Laboratori di analisi. Sciopero contro i tagli retroattivi

[LIVESICILIA – 2/6/2013] Parte lo sciopero dei laboratori d’analisi, che non forniranno servizi per i cittadini a tempo indeterminato. Lunedì previsto un incontro fra le associazioni di categoria e l’assessore Borsellino. ?Vogliamo risposte concrete?, dice il presidente della Federbiologi Pietro Miraglia.

PALERMO ? Parte domani lo sciopero dei laboratori di analisi. La serrata delle strutture convenzionate era stata annunciata nelle scorse settimane, ora però diventa realtà ed è a tempo indeterminato. Il braccio di ferro fra i laboratori e l’assessorato alla Salute si trasforma dunque in un disservizio per i cittadini. In realtà però le nuove tariffe che entrano in vigore sono legate ad una normativa nazionale, il decreto Balduzzi, che impone un adeguamento verso il basso delle cifre, in particolare per le analisi cliniche e la radiologia.

?La nostra posizione è quella che abbiamo già annunciato ? afferma Pietro Miraglia, presidente della Federbiologi ?, non siamo disposti a fare passi indietro. Già domani ci sarà un 30/40 per cento delle strutture abitualmente aperte che invece resteranno chiuse?. Per mercoledì 5 giugno è previsto una manifestazione regionale, che si terrà davanti l’assessorato regionale alla Salute di piazza Ottavio Ziino. Saranno presenti tutte le sigle del coordinamento intersindacale: Abs, Aipa, Anisap, Asilab, Citds, Confapi, Cssp/Andiar, Federbiologi, Federlab, Fenasp e Laisan. Le stesse sigle intanto sono state convocate lunedì mattina da Lucia Borsellino, e dal summit potrebbero emergere novità. ?Dovranno esserci novità sostanziose se vogliono che interrompiamo lo sciopero?, sottolinea Miraglia. Oltre alle sigle autonome pure la Filcams-Cgil sarà in piazza alla manifestazione del 5 giugno. “Siamo preoccupati per la difficile situazione – dicono Monica Genovese e Andrea Gattuso – e per questo proclamiamo lo stato di agitazione dei dipendenti del settore”.

Dal primo giugno intanto non sarà possibile per i cittadini usufruire dei servizi convenzionati per le analisi del sangue nemmeno per i casi di urgenza. Sono circa cinque milioni all’anno le prestazioni fornite dalle strutture convenzionate, mentre i lavoratori del settore sono settemila in tutta la regione. In realtà il contenzioso fra la Regione e i laboratori è piuttosto complessa. Sullo sfondo c’è infatti pure la restituzione delle somme, circa 140 milioni di euro, che una sentenza del Tar prima e del Cga dopo ha disposto debbano tornare nelle disponibilità della Regione, applicando retroattivamente il vecchio tariffario Bindi. Il braccio di ferro continua, e l’assessorato questa volta sembra non disposto a fare passi indietro.

 

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