“La Madonna fa il test di gravidanza e Latina ritorna Littoria.”

La Madonna come ha scoperto di essere incinta? Secondo il manifesto commissionato e affisso da un pastore anglicano neozelandese di Auckland, con un test di gravidanza. E a quanto traspare dall’espressione del viso, deve essere rimasta molto stupita della notizia. D’altronde non aveva conosciuto uomo. Se l’immagine ha fatto sorridere i passanti, il movimento cattolico neozalendese invece non l’ha presa molto bene e Arthur Skinner, membro del “gruppo dei cristiani cattolici” di Auckland, ha strappato il poster poco tempo dopo la sua affissione accusando il pastore anglicano di blasfemia, e di aver deriso l’immagine della Madonna per una stupida azione provocatoria. Poi nel suo attacco lo ha accusato di aver agito secondo il volere di satana e che l’agenzia pubblicitaria che ha ideato la compagna pubblicitaria sarebbe bruciata all’inferno. Il pastore anglicano, reverendo Cardy, dal canto suo rivendica la finalità positiva del manifesto, che induce i fedeli a riflettere sulla parola e sul senso più profondo delle sacre scritture. Il mezzo utilizzato è di certo originale e di forte impatto, ma il rischio che venga intesa solo come una provocazione è forte. D’altronde il reverendo Candy non è nuovo a questo tipo di sortite: già due anni fa aveva lasciato tutti a bocca aperta quando aveva appeso, a due passi dalla sua chiesa, nello stesso luogo dell’ultimo manifesto, un poster con Maria sul letto matrimoniale assieme a Giuseppe, con in alto una scritta che campeggia “Povero Giuseppe, è dura seguire Dio”.

La città di Latina, oltre ad essere giudicata luogo di nascita delle ragazze più belle d’Italia, tra le quali Manuela Arcuri, Elena Santarelli, Ilaria Spada, Alessandra Pierelli etc., è il capoluogo di provincia più giovane d’Italia. È stata costruita durante il ventennio fascista e mostra gli elementi tipici dell’architettura del periodo d’oro del fascismo. Emblematico, in tal senso, il “palazzo M” che è d’architettura razionalista ed ha la pianta appunto a forma di M. Allora la città si chiamava Littoria ed è facile intuirne il motivo, poi nel 1945, con la caduta del regime, il nome venne cambiato in Latina. Oggi, nonostante siano cambiate molte cose, Latina ha difficoltà ad evadere dall’identità politica che la vuole paladina dei valori della destra nostalgica. Una delle ultime imbarazzanti proposte di un gruppo di cittadini, capeggiati da un ex ufficiale dell’aeronautica, è un referendum per tornare al vecchio nome di Littoria. Il movimento civico ha inviato al presidente Napolitano una lettera per spiegare le motivazioni di tale rivendicazione che vorrebbero nella proposta di ritorno al vecchio nome non una lode all’esperienza dittatoriale fascista, bensì una risposta ad un desiderio di verità e giustizia storica. Sarà, ma a sentirla così sembra un’iniziativa di cui si può benissimo fare a meno, che si presta a facili equivoci e darebbe adito a pettegolezzi politici nemmeno troppo ingiustificati.

Tanti di voi, miei cari lettori, sono sicuro siate rimasti di stucco tutte quelle volte che avete sentito una madre chiamare il figlio gridando dei nomi stravaganti, sentiti soltanto in qualche soap opera americana oppure completamente inediti. Ad esempio, se nelle strade dei quartieri palermitani un tempo si sentivano grida del tipo “Rosalia! Carmelo! La pasta è pronta!” adesso si può sentire “Kimberly, Jonathan! Venite che è pronto!”. Ma cosa c’è dietro un nome? Qual è il suo significato più profondo? La prima preoccupazione di quasi tutti i genitori è che non sia un nome legato ad una figura negativa o che non si presti a facili derisioni da parte dei futuri compagnetti di classe, altri invece si preoccupano solo che sia unico e inimitabile. Così molti ricorrono a Google per scegliere il nome del nascituro, per una verifica accurata dei rischi che si corrono nella scelta del nome. Secondo quanto scritto dal New York Times è un’usanza sempre più ricorrente e il 64% dei genitori ne ha fatto uso. I più impallinati con la tecnologia poi usano un’applicazione per iPhone da 99 cents, Kick to Pick, che farebbe decidere al feto il proprio nome, interpretando i suoi calcetti di approvazione o rifiuto all’ascolto dei nomi papabili. Roba da non crederci. Grande enfasi all’originalità dei nomi è stata data anche dalle scelte bizzarre di alcuni personaggi dello spettacolo che hanno scelto per i propri pargoli nomi come Bamboo, Harper Seven, Fuchsia, Lourdes, Sunday Rose, Chanel, Nathan Falco, Balthazar etc. Ovviamente tanti hanno subito seguito l’esempio  per i propri figli, perché il condizionamento derivante dagli idoli è molto forte, a tal proposito mi viene da pensare allo spropositato numero di bambini napoletani nati verso la fine degli anni ’80 a cui è stato dato il nome Diego o Armando. Fatto sta che comunque la scelta è importante e il significato del nome per molti conta, e se da un lato è bello poter dare al proprio figlio un nome talmente particolare che lo renderà per sempre unico, dall’altro si corre il rischio che sia vittima di un eccesso di fantasia dei genitori e nella vita verrà preso in giro dai coetanei o sarà costretto ad inventarsi un nomignolo di copertura.

Così si chiude questo numero di OltreFiumara che è l’edizione natalizia ma anche l’ultima dell’anno perché la prossima settimana ci concediamo una piccola pausa. Quindi non mi resta che augurarvi buone feste e arrivederci al 2012.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?