“L’amore nelle catacombe e WhatsApp a pagamento.”

In una gita scolastica di qualche anno fa, ci portarono alle catacombe dei Cappuccini a Palermo. Ricordo l’atmosfera macabra del luogo, scheletri, teschi e ossa ovunque, organizzati in ordine nelle nicchie per le tante vie sotterranee. Mi diede una strana sensazione di orribile stupore, vedere una coppietta di amici, appena fidanzati, che scelsero quel luogo per la loro prima “pubblica apparizione” in coppia, camminando mano nella mano, manco si trovassero sul Ponte dei Sospiri a Venezia. Tutto questo, per introdurre la notizia di un’altra coppia, stavolta romagnola, che si è ritrovata chiusa nello stesso luogo; erano in visita da qualche minuto, giusto prima l’orario della chiusura e il custode, seguendo il solito protocollo, ha annunciato in interfono l’imminente chiusura e visionato nelle telecamere di sicurezza, ove però non comparivano i due. La coppia, salite le scale, verso l’uscita, si è accorta che i cancelli erano chiusi e allora, in preda al terrore, ha gridato “aiuto” e sono stati poi liberati dal custode stesso. Chissà, forse quella coppia di amici avrebbe gradito l’inconveniente e approfittato dell’occasione per un randez-vous intimo, del tutto particolare.

Tanti di noi utilizzano quotidianamente WhatsApp, l’applicazione per smartphone che permette di scrivere messaggi gratuitamente con tutti i contatti in rubrica. Basta avere una connessione internet. Si calcola che ogni giorno vengono inviati circa 18 Miliardi al giorno, fate un po’ i conti di quanta gente ne fa uso. Ebbene, da qualche giorno agli utenti di smartphone con sistema operativo Android, che erano piacevolmente abituati a disporre gratuitamente del programmino è comparsa una scritta che recita più o meno “il tuo servizio WhatsApp scadrà fra 7 giorni. Vuoi rinnovarlo adesso?”, con la conseguente richiesta del pagamento della quota di 79 centesimi di Euro. Un canone annuale come quello Rai. Attenzione non è la cifra il problema, ma più che altro il fastidio di dover inserire i dati della propria carta di credito, fermo restando che c’è chi non ne dispone, e l’idea che un servizio lanciato e diffuso come gratuito  diventi a pagamento a tradimento. Gli utenti Apple lo pagavano già al momento del download, ma si sa, gli appassionati alla mela morsicata sono più abituati a pagare per le applicazioni. E comunque non è una giustificazione che basta agli utenti Android che in questi gironi stanno andando su tutte le furie. Anche se già pronta la controproposta: il passaggio in massa ad un altro operatore gratuito, tipo WeChat o Viber.

Infine la notizia di un povero operaio marocchino a cui è stata negata la cittadinanza italiana perché non ha saputo leggere il giuramento di rito. Quarantasettenne, vive e lavora a Vigonovo, in provincia di Venezia, da più di 20 anni. Ha una moglie, due figli e la colpa di non essere mai andato a scuola. Il sindaco, casualità, è leghista. Il mancato riconoscimento però non è definitivo, tra sei mesi il candidato potrà riprovarci.  Scommetto che imparerà a memoria la formula “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione e le leggi”, così da tranquillizzare il Sindaco e poter continuare a fare il suo lavoro, onestamente e con il solito impegno dei precedenti due decenni  da cittadino italiano. Tutti gli altri, che cittadini lo sono per diritto acquisito alla nascita, sono sicuramente capaci di leggere e il Sindaco su questo, scommetto, non ha alcun dubbio.

Bene, con questo è tutto, appuntamento a Giovedì prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?

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