La riflessione di Padre Paolo Fiasconaro sulla Esortazione di Papa Francesco “Querida Amazonia”

L’esortazione post sinodale “Querida Amazonia” e l’impegno missionario dei francescani conventuali nel mondo

“Ascoltare il grido dell’Amazzonia” è la chiave di lettura di questa “lettera d’amore per la cara Amazzonia” di Papa Francesco inviata a tutti gli uomini di buona volontà. Una lettura attuale e sapienziale che vede una Chiesa dal volto amazonico chiamata a riflettere sul suo splendore e la sua bellezza, ma anche sul dramma di quelle popolazioni.

Lo sguardo amorevole del Papa su questa terra, che vive profonde contraddizioni, vuole aiutare i credenti e non a entrare nell’ottica di una ecologia umana che tenga conto dei poveri, ne valorizzi le culture e ne salvaguardi la crescita in termini ecclesiali e sociali. Papa Bergoglio per far comprendere la dimensione variegata e nello stesso tempo difficile di quella porzione del pianeta, usa la categoria dei “sogni” e nelle articolazioni dell’Esortazione Apostolica, divisa in 4 capitoli e 111 articoli, lancia una sfida alla Chiesa e al mondo intero affinché si trovino vie e strategie operative nuove per evangelizzare quella terra con tanti mali e problemi da risolvere. Nei quattro sogni il Papa sente forte il desiderio di un cambiamento radicale e culturale affinché il mondo intero contribuisca a dare risposte concrete a tante popolazioni, con le varie etnie, tribù e culture da promuovere e valorizzare nel loro cammino di crescita.

Questi i 4 sogni di Papa Bergoglio che devono essere anche i sogni di noi Frati Minori Conventuali che operiamo in quelle terre: il sogno sociale, il sogno culturale, il sogno ecologico e il sogno ecclesiale. “Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana. Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste. Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici.” Papa Francesco, che ha voluto indire un Sinodo dei Vescovi per affrontare e cercare di risolvere i grandi mali di quella popolazione, nell’Esortazione elenca i “sogni” come stimolo per tradurre nel vissuto della Chiesa e della società amazzonica le istanze di una terra martoriata e indifesa. La sollecitudine apostolica anche degli ultimi Papi certamente sta contribuendo a cambiare il volto della Chiesa in continua tensione missionaria.

100 anni di impegno missionario dei Frati Minori Conventuali

Querida Amazonia vuole essere la risposta di noi Frati Minori Conventuali ed è una preziosa occasione per risvegliare la nostra identità missionaria. Il nostro Ordine si pone in direzione di un impegno più concreto per risvegliare maggiormente quella fedeltà al Vangelo e attuare l’invito di San Francesco d’Assisi “Va’ e ripara”… seguendo anche l’invito di Papa Francesco che sta cambiando il volto della Chiesa con una missionarietà a 360 gradi.

Ne è testimonianza di questo appello il cammino missionario che ha caratterizzato il nostro Ordine privilegiando la “missione” presente nel DNA del nostro carisma.

Volendo fare un viaggio nel percorso missionario dell’Ordine, ci riferiamo al primo ventennio del secolo scorso, quando Pio XI invitò gli Ordini religiosi ad aprirsi verso le missioni in terre lontane.
Fu il Ministro Generale P. Alfonso Orlini quando, nel Capitolo Generale del 1924, invitò i frati a rispondere all’appello del Papa. Era un momento difficile per l’Ordine a causa dell’azzeramento dei conventi e dei frati per la soppressione dei Beni Ecclesiastici e in quel momento l’unico problema era l’impulso vocazionale. Ma alcuni Ministri Provinciali italiani (Sardegna, Sicilia e Toscana) accettarono la sfida e nel 1925 partirono i primi 8 frati per evangelizzare la Cina. Fu il gesto profetico che aprì la missionarietà del nostro Ordine e da quel momento iniziò la fioritura missionaria con la consapevolezza di fare della “missione” il cuore della nostra identità e rinnovando ogni giorno l’entusiasmo e la passione missionaria assieme ai laici.

Questo cammino continuò con San Massimiliano Kolbe (Polonia) nel 1930 in Giappone e con P. Francesco Mazzieri (Marche) nel 1931 in Zambia. Negli anni ‘70/’80 con l’impulso missionario dei Ministri generali Vitale Bommarco e Lanfranco Serrini si aprì la stagione della presenza dei Frati Minori Conventuali nei 5 continenti. Oggi il seme gettato in quegli anni ha prodotto frutti abbondanti e con la grazia di Dio e la protezione di San Francesco, missionario della prima ora, siamo presenti in 40 nazioni del mondo con 600 Comunità sparse in diversi luoghi missionari.

In particolare, nelle varie Giurisdizioni dell’Ordine e dalle Province più solide, nacquero in America Latina diverse realtà missionarie con tanti frati che vivono e operano nei Paesi che condividono la foresta amazzonica e sono sorte le Missioni del Brasile, Bolivia, Colombia, Perù, Venezuela ed Ecuador.

I frati nello sconfinato “deserto verde” dell’Amazzonia

Oggi in Amazzonia svolgono l’attività pastorale diversi frati e in particolare le tre comunità della Provincia San Massimiliano Kolbe del Brasile. Sono tre centri con tipologie di attività diversificata. A Manaus, capitale dell’Amazzonia, con un’attività missionaria e parrocchiale urbana.; a Tefé con un’attività urbana e rurale; a Juruá, nella cittadina lungo gli argini del fiume, in un grande territorio, vi è una fiorente attività parrocchiale con animazione pastorale nella cittadina e nelle tante comunità sparse nel territorio fluviale. I frati si spostano con una barca ed è il mezzo di evangelizzazione per raggiungere i villaggi sparsi lungo il fiume. Si può affermare che questa presenza dei frati è una realtà fortemente missionaria che promuove un territorio molto povero e i frati si sforzano ogni giorno di attuare alla lettera i sogni di Papa Francesco.

In Amazzonia vi è anche un religioso della Provincia Italiana di Sant’Antonio, P. Gastone Pozzobon, che dopo 15 anni di missione in Zambia, da 18 anni vive alle dipendenze del Vescovo locale in un territorio di quasi 10 mila chilometri quadrati con 25 mila anime, 53 cappelle e 120 catechisti. P. Gastone ancora oggi a 77 anni è sulla breccia e riesce ad animare i suoi fedeli portando avanti diversi progetti mirati ad una forte promozione umana e sociale di quelle etnie. In particolare sono ormai famosi i 4 progetti per la sussistenza della popolazione: una cisterna per l’essiccazione del caffè che produce 120 sacchi al giorno, l’allevamento di 30 vitelle da latte, due mulini per la monitura del mais, un Centro per bambini denutriti assistiti in ambulatorio e un aiuto concreto di educazione all’agricoltura sostenibile.

La missione continua…

Questi nostri confratelli missionari e i tanti laici collaboratori che vivono e lavorano in terra amazzonica sono i veri campioni di umanità e missionarietà. Il loro esempio e la loro testimonianza quotidiana sono la risposta concreta alla Esortazione “Querida Amazonia”. “Amazzonizzare il mondo e la Chiesa” è l’imperativo categorico che impegna noi francescani per ascoltare il grido di quella gente con la testimonianza della vita e con quella passione missionaria di Papa Francesco e di ognuno di noi.

Roma, 22 febbraio 2020

Fr. Paolo Fiasconaro

Direttore del Centro Missionario Francescano Onlus

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