La scoperta. Il colorante allo “zucchero” del prof. Bianchini

[Le Madonie] C’è un po’ di Castelbuono, e molto di Sicilia, nella ricerca che potrebbe rivoluzionare radicalmente la produzione mondiale di coloranti industriali. Assiduo frequentatore del nostro paese, marito della senatrice di origini castelbuonesi Rosa Maria Di Giorgi, è infatti il prof. Roberto Bianchini a guidare il team di ricerca del laboratorio del dipartimento di chimica al polo scientifico di Sesto Fiorentino che, dal lontano 2004, anno del primo brevetto, “purifica” i coloranti impiegati normalmente nelle industrie.

L’innovazione consistente nella sostituzione di sostanze inquinanti con lo “zucchero”, in particolare con il lattosio: una sostanza di scarto dell’industria alimentare reperibile quasi a costo zero e che, soprattutto, non inquina. Una rivoluzione di portata potenzialmente epocale, soprattutto considerando il valore qualitativo ed economico dell’industria tessile in Italia e le difficoltà che il comparto soffre a proporre autonomamente innovazione vera.

Questi progetti di ricerca sono stati così convincenti da essere riusciti ad attirare finanziamenti pubblici e privati. I brevetti ad oggi sono quattro, due europei e due italiani, di cui uno si avvia a essere esteso a livello mondiale.

Il professore Bianchini ci tiene a sottolineare quanto l’idea affondi le sue radici in Sicilia, all’interno del dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Catania, grazie agli input del collega prof. Salvatore Fisichella, mentre è grazie allo spin-off all’interno dell’università di Firenze, proprietaria dei brevetti, che l’idea trova la linfa necessaria per affrontare le difficili fasi fuori dalle mure amiche dell’Università, nella corsa contro il tempo per trovare un partner industriale, possibilmente europeo, e giungere alla commercializzazione che garantirebbe la nascita di una vera e propria start-up dalle velleità infinite e di cui andare, un po’ anche noi, davvero orgogliosi.