“La Palestina nell’Unesco, giocatori processati per un pizzico sul sedere e lesbiche che non possono donare il sangue.”

Un sabato mattina, una ragazza di 39 anni si è recata al Policlinico Umberto I di Roma per donare il sangue. Secondo la procedura le sono state fatte delle domande e ha dovuto compilare un questionario, al termine dei quali le è stato dato responso negativo. Non avrebbe potuto effettuare la trasfusione perché lesbica e “il suo rapporto sentimentale è considerato a rischio”. La donna ovviamente, indispettita dall’accaduto, ha denunciato il fatto, parlando di discriminazione sessuale. La risposta dell’ospedale ha fatto perno sullo scrupolo che bisogna avere in determinate circostanze alla luce dei rischi connessi. Di per se non esiste alcuna legge che discrimina gli omosessuali nelle donazioni di sangue, soltanto non possono farlo le persona a rischio e il giudizio su chi sia o meno “a rischio” spetta al buon senso del medico. Il medico, in questo caso, ha valutato, sulla base dell’orientamento sessuale della donatrice, una presunta rischiosità che non sta né in cielo né in terra. Non si capisce in cosa consisterebbe il rischio e a quali strane deduzioni sia giunto. La donna, con orgoglio, alla fine del suo racconto recrimina “io e la mia compagna siamo una coppia normale, ci amiamo e rispettiamo come e forse più di altre coppie”. E’ una coppia normale, ma evidentemente per quel medico (e forse per molti altri) l’omosessualità non è vista come condizione di normalità.

A seguito di una decisione storica che ha fatto molto discutere la Palestina entra a far parte dell’Unesco, l’organo delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. La scelta è avvenuta all’Assemblea generale di Parigi, con 107 voti a favore, 14 contro e 52 astenuti. A votare a favore, tra gli altri, sono stati Francia, Cina e India, tra i contrari Israele, USA, Germania e Canada, mentre l’Italia figura tra gli astenuti, accompagnata tra gli altri dal Regno Unito, perché, secondo le dichiarazioni del rappresentante della Farnesina, “non si è arrivati ad una presa di posizione coesa e  unita da parte dell’UE”. Ad ogni modo, la decisione sancisce un riconoscimento ufficiale di un ente di prestigio internazionale dello stato di Palestina e quindi è una decisione di rilievo che ha fatto reagire bruscamente Israele che ha parlato di “tragedia” e che addirittura questa decisione “non porta alcun cambiamento nei loro rapporti, semmai allontana la possibilità di un accordo di pace”. L’ambasciatore USA non è stato più morbido, ha dichiarato “non possiamo accettare l’adesione della Palestina all’Unesco” e adesso i finanziamenti americani all’organizzazione sono a rischio, e non ha un dato da sottovalutare, visto che gli Stati Uniti contribuiscono al bilancio dell’Unesco per il 22%. Da una delibera dell’assemblea ne è scaturito dunque un acceso dibattito internazionale che mostra come siamo ancora lontani dal sogno di riappacificazione tra Palestina e Israele, anche perché nemmeno gli altri Stati sembrano volerla. Resta il coraggio di una scelta impegnativa che fa dell’Unesco un organo serio, rispettabile e, entro certi limiti, indipendente.

Due giocatori iraniani sono stati espulsi dalla federazione calcistica nazionale e puniti con la riduzione del 15% dello stipendio dal club di appartenenza per “immoralità” per aver esultato dopo il gol con un pizzico sul sedere. Il giudice chiamato ad esprimersi ha parlato di “condotta inappropriata e violazione della pubblica castità” e adesso rischiano due mesi di prigione e 74 frustate con l’aggravante che il fatto è avvenuto davanti agli occhi di migliaia di spettatori che seguivano il match in diretta televisiva. La federazione iraniana, a quanto pare, da anni persegue l’obiettivo di applicare allo sport i “valori sociali” del regime; ad esempio una volta un giocatore è stato costretto a tagliarsi i capelli prima dell’ingresso in campo, e le donne hanno il divieto di entrare allo stadio per le volgarità a cui si assiste nelle tribune. La velleità della dittatura iraniana di controllare tutte le sfere della vita dei sudditi, compreso lo sport, rasenta il ridicolo.

Per oggi è tutto appuntamento a Giovedì prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?