La “SOCIAL CARD-IOPALM”

Ai tempi in cui c’era Benito si chiamava “Tessera del Pane”, ti permetteva di avere un p? di pane al giorno, con lo scopo di lasciarti, sempre, nel girone infernale degli affamati. Era il tempo in cui potevi lasciare la porta di casa aperta, perch? l’unica cosa che i ladri potevano rubare era la fame che riempiva gli scaffali delle credenze degli italiani vissuti nel trentennio.
Oggi l’inventore della finanza creativa l’ha ribattezzata in inglese “Social Card”, nella speranza che il mondo intero, fosse nelle condizioni ideali per capire l’epocale manovra finanziaria messa in atto dal governo Berlusconi ed il “generoso” sostegno economico dato alle famiglie.

I beneficiari, coloro i quali riescono a campare con meno di 6.000? all’anno, troveranno nella Social Card, un accredito mensile di 40?, pari a 1,33? al giorno, fantastico!!!!!!

Lascio al vostro buon senso, immaginare cosa sia possibile comprare con 1,33? al giorno: neanche 1Kg. di pane, neanche un caff? accompagnato da un cornetto, neanche una confezione di carta igienica, tanto di questo passo ne servir? sempre meno. Se il ministro creativo l’avesse chiamata “Carta Sociale” non avrebbe avuto lo stesso impatto mediatico che ha avuto.

Per i beneficiati dal governo, la stessa potr? rivelarsi piuttosto che una “Social Card” una “Social Card-Iopalm”, per le spese folli che permetter? di fare. Questa ? una misura economica “epocale”, propio perch?, ci riporta all’epoca in cui c’era Benito. Cambiano gli attori, ma la storia, ritorna e si ripete.
Faranno salti di gioia i negozianti, per loro la crisi sar? un vago, lontano ricordo spazzato via dall’inesauribile ottimismo che Silvio sparge a piene mani tutte le volte che compare dentro la “scatola magica”.

ITALIANI!!!!!!!… DI TERRA… DI MARE… DI CIELO…..LA STIAMO PRENDENDO NEL….DI-DIETRO.

Salvatore Solaro – Castelbuono