«L’appassionata voce dei ragazzi castelbuonesi per le Fontanelle. Il bisogno di un vero Teatro»

Stefania Sperandeo ci fa pervenire alcuni pensieri – che pubblichiamo di seguito – dei ragazzi del laboratorio teatrale a sostegno della necessità di un “vero teatro” a Castelbuono.



Felice è l’uomo che può vivere le sue passioni… per questo vi chiediamo il nostro Teatro… un coro si espande: Le fontanelle alla grande.
Thea Piccione, anni 10 Scuola primaria, plesso San Paolo, 5a A

A Castelbuono un teatro ci vuole! Non è un semplice slogan ma la richiesta accorata di una ragazzina di 13 anni. Il teatro in una comunità è tra le cose più importanti perché crea cultura, aggregazione, coesione tra tutte le generazioni. Un teatro accomuna tutti: bambini, giovani, adulti e anziani. Sono una dei tanti ragazzini che animano i gruppi teatrali diretti da Stefania Sperandeo e mi piacerebbe un giorno poter rappresentare i nostri spettacoli su un palco vero di un teatro vero. Ormai siamo abituati e quasi rassegnati alle nostre esibizioni su palchi improvvisati in piazze o luoghi trasformati in teatro, ma il restauro dell’ex cineteatro “Le Fontanelle” ci fa sperare che il nostro desiderio si possa realizzare. Per questo chiedo all’amministrazione comunale e a chi ha la possibilità di decidere, di fare di questo luogo, tanto caro alla memoria dei Castelbuonesi, principalmente un Teatro, un luogo dove potersi cibare di cultura, attraverso la visione di opere teatrali e film. Spero tanto che anche Castelbuono possa avere il suo teatro!
Roberta Piro, scuola secondaria di primo grado, 3ªC *

Perché ci vuole un teatro a Castelbuono? Recitare è una bellissima forma d’arte e come tale si merita un vero teatro. Noi siamo un gruppo unito da questa passione e il nostro sogno è quello di esibirci in un vero teatro. Un teatro a Castelbuono ci vuole, ma non per un nostro capriccio, ma perché esso è un luogo di incontro, dove i bambini possono spaziare con la fantasia, così come gli adulti. Siamo stanchi di recitare in spazi arrangiati come teatro, quando abbiamo la possibilità di averne uno vero. Sono ormai anni che il teatro “Le Fontanelle” è chiuso e lasciato cadere a pezzi, non vi sembra il caso di riaprirlo? Quindi fate queste ristrutturazioni e ridate al teatro “Le Fontanelle” la funzione per cui è nato!
Lucrezia Russo, Liceo Scientifico L.F.Tedaldi, primo anno

Mi manca imparare a memoria pagine e pagine di copione Mi manca ricercare per ore il personaggio. Mi manca trasformare un semplice oggetto quotidiano in un solenne oggetto di scena Mi manca mettermi nei panni di qualcun altro Mi manca sentire le farfalle nello stomaco quando si abbassano le luci e si percepisce quel breve e assordante silenzio di attesa prima dell’inizio dello spettacolo. Mi manca sentire: “chi è di scena!?” Mi manca viaggiare con l’immaginazione verso mondi in realtà distanti da me Mi mancano le lunghe ore di prove stancanti Gli esercizi buffi per riscaldare la voce La prova dei costumi Le maschere I camerini freddi che però poi diventavano sempre accoglienti Mi manca il mio teatro. Nadia Prisinzano, anni 21, Università degli studi di Palermo, Ostetricia * “Fare teatro” è molto più del semplice spettacolo. La vera bellezza, per noi ragazzi adolescenti, è il percorso che ci ha portati, in questi anni, sul palco. Il teatro ha forgiato amicizie che altrimenti non sarebbero mai nate, il teatro ci ha dato la possibilità di vedere il mondo da un’altra prospettiva. Il teatro ha cancellato ogni differenza fra noi: non importa l’età, da dove vieni, chi sei, ci sarà sempre un posto per te. Teatro è provare, riprovare, arrabbiarsi, ma esplodere di gioia dopo gli applausi, abbracciarsi, sentire il calore del gruppo. “Fare teatro” è un gioco bellissimo.
Giulia Barreca, anni 18, Liceo Scientifico L.F.Tedaldi

Questo periodo, in cui l’arte e la cultura sono state tanto mortificate a causa dell’emergenza pandemica, ci sta facendo veramente comprendere quanto alla nostra comunità serva un teatro. Castelbuono ha bisogno di una tale struttura, adeguatamente attrezzata, che sia suggello di aggregazione e confronto, luogo di scambio dove l’emozione, lo stupore e il contenuto devono fare da palcoscenico all’arte intesa come spettacolo, recitazione, musica. Un luogo dove noi giovani e non, possiamo esibirci e cimentarci, laboratorio di idee come palestra di nuove istanze che attingono alla storia per produrre prima e condividere poi esperienze culturali. Per noi giovani, appunto, che, sia in passato sia adesso, abbiamo fondato gruppi e laboratori permanenti, contribuendo notevolmente ad una qualificata offerta culturale.
Vincenzo Bertola, anni 19, Università degli studi di Palermo, Giurisprudenza

Noi giovani abbiamo militato nel teatro, nell’arte in sé, e vorremmo continuare a farlo. Noi giovani, così pieni di speranza e voglia di fare, auspichiamo la realizzazione di questo progetto così importante per riavere quello spazio che ci consenta di realizzarci in questa branca, per emozionare ed emozionarci. Noi ci crediamo, lo vogliamo! Vogliamo quel teatro per muoverci nello spazio e viverci soprattutto, non come semplice esibizione ma come processo espressivo e creativo che cerca di dare un senso al mondo.
Giulia Venturella, anni 19, Università degli studi di Palermo, Giurisprudenza

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