La professoressa israeliana non laurea le studentesse palestinesi

La tensione riprende a salire in territorio palestinese. E’ di pochi giorni fa la triste notizia dell’attentato terroristico dentro una sinagoga a Gerusalemme, che è costata la vita a 4 Rabbini e 1 poliziotto. L’attentato è stato rivendicato dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Era solo l’ultimo episodio di un’escalation di attacchi e risposte tra Palestina e Israele che potrebbe portare ad un nuovo conflitto religioso.

Lo scontro tra le ideologie avviene anche nel nostro Paese, seppur in modo non violento. Infatti, il quotidiano La Stampa ha riportato la notizia del rifiuto della docente universitaria Daniela Santus, ebrea italiana, insegnate di Geografia all’Università di Torino, di presiedere alla commissione di laurea di due studentesse che presentavano la tesi di laurea dal titolo Percorsi classici e letterari di città Palestinesi.

Il lavoro delle due ragazze, Enrica Mazzei e Atif Kaoutar, era incentrato su un percorso artistico, culturale e letterario basato sugli scritti di 3 intellettuali palestinesi. La docente, dopo aver letto passaggi inaccettabili dell’elaborato in cui si diceva che gli ebrei sono “sionisti”, che l’OLP non ha compiuto attentati e che Gaza non era mai stata liberata dagli insediamenti israeliani, ha deciso di abbandonare la commissione, e, per la prima volta in 25 anni di docenza, si è rifiutata di proclamare dottoresse le due studentesse. Il direttore del corso ha proposto un cambio in commissione che ha permesso il proseguimento dei lavori. Alla fine le due ragazze si sono laureate e il loro elaborato è stato considerato buono.

Probabilmente il contenuto della tesi era un po’ troppo di parte e alcuni passaggi certamente discutibile, però la docente avrebbe potuto ragionare assieme alle ragazze e spiegare quali inesattezze vi fossero, dare un contributo ad un dibattito costruttivo, dialogare, confrontarsi. Lungi da me il voler giustificare chi dice che tutti gli ebrei siano sionisti. Concordo sul fatto che certe cose non si possono scrivere su una tesi di laurea. Credo che il dialogo sia la soluzione ai conflitti anche nei contrasti di ogni giorno, così come nelle guerre. Retorica a parte. Questo episodio appare come una riproposizione in piccolo dei contrasti tra le due nazioni, il simbolo di un riavvicinamento difficile tra due posizioni. Un atteggiamento sbagliato che porterà a una guerra senza fine.

Finisce qui il numero settimanale di OltreFiumara, ricollegatevi giovedì prossimo.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”