L’Ars pubblica i bilanci interni. Ecco tutte le spese del palazzo

[PALERMO.REPUBBLICA.IT] Il costo annuale del Parlamento siciliano è di 164 milioni di euro. Pubblici anche i bilanci della Fondazione Federico II: il personale costa 450 mila euro, 112 mila dei quali per il direttore. La Cappella palatina incassa 1,4 milioni di biglietti ogni anno
di ANTONIO FRASCHILLA

L’Assemblea regionale per la prima volta pubblica online i bilanci di previsione di Palazzo dei Normani e della Fondazione Federico II. “Un atto di grande trasparenza”, dice il presidente Giovanni Ardizzone. E a colpire sono alcune cifre, in particolare della Federico II. La Fondazione, che gestisce la Cappella Palatina e gli eventi culturali, costa 2,4 milioni di euro e raggiunge il pareggio grazie agli incassi della Cappella Palatina, che da soli valgono 1,4 milioni di euro. La voce di costo principale è quella del personale, oltre 450 mila euro, in gran parte impegnati dal compenso del direttore, Lelio Cusumano, pari a 112 mila euro all’anno.

Per quanto riguarda il bilancio dell’Ars, confermato l’annunciato taglio di 11 milioni di euro alle spese: quest’anno l’Assemblea costerà 164 milioni di euro contro i 175 del 2012. Intaccati i trasferimenti ai gruppi parlamentari. In quest’ultimo caso, il taglio è di 5 milioni 458 mila euro: da 12,6 milioni a 7,1 milioni. Le competenze per i deputati sono quantificate in 20 milioni 425 mila (meno 455 mila euro) per effetto, in particolare, dei tagli alle indennità parlamentari. Crescono però di un milione le spese per consulenze dell’Ufficio di presidenza, visto che ci sono tre segretari in più rispetto alla scorsa legislatura per dare rappresentanza a tutti i gruppi parlamentari.

Le competenze per il personale dell’Ars subiscono una riduzione di 2,4 milioni di euro: da 40,2 a 37,8 milioni. Tagli programmati anche sulle attività di rappresentanza e cerimoniale (925 mila euro, meno 270 mila rispetto al 2012), sulla comunicazione istituzionale (1 milione 110 mila euro, meno 290 mila), sulla Presidenza (871 mila euro, meno 371 mila) e sui beni di consumo e servizi (3 milioni 125 mila euro, meno 535 mila). Il presidente Ardizzone si è poi dimezzato i fondi riservati che adesso ammontano a 171 mila euro.

(04 gennaio 2013)