mascherato di perbenismo, venga ripetuto nel tempo in riferimento a diversi fra noi. Fate pure, tanto non ci dividerete perché dentro il nostro gruppo, non ci sono persone animate da bramosie di potere ma da spirito di servizio. La nostra organizzazione non è di tipo verticistico ma orizzontale, non abbiamo coordinatore ma ben sette portavoce, tutti alla pari. Inoltre, accanto alle tante belle persone nuove alla politica, ci sono anche coloro i quali hanno vissuto le stagioni politiche passate e che quindi conoscono bene questi metodi per averli vissuti di persona. 

Noi non costruiamo un progetto politico cucito su misura attorno a un leader, il nostro fare politica è incentrato non su singole persone ma sulla persona umana, il cittadino, il paese e l’amore per esso, mettendo insieme l’intelligenza, la cultura, il senso civico e politico di tanti, per il bene pubblico e non per interessi privati o di categorie, perché ciascuno di noi è libero dal bisogno. Crediamo nel rispetto verso i competitor, non ne facciamo dei nemici personali. Accogliamo le persone non per il bagaglio di clientele che possono avere ma per la loro dirittura morale e la loro impermeabilità al canto delle sirene. 

Una questione infine sul metodo giornalistico adottato. Si dedicano due pagine alla nascita di un nuovo soggetto politico e si parla di fatti passati e di un’intervista a un assessore di un altro gruppo politico. Come mai si è scelto di parlare della Costituente senza aver mai cercato un confronto con i diretti interessati? Eppure ci conosciamo tutti, sarebbe bastato una telefonata, una mail. Per “presentare” ai castelbuonesi la Costituente, ci si sarebbe potuti incontrare per capire chi siamo, cosa facciamo, come la pensiamo su temi nevralgici. Evidentemente si voleva presentare un’opinione ben precisa, ancorché non rispondente alla realtà. Per il futuro, allo scopo di favorire la dialettica e il confronto, suggeriamo a chiunque voglia parlare con noi di utilizzare la nostra mail ufficiale: costituente2022@gmail.com

In ultimo, non ce ne vogliate se pubblichiamo questa nostra anche sui social e sugli organi di informazione che maggiormente ci aggradano perché riteniamo di averne la libertà.

I nostri primi interlocutori sono i cittadini, è a loro che la Costituente si rivolge come portatrice sana di democrazia e partecipazione. 

La Costituente per la Castelbuono di domani

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