“La lotta dei supermercati, la memoria lesa e i profilattici corti.”

Peppino Impastato, il 9 Maggio 1978, fu rapito, ucciso a pugni, calci e sassate in un casolare di campagna e poi legato a dei binari del treno per simulare il suicidio. Quel casolare, alla pari degli altri luoghi chiave della vita di Peppino, ? diventato simbolo dei movimenti antimafia locali. Trentatr??anni fa, si cerc? di depistare le indagini riuscendo a far passare Peppino per un terrorista suicida fino alla sentenza del 2001 che ha stravolto la versione dei fatti. Oggi come allora, le istituzioni compiono uno scempio alla memoria di Impastato. Infatti, come denunciato dal fratello di Peppino, Giovanni Impastato, in un appello lanciato su Repubblica.it, quel casolare ? adibito a discarica dal Comune di Cinisi. Fa rabbrividire. L’appello ha gi? ricevuto la solidariet? di moltissimi. L’amministrazione comunale stavolta non avr? vita facile, non dovr? contrastare pi? con un ragazzo e il suo gruppo sparuto di amici, ma con un fratello, un’associazione e un movimento di cittadini informati. Stavolta vinceremo.

La rivincita Coop su Esselunga ? arrivata. La prima ? l’azienda leader in Italia del settore retail, la seconda ? l’avanguardia del settore, ma ? praticamente diffusa soltanto in alcune regioni del nord Italia, nelle quali ? spietato concorrente di Coop. La vicenda nasce quattro anno fa quando il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, aveva scritto e pubblicato il libro “Falce e Carrello”, inchiesta che denuncia lo strapotere economico-politico delle cosiddette cooperative rosse, che grazie al sostegno politico, sono riuscite, a suo dire, a costituire un vero e proprio monopolio di mercato. Il libro vende tantissime copie e scoppia lo scandalo. Fin da subito il gruppo Coop ha risposto per via legale, accusandolo Caprotti di concorrenza sleale per denigrazione e la scorsa settimana ha vinto la causa ottenendo il pagamento di una multa di 300 mila Euro da parte di Esselunga, l’obbligo di ritirare le copie ancora in commercio e il divieto di futura ristampa.

La Apple ? accusata di censura. La societ? di Cupertino ha bloccato un’applicazione ludica creata da una societ? italiana in cui lo scopo del gioco ? salvare gli operai che si uccidono dalle fabbriche dove viene prodotto l’i-phone, muovendo lateralmente degli infermieri che con una barella cercano di attutire il salto nel vuoto degli operai. La trovata ? una chiara provocazione per far riflettere sui 14 casi di suicidio che hanno coinvolto una fabbrica cinese fornitrice Apple. L’app si chiama Phone Story e nonostante sia stata bloccata (ufficialmente per i “contenuti violenti e crudeli”) ? ancora scaricabile dal alcuni siti.

In Sudafrica sono stati ritirati dal mercato 11 milioni di profilattici prodotti in Cina. Il motivo risiede nella ridotta lunghezza cha sarebbe del 20% in meno rispetto ai normali condom utilizzati nel paese dell’apartheid. La denuncia? arrivata, non a caso, da una societ? concorrente, attuale leader di mercato, che ha sottolineato i problemi di sicurezza nei rapporti sessuali, nel paese col pi? alto tasso di infezione da HIV del mondo (5,38 milioni di casi su 50 milioni di abitanti). La motivazione ? sacrosanta, e conferma il noto stereotipo che vorrebbe gli africani in media “pi? dotati della virt? meno apparente” (per dirla con De Andr?) e gli orientali decisamente meno. Probabilmente la societ? cinese produttrice di condom ha? progettato il lotto da consegnare in Sudafrica basandosi sullo standard della popolazione asiatica, per cui evidentemente il 20% di lunghezza in meno va bene.

Appuntamento a Gioved? prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?