“La pubblicità ci tiene sotto scacco. I casi Ikea e James Bond.”

Ben trovati cari lettori, dopo una settimana di assenza della mia cara rubrica, ricomincio dalle donne. Più propriamente, ricomincio in difesa delle donne. E all’attacco di Ikea. Il colosso svedese dei mobili, spesso lodato e incensato per le politiche liberali e moderniste (anche dalle pagine di questa rubrica), stavolta si mostra retrograde e sessista. Infatti, nel lancio del nuovo catalogo internazionale si nota una differenza palese tra l’edizione standard e quella diffusa nei paesi arabi. In quest’ultimo spariscono le donne, perché fotografate allegre e spensierate nella quotidianità di un quadretto familiare ma scoperte, senza velo, quindi offensive verso culture e popoli che sono abituati a vedere le donne “velate”. Tutto questo per una mera questione promozionale. La natura del messaggio, dell’idea esportata da Ikea, stravolta da considerazioni opportunistiche. Non è detto che sia una scelta giusta, il marketing è fatto anche di valori e messaggi coltivati nel tempo a cui la gente si abitua e identifica il marchio. Ikea rischia di metterlo in dubbio e di deludere i suoi appassionati clienti. Io ho sempre associato all’idea di progresso, quella di uno sviluppo sano, guidato e ispirato. O forse, più verosimilmente, la stragrande maggioranza degli acquirenti se ne frega. Staremo a vedere.

Mai pago di analisi sul ruolo del consumo e della pubblicità nella società, torno a bomba sull’argomento con un aneddoto che a me ha inorridito. Spero che anche su di voi abbia lo stesso effetto. In barba al mito dell’agente 007 e a tutto ciò che ne è correlato, gli autori di James Bond hanno deciso che il famoso detective non beve più Martini ma birra. Tutto questo perché un famoso marchio di birra olandese ha sponsorizzato la produzione del nuovo film della saga. Non riesco proprio a immaginare Bond, James Bond, che entra in un bar e ordina una birra. Manco si trattasse di un muratore o di uno studente (con tutto il rispetto). Cavolo, James Bond beve Martini da sempre (n.b.:agitato, non mescolato), e tutto serve a delineare la sua figura, il suo carisma, la sua eleganza. Non lo vedrei mai in giro con una Yaris o una Seat Ibiza. Lui gira in Aston Martin. Per la cronaca, James Bond – Skyfall, uscirà a Novembre e per la sua produzione ben 45 Milioni di Dollari sono stati raccolti dagli sponsor, i cui prodotti compariranno sulle scende del film.

Restando in tema, il portale Altroconsumo ha citato in giudizio Apple. La motivazione, a mio modo di vedere sacrosanta, risiede nel merito della disciplina del contratti, per cui se si acquista un bene o un servizio, se ne acquisiscono tutti i diritti reali, compreso il diritto di rivenderlo o lasciarlo in eredità. Siccome sul sito della Apple si promuove la “vendita” di musica in formato elettronico, si deve garantire l’utilizzo all’acquirente tutti i diritti reali di cui sopra, altrimenti si è fatta pubblicità ingannevole. La complicazione nasce dal rispetto del DRM, cioè dal regolamento sui diritti d’autore su opere musicali, che vige su tutti i mezzi di diffusione di brani editi, a partire dagli Mp3 e che impedirebbe ad Apple (e agli altri online store musicali) di vendere musica, nel vero senso della parola. La battaglia di Altroconsumo, il portale vicino ai consumatori, sembra la lotta del gigante contro Golia, ma adesso la questione è in mano all’Antitrust che dovrà esprimersi in merito.

Augurando a tutti i castelbuonesi amanti della montagna una fruttifera raccolta fungina (con un pizzico di invidia), vi rimando l’appuntamento alla prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?