Su La Repubblica Palermo di oggi, due splendide pagine sono dedicate all’autobiografia edita da Minimum fax sulle origini della famiglia del grande giornalista di origini castelbuonesi Gianni Minà, oggi nostro concittadino onorario.

Nello stralcio pubblicato, tratto appunto dal libro “Storia di un boxer latino“, si accenna a Castelbuono (ndr, in realtà commettendo un errore marchiano: definendo il castello “borbonico”). Il testo è godibilissimo e sembra aprire ad una storia familiare di grande intensità, come del resto l’intera vita del grande Minà, magistralmente ricostruita anche grazie al contributo di Fabio Stassi.

Nonna Cesira era di Asti, ma il nonno no. Lui, il padre di mio padre, veniva da un piccolo paese di montagna delle Madonie, in Sicilia, dove fanno i dolci con la manna e i panettoni giganti: Castelbuono, si chiama. E vero, potrebbe essere un paesino del Piemonte trapiantato in Sicilia, con quel contorno di alture che lo abbraccia. Un borgo della provincia di Torino o di Cuneo, se non fosse per il suo maestoso castello borbonico. Nonno Vincenzo era un impiegato delle Ferrovie dello Stato, ma …

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