La politica, l’estetica e la morale: o si cambia o si muore

[Riceviamo e pubblichiamo] Carissime Amiche e carissimi Amici,

oggi desidero iniziare con il presentarmi: sono Silvia Scerrino, ed ho scelto di vivere a Castelbuono perché credo nei valori di Comunità.

E se sto cominciando da me è per tracciare da subito un metodo, una modalità che dentro il movimento Andiamo Oltre ha fatto da collante per tutti coloro i quali ne facciamo parte: ciascuno di noi ha lo stesso valore di tutti gli altri. Nel movimento Andiamo Oltre non ci sono Guru, Capi, Teste di Ponte: la prossima domenica, giorno 19, alle 16 si voterà un coordinamento e un coordinatore che avranno il privilegio di servire le nostre idee, di dare gambe e braccia ai desideri di tutti gli iscritti al movimento. Giorno 19 non voteremo un “direttorio”, ma un servizio “a servizio” di tutti i cittadini che vorranno avvicinarsi a noi.

Perché Andiamo Oltre non è solo un nome o uno slogan: noi veramente abbiamo una visione di ciò che può essere Castelbuono, e su questa visione, che nei prossimi mesi vogliamo diventi progetto, lavoreremo, passo dopo passo, giorno dopo giorno, perché Castelbuono abbia l’amministrazione pubblica che si merita.

 

In questi giorni sono stata spesso interpellata da amici e conoscenti per avere conferma di questa o quella voce sul Sindaco candidato del nostro movimento. E quando rispondo sinceramente che il candidato Sindaco sarà scelto dal movimento democraticamente; quando rispondo che saremo tutti gli iscritti a sceglierlo, io vedo negli occhi del mio interlocutore una espressione incredula, come se lo stessi prendendo in giro, come se stessi mentendo, o peggio vedo negli occhi del mio interlocutore compassione, perché a questa signora venuta dal nulla, questa Silvia, non hanno spiegato come stanno davvero le cose. Che tristezza. A tanto vi hanno ridotto? Se da voi arriva qualcuno che fa le cose come andrebbero fatte vi schernite? Se c’è qualcuno che fa le cose come le avreste fatte e volute voi stessi preferite credere che non sia vero? Abbiate almeno rispetto di voi stessi, se proprio non riuscite ad avere rispetto di chi vi parla guardandovi negli occhi.

 

Ci sono due questioni che vanno chiarite una volta per tutte: una questione estetica ed una questione morale.

La questione estetica è quella relativa al senso e alla natura del movimento Andiamo Oltre. Innanzitutto chiariamo cos’è un Movimento Politico, partendo dalle distanze che intercorrono con un Partito politico o con una Lista Civica.

I partiti politici sono associazioni private che hanno il monopolio delle elezioni politiche, attraverso la proposizione delle candidature. L’attività del partito politico è volta ad operare per l’interesse nazionale, si esplica nello spazio della vita pubblica e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per “ambito prevalente” quello elettorale.

La definizione di Lista Civica, invece, è: “lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali”.

Sempre nell’abito delle definizioni, un Movimento è qualunque formazione sociale collettiva relativamente strutturata, rappresentata da un gruppo dove i ruoli istituzionali non sono ancora definiti e nella quale le relazioni sociali sono per lo più a carattere cooperativo e dotate di forte carica emotiva. Che non vi stupisca, quindi, che Andiamo Oltre è un Movimento che si fonda sull’azione convergente di più persone che hanno programmi operativi comuni: nel linguaggio sociologico, qualsiasi fenomeno di aggregazione e mobilitazione di individui che sviluppano la coscienza della loro identità di gruppo sociale, e si impegnano attivamente per realizzare un mutamento della loro condizione o dello stesso sistema politico deve chiamarsi Movimento: è Andiamo Oltre.

Ed ora affrontiamo la stessa questione dal punto di vista morale. Perché dentro il Movimento Andiamo Oltre si aggregano ideologie e sensibilità apparentemente distanti? Cosa ci fanno insieme Mario Cicero, Federico Città, Rosario Castiglia o Lia Romè? E sono certa che dietro questo dubbio si cela la difficoltà di molti ad aderire al movimento. E’ a queste persone che, oltre il mio rispetto, voglio dare una risposta chiara e semplice, a partire da parole e idee di un grande politico che vi vado a leggere:

Se non si vuole che la giustizia prevalga sull’ingiustizia, non si giunge alla scelta del socialismo, e di un socialismo nuovo. Chi si rassegna all’ingiustizia, o l’accetta, o peggio la vuole perché ne trae un vantaggio, compie altre scelte. Questo non vuol dire, ovviamente, che solo chi sceglie l’obiettivo del socialismo può operare per la giustizia, per la pace, per la salvezza e il progresso dell’umanità. Non è così. Vi è anzi un’altra grande necessità che oggi riprende vigore: quella di un incontro e di una collaborazione tra tutte le forze che, muovendo dalle ispirazioni più diverse, sanno, vogliono, possono farsi interpreti di questi bisogni nuovi degli uomini di oggi, di un incontro e di una collaborazione che riconoscano, rispettino ed esaltino il contributo e i valori di cui ognuno è portatore, in uno sforzo incessante di reciproca comprensione e di comune arricchimento.” Sapete chi diceva queste cose? Chi parlava di “incontro e collaborazione” che “rispettino ed esaltino il contributo di cui ognuno è portatore”? Enrico Berlinguer, uno dei padri della Sinistra italiana, colui che per il bene della nazione ebbe il coraggio di parlare di “compromesso storico”.

Andiamo Oltre quindi si fonda sull’azione convergente di persone, partiti, associazioni che desiderano per Castelbuono un presente e un futuro migliori, sicuramente diversi dall’Amministrazione attuale: certo, ci saranno temi su cui convergere non sarà semplice, perché potremo partire da posizioni molto distanti, ma non ci sottraiamo, non ci stanchiamo e non abbiamo paura del dibattito, del confronto, neppure dello scontro, purchè sia chiaro, e condiviso, l’obiettivo: il bene di Castelbuono e dei Castelbuonesi.

E poi essere diversi, ma condividere gli obiettivi, aumenta la soglia di attenzione reciproca, è garanzia di una maggiore circolazione delle idee, è la condizione in cui nessuno può permettersi di adagiarsi: i pigri possono trovarlo scomodo, per il nostro modo di vedere la Politica è entusiasmante.

C’è poi un’altra considerazione da fare sulla nostra inedita aggregazione: guardate cosa è successo alle Amministrative che si stanno svolgendo: solo a Cagliari non ci sarà il ballottaggio tra i candidati degli opposti schieramenti, mentre altrove assistiamo a improbabili “patti”, e quindi a forti condizionamenti, tra partiti che fino al giorno prima se ne dicevano di tutti i colori; partiti e movimenti che non hanno condiviso neppure un caffè al bar stanno pensando di coalizzarsi pur di far vincere questo o quel candidato: e nessuno fa niente per niente, ricordiamolo. Pensate a Salvini e al Movimento 5 Stelle: se vince la Raggi a Roma, Salvini batterà cassa.

Quando a Castelbuono andremo a votare, tra meno di anno, noi faremo di tutto perché il nostro Sindaco vinca le elezioni. Vi piacerebbe che solo al momento delle elezioni il Movimento Andiamo Oltre cercasse le alleanze? Senza nessun dibattito, senza la costruzione di nessun percorso? Solo per il mero calcolo dei voti?

 

Ritorniamo alla questione estetica: è intrinseco al ruolo di potere essere oggetto del giudizio di chi è governato. Chiunque abbia fatto questa esperienza, sa che essere il Primo Cittadino di una comunità implica essere additato di tutte le responsabilità per ciò che non funziona. Ed è compito di chi ha il potere saper trovare modi, tempi e soluzioni per rispondere a tutti coloro che rappresenta, cioè l’intera comunità, nessuno escluso. L’attuale Amministrazione di Castelbuono sta esagerando contemporaneamente in due direzioni: da una parte decanta soluzioni trovate che non le appartengono, come il rifacimento del manto stradale della via Cefalù, d’altra parte declama come irrisolvibili problemi frutto della propria inerzia, come il progetto bloccato del CineTeatro le Fontanelle o la raccolta differenziata dei rifiuti che non è affatto raccolta né differenziata. Se l’attuale Amministrazione fosse meno attenta all’apparire e si preoccupasse di più del proprio “essere”, tutti i cittadini di Castelbuono le sarebbero grati.

Anche su questo tema si solleva una questione morale: quale ideologia ispira l’agire dell’attuale Amministrazione? Andiamo Oltre è un movimento ideologicamente di Sinistra e di Centro Sinistra, con una forte sensibilità cattolica. Il Sindaco Tumminello da che parte sta? Quali sono le fonti ispiratrici del suo pensiero politico? E non permettete mai, a nessun Sindaco, che vi risponda: “io sto dalla parte dei cittadini”… Ma lo avete mai visto o sentito un Sindaco che dica il contrario? La sua ideologia, Sindaco Tumminello, il suo pensiero politico, ce lo racconta? Ci incontriamo in piazza per confrontarci sulla Politica? Invece di “mandarcele a dire”, lo facciamo un incontro pubblico in cui Lei e le sue forze politiche ci raccontate la vostra ideologia e noi, Andiamo Oltre, raccontiamo la nostra? Raccontiamoci non le cose da fare o già fatte, ma i pensieri, la visione, la Politica con la “P” maiuscola. E’ un invito, Sindaco, e aspettiamo una risposta. Per i programmi c’è tempo, e vinca il migliore.

 

Ritorniamo ancora alla questione estetica. Nel panorama di chi presenterà un candidato Sindaco per Castelbuono c’è anche il Movimento 5 Stelle. Le forme del Movimento 5 Stelle sono note a tutti: democrazia diretta, partecipazione social e costante utilizzo del web. Quello che ci sfugge è cosa c’è di nuovo nella “mobilitazione dal basso” oppure nel metodo della partecipazione, che è una pratica molto seria che Andiamo Oltre vi ha proposto due mesi fa.

Se poi poniamo la questione morale al Movimento 5 Stelle, non possiamo fare a meno di chiedere ai novelli Grillini castelbuonesi: Perché offrite il metodo dei processi decisionali partecipati se chiedete di aderire al movimento per parteciparvi? Perché disprezzate la politica e desiderate praticarla? Confrontiamoci, perché le soluzioni non sono semplici. Ad esempio: avete proposto il “baratto amministrativo”, ne parliamo insieme in un incontro pubblico? Perché non è affatto detto che sia una cosa buona per le persone in serie difficoltà e per la comunità. Anche a voi chiediamo di incontrarci pubblicamente, e di discuterne con il Movimento Andiamo Oltre che, invece, crede nelle politiche sociali di sostegno diretto e di incentivo alle soluzioni stabili. Perché vogliamo discutere con voi sul rapporto tra programmazione e mercato, tra spinta alla eguaglianza e bisogno di differenze: ma questa è già una discussione che implica l’idea della trasformazione sociale. E voi, che idea avete del futuro della nostra comunità?

 

Dentro Andiamo Oltre ci impegniamo persone con un sentimento ecologico della vita prima ancora che della natura: vi proponiamo, vi invitiamo a considerare il nostro territorio come un bene inestimabile e la vostra quotidianità come la preziosa moneta con la quale acquistare serenità. Per salvaguardare il nostro territorio e per vivere sereni dobbiamo credere nella Rivoluzione dei nostri desideri, dobbiamo tornare austeri.

L’austerità non deve essere un mero strumento di politica economica, cui si debba ricorrere per superare una difficoltà temporanea, congiunturale, o per poter consentire la ripresa e il ripristino dei vecchi meccanismi economici e sociali. Questo è il modo in cui l’austerità viene rappresentata dai gruppi dominanti e dalle forze politiche conservatrici. Ma non è cosi per noi. Per noi l’austerità è il mezzo per porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell’individualismo più sfrenati. L’austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia; cioè il contrario di tutto ciò che abbiamo conosciuto e pagato finora anche a Castelbuono, e che ci ha portato alla crisi gravissima i cui guasti si accumulano da anni e che oggi si manifesta in tutta la sua drammatica portata.

L’austerità è arma di lotta sia contro i difensori dell’ordine economico e sociale esistente, sia contro coloro che la considerano la nostra una società destinata organicamente a rimanere arretrata, sottosviluppata e, per giunta, sempre più squilibrata, sempre più carica di ingiustizie, di contraddizioni, di disuguaglianze.

Una politica di austerità non è una politica di tendenziale livellamento verso l’indigenza, né deve essere perseguita con lo scopo di garantire la semplice sopravvivenza di un sistema economico e sociale entrato in crisi. Una politica di austerità, invece, deve avere come scopo quello di instaurare giustizia, efficienza, trasparenza, e una moralità nuova.

Una politica di austerità è un atto liberatorio per tutti noi, soggetti a vecchie sudditanze e a intollerabili modelli di sviluppo, crea nuove solidarietà, e diventa un ampio moto democratico al servizio di un’opera di trasformazione sociale.

Silvia Scerrino

1 commento

  1. Na lo apprendere lo messaggio de la lunga missiva della signora che rappresenta lo “novo” movimento che propone a suo modo lo rinnovamento, molti son li pensieri che mi sovvengon a la mente.

    Ella, che con grande impeto si rivolge a tutti gli attori nuovi e vetusti dello scenario politico de lo nostro villaggio, appare come una novizia che apprende da breve de lo villaggio la notizia.

    Ella si erge a lo rinnovamento, ma è circondata da li compagni de lo viaggio che da sempre (e soprattutto ultimamente) conoscon ben le sorti de lo villaggio.

    Ella così entusiasta a lo mondo espone lo cambiamento,
    e in realtà ne lo loro movimento dov’è lo rinnovamento?

    Non basta far differenza ne lo abitante, tra lo partito e lo movimento, perché li vessilli cara dolce o mia signora sono belli e issati.

    A l’indomani de lo vostro nascimento, la benedizione è stata non de lo movimento, ma de lo partito e non solo di quello da lo scudo crociato de lo signore di Rignano.

    E sarebbero tante le cose da contestare, le cose non vere e non note a codesta rappresentante ignara, che pensa che a Ypsigro la virtute politica appartiene a loro, ma si sa l’umiltà ad oggi è merce assai rara.

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